Formula 1Interviste

Come cambia la MotoGP con Liberty Media e perchè l’antitrust non sarà un problema

Greg Maffei, CEO di Liberty Media, ha illustrato le principali modifiche che l’azienda americana ha intenzione di apportare in MotoGP nel prossimo futuro

Nonostante Formula 1 e MotoGP si ritroveranno ad essere guidate dalla stessa compagine a partire dalla prossima stagione, non vi è alcuna intenzione di inglobare le due categorie e renderle speculari.

Questa la prospettiva del CEO di Liberty Media Greg Maffei, il quale, parlando in una riunione con gli investitori, ha illustrato le principali modifiche che l’azienda americana ha intenzione di apportare in MotoGP, in seguito all’ufficialità dell’acquisizione dell’86% delle azioni di Dorna, che consegnerà invece il testimone dei diritti commerciali dopo 20 anni esatti.

Maffei Liberty Media MotoGP
Come cambia la MotoGP con Liberty Media: parla Maffei © SportsPro Media

MotoGP, inizia l’era Liberty Media

“Ci piacciono le aziende in scala con un’interessante IP premium. Ci sono pochi asset al mondo come questo, ma riflettono forti tendenze di fondo della domanda. E come in questo caso, l’opportunità di espansione globale è estremamente interessante”.

“Quando i tuoi fan sono i tuoi clienti, crediamo che questo crei le relazioni commerciali più solide. Opportunità come questa sono difficili da trovare e incredibilmente attraenti”.

”La MotoGP è perfetta per Liberty Media. Come ho già detto, la MotoGP è l’opportunità più importante nel campo delle corse motociclistiche, che combina le migliori città del mondo abbinata alle migliori moto”.

Proseguendo nel discorso, Maffei ha messo bene in chiaro come le massime categorie a due e a quattro ruote verranno trattate in maniera ben distinte: “L’unica cosa che non faremo è negoziare MotoGP e Formula 1 insieme, sia per le questioni regolamentari che per la struttura del nostro accordo con i partner e le squadre di Formula 1”.

“Mi piace pensare che Liberty abbia intuito come si stia evolvendo il panorama dei media e come rendere il prodotto appetibile per i media partner al di fuori della base tradizionale dell’Italia, della Spagna e della Francia, e come aiutare a crescere in questi altri mercati. Penso che abbiamo delle intuizioni in merito”.

L’antitrust bloccherà l’operazione?

Infine, parlando di un possibile intervento dell’antitrust a protezione delle leggi sulla concorrenza e sul monopolio, anche qui lo statunitense ha fiducia che ciò non rappresenterà un ostacolo come successo nel 2006 con il caso CVC.

“Riteniamo che esista un ampio mercato per le proprietà sportive e di intrattenimento, di cui sia la F1 che la MotoGP sono solo un piccolo sottoinsieme, e che il mercato abbia continuato a cambiare rispetto al periodo in cui è stato rivisto in modo importante”.

”Non tratteremo queste proprietà come un pacchetto o cercheremo di metterle insieme sul mercato. Sono entrambe proprietà separate”.

“Le cose che portiamo in tavola non sfruttano in alcun modo le due proprietà. Penso che si tratti di riconoscere i modelli e di sfruttare alcuni degli insegnamenti che abbiamo avuto dalla F1 e alcune delle opportunità che vediamo per esporre la MotoGP al pubblico, senza sfruttare in alcun modo le due cose. Siamo molto fiduciosi per quanto riguarda la parte regolamentare”.


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Infine, per quanto riguarda gli interventi nel concreto, non varierà il numero di appuntamenti in calendario, che resteranno quindi 22 anche nel prossimo campionato, e non sono previste modifiche al format, almeno per ora.

Inoltre, non vi sarà alcun approdo in circuiti cittadini, con Liberty Media che intende espandere il mercato negli Stati Uniti a discapito della Spagna, che ad oggi è il paese che ospita il maggior numero di gare in calendario.

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