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F1 | Il più forte tra Verstappen e Vettel: il verdetto di ‘Rocky’ è sorprendente

Guillaume Rocquelin, meglio conosciuto come Rocky nonché come ingegnere di pista di Sebastian Vettel in Red Bull, ha messo a confronto il tedesco e Max Verstappen, analizzando pregi e difetti di entrambi

Sia Sebastian Vettel che Max Verstappen, seppur a distanza di dieci anni l’uno dall’altro, hanno reso grande la Red Bull, permettendo al team di Milton Keynes di ottenere ben sei titoli costruttori e sette piloti in ”soli” diciannove anni di storia. Il primo grande ciclo della scuderia anglo-austriaca si è aperto proprio con l’ex pilota tedesco, che dal 2010 al 2013 riuscì ad imporsi per ben quattro volte di fila. 

Proprio in quegli anni, a contribuire ai successi di Seb c’era proprio Rocky, che nel 2015 venne poi promosso al ruolo di Head of Race Engineering. Uno scenario simile si sta verificando invece ai giorni nostri, con Verstappen vincitore degli ultimi tre campionati, sempre con Red Bull, e lanciatissimo verso il quarto titolo della carriera nel 2024.

Rocky Vettel Verstappen
Vettel vs Verstappen: il più completo secondo Rocky © GP Blog

Vettel vs Verstappen: il più completo secondo Rocky

“Penso che Sebastian fosse un pilota più completo di Max quando è arrivato in Red Bull”, ha affermato il tecnico francese, al podcast Les Fous du Volant di Eurosport France, lasciando intendere che Verstappen abbia ancora qualcosa da perfezionare.

“A livello professionale, tecnico, di mediazione, si è formato alla scuola di Michael Schumacher, era il suo idolo. Faceva molte domande, prendeva molti appunti e quando è arrivato da noi è stato molto rigoroso. Non è un caso che abbia vinto diversi titoli. Era più preparato tecnicamente e mentalmente. Max aveva forse più talento naturale. È su quello che si basava di più, ma Sebastian era il più completo”.

Sempre secondo Rocky, l’olandese deve ancora migliorare molto dal punto di vista tecnico: “Max è sempre stato un ‘boss’. Ha una grande fiducia in se stesso, sa quello che vuole ed è molto diretto, ma sarò onesto: Max è tecnicamente debole rispetto ad altri piloti con cui abbiamo lavorato”.

”Credo che debba ancora fare molti progressi. È un leader nel suo atteggiamento e nei suoi risultati. Ma credo che possa migliorare dal punto di vista tecnico e nel modo in cui sviluppa la vettura”.

Nonostante ciò, il francese non ha potuto far altro che lodare l’incredibile crescita di Verstappen negli ultimi anni, soprattutto a livello mentale: “Quello che mi ha colpito di più è che in qualche modo ha perso quella ‘fame disperata’ che aveva l’anno scorso. Ha acquisito maturità e consistenza. La vittoria del campionato gli ha dato molta fiducia e sta guidando in modo diverso”.


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“Non si può necessariamente parlare di un singolo fattore scatenante. È una cosa graduale, ci sono state diverse fasi. Ha iniziato a correre in F1 molto giovane, con molte ambizioni e non necessariamente con la maturità che ne consegue. E ha iniziato con la Toro Rosso, in cui forse aveva meno spazio ed esperienza”.

“Poi, quando è passato in Red Bull, sono iniziati i passi avanti. C’era più fiducia nella squadra, c’era un buon curriculum, era più vicino al suo obiettivo. Con noi ha vinto subito una gara e questo gli ha permesso di fare un passo avanti. Gradualmente ha vinto altre gare e ha sviluppato un legame con i suoi ingegneri”.

Dopo le prime stagioni in Red Bull, nelle quali Max ha altalenato performance a tratti eccezionali (vedasi la prima vittoria in carriera in Spagna nel 2016) a cali di concentrazione ed errori abbastanza grossolani, con Gianpiero Lambiase che ha assunto un ruolo fondamentale nella sua esponenziale crescita. 

Specialmente dopo aver vinto il primo titolo, infatti, Verstappen ha iniziato ad essere una macchina da guerra sotto tutti i punti di vista, e si fa fatica a ricordare un suo grave errore nelle sue ultime due stagioni. 

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