Historic Minardi Day 2018: intervista esclusiva ad Emanuele Pirro.

Lo scorso week-end, il 5 e il 6 maggio, presso l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, si è tenuta la terza edizione dell’Historic Minardi Day. Giancarlo Minardi, fondatore dello storico team Minardi che ha gareggiato in Formula 1 dal 1985 al 2005 prima di essere acquistato dal gruppo Red Bull, ha creato con grande determinazione un evento che traspira storia e passione per l’automobilismo. Emanuele Pirro

Grande è stata la risposta da parte degli appassionati: in 9.000 hanno riempito box, pit-lane e paddock del circuito per vivere due intense giornate a contatto ravvicinato con monoposto di Formula 1, Formula;2, Formula;3, Formula;3000, Gran Turismo e Prototipi, che hanno scritto alcune delle pagine più belle della storia del mondo a quattro ruote. Oltre ad ammirare la storia in azione, è stato possibile anche vivere il presente: grazie agli stand Alfa;Romeo, Lamborghini e Dallara, gli appassionati presenti hanno provato il brivido della pista a bordo delle auto messe a disposizione dalle case automobilistiche appena citate.

Oltre alle manifestazioni in pista, presso la sala conferenze “Ayrton Senna”, si sono tenute numerose conferenze di personaggi di spicco tra cui gli ingegneri Mauro;Forghieri e Marco Giachi che hanno presentato il loro nuovo libro “Capire la Formula 1. I segreti della sua evoluzione dagli anni 60′ a oggi.” Come spiegato da Forghieri stesso, il libro nasce per gli amanti dell’automobilismo, che siano ingegneri o meno, con la volontà di far capire in modo semplice tutti gli avvicendamenti tecnici che si sono susseguiti negli anni e cercare di spiegare tutte le problematiche che le squadre di oggi devono affrontare. Come ciliegina sulla torta, presente anche Emanuele;Pirro, pilota del passato di Formula 1 e delle gare di durata, che oggi ricordiamo per il suo ruolo di steward assunto in numerose gare di F1.

Al termine della conferenza, ho avuto il piacere di fare qualche chiacchiera con lui e colgo l’occasione, con questo articolo, per ringraziarlo di nuovo per la disponibilità e la gentilezza mostrate nei miei confronti.

  • In cosa consiste il lavoro degli steward in Formula 1?

Emanuele Pirro Commissario FIAEmanuele Pirro: “Il ruolo dello steward, cioè il commissario tecnico, è colui il quale fa sì che vengano rispettati i regolamenti. È il suo unico ruolo e perciò è l’autorità suprema di quell’evento. Va ricordato che gli steward non scrivono i regolamenti e ciò crea della confusione: il nostro sport (Formula;1, n.d.r.) è uno sport tecnico e, di conseguenza, i regolamenti sportivi devono essere modificati velocemente così come la tecnica, la tecnologia e i circuiti si evolvono. Non è facile da casa seguire tutto il processo di evoluzione dei regolamenti e qualche volta si giudica male.

Tante volte ci sono dei cambiamenti non scritti, come il poter fare o meno una determinata azione, che vengono però detti dal direttore di gara in sede di briefing e chi è a casa non ne è a conoscenza. Ciò porta a ricevere critiche da chi è spettatore sulle decisioni prese quando in realtà sono giuste, solo perchè non si conoscono i retroscena.”

  • A proposito del suo ruolo di steward, come giudica l’incidente avvenuto a Baku tra i due piloti Red Bull?

Emanuele Pirro: “Tante volte vengono combinate dei grossi disastri che sono dovuti a gravi sbagli di comportamento, che però non necessariamente devono infrangere un regolamento. Una delle voci importanti che dice il regolamento di oggi è che se un pilota non ha la totale o la maggiore responsabilità di un incidente non deve essere penalizzato. Questo però non significa che un pilota non abbia fatto una cavolata. In quell’episodio, avendo analizzato tutti i dati, alcuni ovviamente non sono pubblici, i commissari avranno visto che c’è stato un concorso di colpa. Nessuno dei due deve essere penalizzato ma non significa che non hanno fatto un errore gigantesco. Tante volte, il team manager ha il diritto e il dovere di “tirare le orecchie” ai propri piloti con voce grossa, ma non necessariamente questi piloti si meritano una punizione.

Ad esempio, se un pilota è in testa al Gran;Premio e fa un testacoda, butta via 25 punti che per il titolo mondiale è un grande errore, però non ha infranto nessun regolamento. Quindi ciò che decidono i commissari e l’entità di un eventuale sbaglio non sono sempre in linea. Se io fossi stato direttore tecnico di Red;Bull, li avrei presi e gli avrei tirato le orecchie di brutto, come sono sicuro abbiano fatto, anche perchè c’è stata un’escalation di competitività. Probabilmente da casa ci si aspetta che i commissari sportivi mettano a posto ogni cosa e invece non è così.”


  • Da grande pilota di gare di durata avendo vinto ben 5 volte la 24 ore di Le Mans, un’opinione sulla situazione attuale del Wec?

Emanuele Pirro: “Non è un bel momento per il Mondiale Endurance perchè i costruttori si sono fermati, tranne la Toyota. Poi c’è stata la novità di fare una stagione e mezza per far si che la 24 ore di Le;Mans sia l’ultima gara del campionato. Ciò ha una sua logica perchè è la gara più importante e dà doppio punteggio, per cui va bene che sia la gara che decida l’assegnazione del titolo. In passato, dopo la 24 ore l’interesse calava un po’ e per evitare questo si è creata questa Super;Season che è lunga di fatti un anno e mezzo. Ci sono dei motivi per seguirla: la categoria GT è molto ben affollata e nella categoria maggiore, la LMP1, nulla è scontato. L’imprevisto è sempre in agguato.”

  • Come giudica la partecipazione di Fernando Alonso al Mondiale Endurance?

Emanuele Pirro: “Penso che sia una buona cosa che un pilota di Formula 1 di grande livello come Alonso guardi anche fuori dal “recinto” della Formula;1. È sempre stato così nella storia del motorsport e invece ultimamente c’era questa idea che la Formula;1 fosse così distante dal resto, giudicando il resto meno importante. Ma non è così e lo vediamo quando un pilota di F1 corre in altre categorie ed è uno dei tanti,;uno dei bravi ma non di certo uno che insegna il mestiere agli altri. Questo significa che ci sono altre categorie dove vincere è altrettanto difficile e correre è altrettanto bello ed entusiasmante.”

©️ Foto: Emanuele Pirro, James Allen, unknown, Toyota

Historic Minardi Day 2018: intervista esclusiva ad Emanuele Pirro.
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Mariangela Picillo

Studentessa di ingegneria meccanica, amo la velocità e il rosso dall'età di 3 anni. Da grande vorrei fare del motorsport la mia vita quotidiana.