I piloti di Formula Uno e l’endurance

La notizia del doppio impegno di Fernando Alonso in F1 e nel World Endurance Championship, nell’aria già da tempo, ci riporta indietro a quando non era inusuale per i piloti passare da una F1 a una Sport e viceversa. F1 WEC
Nuvolari alla 24 ore di Le Mans del 1933

Negli anni pionieristici la distinzione tra le vetture Formula da gran premio e le Sport per gare più lunghe era ancora piuttosto indefinita. Le prime monoposto iniziano ad affermarsi solo alla fine degli anni ’20 (prima esisteva il posto del meccanico), non esistevano veri campionati (fino al campionato europeo Grand Prix 1931-32 e 36-39), e ogni corsa era a sé. Le auto per le gare endurance erano più robuste, capaci di affrontare percorsi sterrati su circuiti aperti come nella Mille Miglia, ma per il resto non differivano molto da quelle da Gran premio, e anche i piloti erano gli stessi, un nome per tutti: Tazio Nuvolari, vincitore di tanti gran premi, di 2 Mille Miglia e di una 24 ore di Le Mans nella sua unica partecipazione, nel 1933.

Dopo la seconda guerra mondiale il Motorsport inizia ad assumere le forme moderne. Nascono il Campionato Mondiale di Formula 1 (1950), e il Campionato mondiale vetture sport o Mondiale Marche (1953), l’antenato del WEC, che ancora contiene gare su strada, le massacranti Mille Miglia e Carrera Panamericana, e è popolare quanto la Formula 1 se non di più, tanto che la leggenda della giovane Scuderia Ferrari si costruisce tanto con le vetture Sport che con le Formula nel suo primo decennio di vita, per poi arrivare a 14 titoli marche nel 1972.

Ludovico Scarfiotti durante la 100 km del Nurburgring del 1964

I piloti, complice il calendario decisamente ridotto rispetto a quelli attuali, sono gli stessi sia in F1 che nel Mondiale Marche,;giacché Ferrari, Lancia, Maserati, Alfa Romeo e Mercedes competono in entrambi i campionati.

Gonzales e Trintignant vincono a Le Mans nel 1954 con la Ferrari, l’anno dopo è Hawtorn con la Jaguar a trionfare,;nell’edizione segnata dal più grande incidente della storia delle discipline motoristiche, fanno apparizioni anche Ascari (che in una Ferrari Sport morirà a Monza) e Fangio. Il grande pilota non farà mai sua la classica francese, ma vincerà la Carrera Panamericana e la 12 ore di Sebring.

Con la Scuderia Ferrari vincono poi Phil Hill e Gendebien, e la coppia tutta italiana Scarfiotti e Bandini (1963,;al culmine del dominio Ferrari nell’endurance), Jochen Rindt porta al successo in Francia per l’ultima volta il cavallino rampante. Sono poi Amon e Mclaren a vincere con la Ford nel 1966, Dan Gurney nel 1967 e Graham Hill l’anno dopo e infine Jacky Ickx nel 1969,;dove conquista l’ultimo di quattro successi con la Ford partendo ultimo per criticare la partenza “Le Mans” (con i piloti che partivano fuori dall’abitacolo, dovevano accendere velocemente le vetture e lanciarsi in pista),;che non lasciava tempo per allacciarsi le cinture. Ickx andrà poi in Ferrari, ma non riuscirà a vincere il mondiale nei due anni seguenti in F1.

La leggendaria Porsche 917K #22, portata al successo a Le Mans da Helmut Marko e Van Lennep nel 1971 percorrendo una distanza record di 5,335.313 km

Nel 1971 è Helmut Marko,;attuale consulente Red Bull a vincere Le Mans su una Porsche 917K segnando un record di distanza imbattuto fino al 2010. Nel frattempo però i due mondi iniziano a separarsi, contratti e impegni rendono sempre più difficile competere in entrambe le serie. Graham Hill (che Alonso vuole eguagliare conquistando la Triple crown, GP di Monaco, 500 Miglia di Indianapolis e 24 ore di Le Mans), vince nel 1972,;si ha poi la striscia vincente di Ickx nel ’75,’ 76 e ’77, e quella del’ 81-82,;che lo consacra con il record di vittorie a Le Mans fino all’arrivo di Tom Kristensen. Le gare di durata diventano un trampolino di lancio o un ritiro per i piloti di Formula 1.

Pironi vince nel 1978, Jochen Mass nell’89 e Brundle nel 1990, nel 1991 poi un giovane pilota della Mercedes giunge quinto,;con l’unica C11 superstite: il suo nome è Micheal Schumacher, e entrerà in F1 a Spa nello stesso anno.

Nel frattempo sotto l’influenza di Bernie Ecclestone i regolamenti del Gruppo C,;che aveva raggiunto l’apice del successo, vennero stravolti obbligando a usare motori da 3,5 litri aspirati, come in Formula 1,;e l’intero campionato mondiale implode per eccesso di costi, per poi rivivere nel 2012.



Altri vincitori della 24 ore di Le Mans, collegati alla F1 sono Warwick (1992) e Alboreto (1997),;il pilota italiano purtroppo morirà testando l’Audi R8 nel 2001 al Lausitzring. Il collaudatore Ferrari Marc Genè vince nel 2009 con la Peugeot.

La Porsche 919 #19, prima a Le Mans nel 2015 con Hulkenberg, Bamber e Tandy.

Il primo a correre contemporaneamente in F1 ed endurance nell’era moderna è Nico Hülkenberg,;che nel 2015 partecipa con la Porsche, che schiera anche l’ex Red Bull Mark Webber,;a 2 gare del Mondiale Endurance, la 6 ore di Spa e la 24 ore di Le Mans. “Hulk” vince al debutto, e forse è questo che spera Alonso, tornare a vincere con la Toyota, e magari anche con la Mclaren-Renault.

 

 

 

 

Foto: Wikipedia

 

Francesco Ghiloni

Studente e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.