Guanti biometrici in Formula 1 dal 2019: cosa sono e come funzionano

Quest’oggi lo Strategy Group si è riunito per decidere le modifiche al regolamento per la stagione 2019. Tra le proposte venute fuori dall’incontro c’è l’obbligo per i piloti di indossare i guanti biometrici. Questi guanti “smart” sono già stati introdotti in questa stagione, ma senza l’obbligo di utilizzo. Guanti biometrici F1

during practice prior qualifying for the Belgian Formula One Grand Prix at Circuit de Spa-Francorchamps on August 26, 2017 in Spa, Belgium. (Photograph by Vladimir Rys)

Cosa hanno di diverso questi guanti rispetto a quelli utilizzati finora?

Ciò che contraddistingue principalmente i guanti biometrici, è la presenza di un piccolissimo sensore di uno spessore di appena 3 mm, inserito all’interno del guanto. Grazie a questo sensore, si potranno monitorare i segnali vitali del pilota, tenendo costantemente sotto controllo le condizioni fisiche di chi si trova in pista.

Ovviamente, grazie a questo speciale sensore il lavoro del personale medico verrà di gran lunga semplificato e si otterranno risultati più precisi ed in tempo reale. Il progetto sarà dunque guidato da due persone che in prima linea nell’assistenza medica di F1: il delegato medico della FIA DrIan Roberts e il pilota della medical car Alan van der Merwe.

Sensore guanto Force India F1 Guanti biometrici F1 Foto Fabrega“Sappiamo che il monitoraggio delle persone è essenziale in termini di assistenza medica”, afferma Roberts. “Non tutti i piloti reagiscono allo stesso modo in caso di incidente. Vorremmo iniziare a monitorarli e valutarli non appena possibile. Ma l’attrezzatura che attualmente utilizziamo è relativamente ingombrante e viene utilizzata solo ad incidente avvenuto. Ci sono anche momenti in cui il pilota non è immediatamente accessibile, quindi se non possiamo vederlo o non siamo realmente accanto a lui, abbiamo solo informazioni limitate che rendono il nostro lavoro anche più difficile.”

L’idea è quella di incorporare questa tecnologia in modo che i piloti abbiano sempre attivo questo sensore durante una gara. I guanti prototipo sono già stati testati in pista e hanno superato i requisiti di sicurezza antincendio richiesti dalla FIA.

La federazione sta anche per pubblicare il primo standard biometrico, che dovranno essere presenti su tutti i prodotti “biometrici” che si desiderano utilizzare su una macchina da corsa. La tecnologia sarà disponibile per tutti i produttori di guanti e inizialmente i dispositivi utilizzeranno un sensore ottico per misurare la quantità di ossigeno nel sangue, oltre alla frequenza cardiaca. Questo è potenzialmente importante nel contesto di gara perché, se ad esempio si incorre in una lesione che sta influenzando la respirazione, il  valore dell’ossigeno contenuto nel sangue inizierà a diminuire immediatamente. Il monitoraggio dei dati offre anche una serie di informazioni vitali per i medici di pista prima ancora che arrivino sul luogo dell’incidente, arrivando già preparati su come operare in queste operazioni di soccorso.


Il sensore utilizza una nuova versione industriale del Bluetooth, che può inviare informazioni su un raggio di 500 metri. L’hardware può inviare 20 pacchetti di dati al secondo e ha una fonte di alimentazione autonoma tramite una piccola batteria. Questa batteria può essere caricata in modo induttivo, mettendo i guanti su un charging mat, facendo caricare completamente la batteria. I dati, che saranno criptati e sicuri, sono registrati anche sui guanti e possono essere scaricati dai team quando i piloti non si trovano in pista. “Daremo accesso ai team, in modo da avere i dati dell’intero weekend di gara da esaminare”, afferma Van;der;Merwe. “Una volta effettuato il roll-out iniziale, l’idea è quella di avere un ricevitore sull’auto che mostri la pulsossimetria dei piloti in tempo reale”.

