GT World Challenge | Fanatec diventa title sponsor, il sim racing assegnerà punti in campionato: è già polemica!

La nuova partnership fra GT World Challenge e Fanatec è sicuramente destinata a fare la storia nel modo di concepire le competizioni motoristiche, ma non necessariamente in positivo. Il campionato, infatti, integrerà le gare virtuali nel proprio DNA in una maniera estrema: scopriamo come.

GT World challenge fanatec

Salto di qualità per il sim racing GT World challenge fanatec

SRO Motorsports Group e Fanatec hanno concordato un’espansione pluriennale della loro partnership già esistente (nella E-Sport GT Series del 2020) che vedrà il marchio tedesco diventare title sponsor del GT World Challenge e della nuova GT2 European Series. Le novità, tuttavia, sono ancora più rilevanti.

Ad ogni evento Endurance del campionato verrà organizzato un evento E-Sport, in collaborazione con AK Informatica, utilizzando Assetto Corsa Competizione, il videogioco ufficiale del GT World Challenge. Gli equipaggi che competono per la vittoria overall e quelli della classe Silver Cup dovranno nominare uno dei loro piloti per rappresentarli in una gara virtuale, che assegnerà punti per il campionato.

Questo concetto innovativo vedrà il sim racing influenzare direttamente il risultato di un campionato reale, una novità assoluta nel motorsport. Novità che potrebbe, però, lasciare interdetti sia gli appassionati che gli addetti ai lavori.

Bilancio della stagione sim racing: cronaca di una polemica annunciata

Decisione coraggiosa o scelta avventata?

Le prime reazioni e sensazioni generate dalla notizia, nell’ambiente, non sono state affatto positive. Risulta infatti difficile pensare che piloti professionisti, attivi in una competizione di così alto livello, possano (e debbano) accettare che i loro risultati siano influenzati dalle proprie abilità in una disciplina che, pur godendo del giusto grado di considerazione e rispetto, non è quella per cui si sono allenati per anni. La loro eventuale scarsa competitività sarebbe non solo prevedibile, ma perfino totalmente giustificabile. Le gare virtuali richiedono un insieme di competenze totalmente diverso da quello richiesto in pista, non trasferibile da una categoria all’altra. Ugualmente, team clienti che investono centinaia di migliaia di euro nella preparazione di una stagione in pista non sembrano gradire questo repentino cambio di rotta.

Anche sul fronte dei tifosi, peraltro, la novità non sembra accolta di buon grado. Il pubblico delle competizioni Endurance e GT, d’altronde, è un pubblico prevalentemente specializzato, piuttosto tradizionalista. e quindi più impermeabile a un così elevato (e, francamente, non del tutto comprensibile) grado di innovazione nel modo di vivere le corse. Se è vero che un approccio conservatore non è sempre encomiabile, specialmente in un mondo, quello dei motori,. che vive di costante trasformazione tecnologica, un salto nel buio di queste proporzioni potrebbe risultare “indigesto” perfino ai più progressisti degli appassionati.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Mi occupo della redazione Endurance e GT, spesso in pista.