IDROGENO e BIO FUEL – spreco di energia e inquinano comunque!

Con lo STOP alla vendita di vetture endotermiche nuove, l’Italia lancia lo slogan “neutralità tecnologica”. Con questa frase l’Italia accoglie qualsiasi tipo di soluzione che non emette CO2 come idrogeno e bio fuel. Trovata la legge trovato l’inganno!

IDROGENO e BIO FUEL  L’obbiettivo dei paesi europei è la decarbonizzazione. L’ Italia insieme all’ Europa si è posta l’obbiettivo di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030 ed azzerarle entro il 2050. Il settore dei trasporti su gomma oggi rappresenta il 27% della fetta inquinante, ed è messo al centro del dibattito. L’ Italia propone la neutralità tecnologica, un sistema che apre a più soluzione l’obbiettivo di zero emissioni allo scarico. Nelle ultime ore si è allora accesa la scintilla dei BIO Fuel e dell’Idrogeno. Senza saper distinguere l’inquinamento è però facile parlare. Se da un lato l’Europa parla di CO2 , chi fa le leggi non si è preoccupato dell’inquinamento prodotto dagli NOx.

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IDROGENO e BIO FUEL

L’aria brucia

Che si usi un combustile definito BIO o che si inietti Idrogeno in camera di combustione il problema dell’inquinamento viene solo aggirato. Entrambe le soluzioni richiedono una portata d’aria aspirata che entrando in camera di combustione fa da comburente alla miscela. L’aria però non è fatta solo di ossigeno ma anche di azoto, che bruciato e combinato con l’aria da come prodotto gli NOx dove la x sta a rappresentare il numero di atomi di ossigeno nella molecola.

L’ossido di azoto (NO) è un inquinante primario, è un gas a tossicità limitata. Al contrario il biossido di azoto(NO2) è responsabile, con altri prodotti, del cosiddetto smog fotochimico, in quanto base per la produzione di una serie di inquinanti secondari pericolosi come l’ozono o l’acido nitrico. Contribuisce per circa un terzo alla formazione delle piogge acide.

IDROGENO e BIO FUEL

Una serie di inquinanti che in ogni caso si andranno ad emettere in atmosfera a prescindere da ciò che brucia nel motore. Se a questo ci aggiungiamo la poca efficienza di un motore termico, e l’aumento del costo delle materie prime per ottenere bio-carburanti, la ricetta è pessima.

Idrogeno. uno spreco di energia

L’idrogeno è un elemento che solo non si trova in natura. Questo va separato da altri composti. Ad oggi solo il 5% dell’idrogeno è estratto in modo sostenibile, contro il 40% dell’elettricità prodotta con fonti rinnovabili solo in Italia. Il secondo punto a sfavore dell’idrogeno è la sua bassissima densità. Ci sono tre metodi per trasportarlo e conservarlo. Tutti richiedono un ulteriore dispendio di energia. A differenza degli elettroni che quasi non perdono di carica durante il trasporto. Usare i gasdotti: l’idrogeno andrebbe a miscelarsi prima con il gas salvo poi essere di nuovo separato, ancora spreco di energia. Trasporto di idrogeno liquido: bolle a -253 gradi centigradi. Poco più di 20 gradi dalla Temperatura assoluta (impossibile da raggiungere). Trasportarlo a 700 bar. Significherebbe esercitare una forza di 700 kg su ogni cenimetro quadro della bombola.

Superato il problema del trasporto, sprecando energia, lo andrete ad immettere in camera di combustione per produrre ancora una volta NOx. L’ Europa sarà contenta. Non avrete più un’auto che inquina sotto forma di CO2 ma sotto forma di NOx. Fatta la legge fatto l’inganno! le auto ad idrogeno e bio fuel secondo uno studio ICCT non sono una soluzione. Sprecare tempo e denare per la loro ricerca rischia di far rimare indietro tutta la filiera italiana. Sappiamo già che chi è arrivato a questo punto starà iniziando a parlare di stoccaggio di batterie e suo smaltimento. Per non appesantire la lettura vi invitiamo al prossimo appuntamento settimanale.

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