Sensore guanto Force India F1 Guanti biometrici F1 Foto FabregaPer aiutare la diffusione di questi dispositivi, Van;der;Merwe e Roberts hanno creato un’azienda, la Signal;Biometrics, per sviluppare la tecnologia dei sensori su misura e integrarla nei guanti. Questo è stato essenziale per portare avanti il progetto. Come afferma Van;der;Merwe: “Quando abbiamo stabilito per la prima volta la portata del progetto, abbiamo pensato di poter prendere alcuni sensori medici pronti all’uso e integrarli semplicemente in un guanto. Tuttavia, quando abbiamo iniziato a lavorare e gli standard biometrici della FIA hanno iniziato a prendere forma, ci siamo resi conto, insieme alla FIA, che non esiste attualmente alcun prodotto in grado di resistere alle prove di incendio o al comfort richiesto. Abbiamo quindi dovuto creare fondamentalmente un sensore partendo da zero con materiali che non sono attualmente utilizzati per realizzare questo genere di cose.”

Fortunatamente Signal;Biometrics ha sede a Silverstone, nei pressi del circuito, proprio nel cuore di una zona che presenta molte aziende che lavorano nell’ambito del motorsport. Alcune di queste sono state in grado di fornire supporto per questo ambizioso progetto. Ciò ha permesso loro di prendere progetti collaudati e adattarli nella Formula;1. “Essenzialmente abbiamo svolto la maggior parte del lavoro da soli,;attualmente non esiste nessuno che produca sensori che dovrebbero essere continuamente indossati e utilizzati in un ambiente come la Formula;Uno, dove c’è potenzialmente rischio di  incendio e molte interferenze radio”.

Potrebbe esserci anche un vantaggio economico con questo progetto,;poiché il dispositivo potrebbe avere applicazioni anche al di fuori dello sport. “Se lo rendiamo accessibile, potenzialmente potrebbe avere un grande impatto. Ci sono tutti i tipi di industrie che potrebbero beneficiare di sensori indossabili che sono leggeri e resistenti al fuoco. La F1 è anche solo il primo passo in termini di sport motoristici,;in quanto l’idea è quella di far espandere questa tecnologia anche verso altri campionati.” afferma Van der Merwe.

Inoltre il progetto è supportato anche dal Global Institute for Motor;Sport;Safety, il partner di ricerca sulla sicurezza della FIA. “Il Global Institute è stato fondamentale per consentire a un progetto come questo di prendere forma,;per indicarci la strade per accedere ai team e proporre le nostre idee”, aggiunge Van der Merwe.

L’esordio dei guanti nel 2018 è solo l’inizio del progetto di monitoraggio biometrico. Ci sono già piani per implementare sensori per la frequenza respiratoria e la temperatura. Oltre ai vantaggi in termini di sicurezza, questi guanti aiuteranno i team e i piloti a monitorare le prestazioni. “Sono i prossimi due passi”, afferma Roberts. “La frequenza respiratoria fornisce un’ottima indicazione dello stato di salute e dello stress di chi guida,;mentre la temperatura è noto che influenzi la prestazione. Per noi sono i due parametri che guarderemo più di ogni altro.” Questi sensori potranno essere posizionati su altre parti del corpo,;a seconda dei feedback e ulteriori test che verranno effettuati nel 2018.

Aumenta quindi la campagna di sensibilizzazione alla sicurezza da parte della FIA,;in modo da poter ridurre al minimo la percentuale il rischio per i piloti; ciò consentirà anche a chi svolge il difficile compito di monitorare la salute fisica dei piloti,;un lavoro più semplice e un quadro generale molto più chiaro.

Foto (in ordine): Vladimir Rys, Fabrega, Fabrega, FIA


Guanti biometrici in Formula 1 dal 2019: cosa sono e come funzionano
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Stefano Perinetti

Appassionato di F1, tifoso Ferrari. Seguo anche categorie minori e un pò tutto il motorsport in generale