Hamilton critica i piloti che “restano in silenzio” a fronte dell’odio razziale negli Stati Uniti

Lewis Hamilton ha commentato negativamente l’atteggiamento passivo dei propri colleghi dinnanzi all’uccisione di George Floyd, punta dell’iceberg di un sentimento razzista storicamente proprio del tessuto sociale americano.

Hamilton Uccisione George Floyd
Lewis Hamilton – Foto Davide G.

L’uccisione di George Floyd, uomo di colore, disarmato, da parte della polizia del Minnesota il 25 maggio ha scatenato un’ondata di proteste negli USA che trova pochi precedenti nella storia degli Stati Uniti, una reazione che ha portato poche ore fa la società ad assaltare la Casa Bianca, obbligando Donald Trump ad evacuare l’edificio per rifugiarsi in un bunker. Hamilton Uccisione George Floyd

Di fronte a quanto sta capitando influencer, sportivi e personaggi pubblici avrebbero il compito di dire la propria al fine di sensibilizzare il proprio pubblico, spesso disattento e disinformato. Tuttavia, il mondo della Formula 1 è rimasto tristemente inerte di fronte a ai fatti degli USA, provocando la reazione di Hamilton che da sempre invece ha prestato particolare attenzione agli avvenimenti. E che di certo, come uomo di colore, è toccato particolarmente da questa vicenda:  anche le vite “nere” contano”. 

“Neanche un segnale da nessuno nel mio sport”

Lewis Hamilton ha voluto attaccare il mondo della F1 mediante le sue Instagram stories, criticando l’atteggiamento passivo dei propri colleghi e dei vertici dello sport.

Vedo chi di voi resta in silenzio, alcuni di voi sono tra i personaggi più popolari eppure restate in silenzio di fronte all’ingiustizia“, attacca Hamilton.

“Non un segnale da nessuno nel mio sport, che è chiaramente dominato da persone “bianche”. Sono una delle poche persone di colore, ma sono solo. Pensavo che qualcuno di fronte a questo episodio avrebbe detto qualcosa a riguardo, ma evidentemente non potete stare accanto a noi. Sappiate che so chi siete e che vi vedo…” 

Hamilton ha continuato sottolineando come quanto sta capitando non sia un affare statunitense, ma una realtà che caratterizza anche gran parte dei paesi occidentali:

“Questa non è solo l’America, questa è anche la Gran Bretagna, questa è la Spagna, questa e l’Italia, è dappertutto. Il modo in cui le minoranze sono trattate deve cambiare, le modalità con le quali educate il vostro paese all’uguaglianza, contro il razzismo, al classismo, e al fatto che siamo tutti uguale! Non siamo nati con il razzismo e l’odio nei nostri cuori, è qualcosa che viene insegnato da coloro che guardiamo”. Hamilton Uccisione George Floyd

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Davide Galli

Studente di giurisprudenza e appassionatissimo fin dall’infanzia di Formula 1. Amo qualunque cosa faccia "bruum"