Il futuro delle auto Diesel e Benzina è nelle mani della Cop26

Alla Cop26 si parla anche di auto: stiamo per dire veramente addio alle auto benzina e diesel?

Cop26 auto

Da oggi la Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, di Glasgow entra nella sua seconda settimana e si concluderà venerdì 12. In seno alla Conferenza verranno prese decisioni importanti che riguardano il mondo automobilistico.

Durante la  prima settimana i rappresentanti dei paesi partecipanti hanno portato a casa accordi su deforestazione, emissioni di metano, finanza verde ed altri argomenti rilevanti in ambito climatico.  La seconda settimana si pone come funzionale alla fissazioni di obiettivi più tecnici. Uno dei temi principali è lo stop mondiale alla produzione di auto e piccoli furgoni dotati di motore termico.

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Gli organizzatori hanno sostenuto come “tutti i soggetti coinvolti dovranno impegnarsi a portare le vendite di veicoli a zero emissioni al 100% entro il 2040 (o prima)”. Le date possibili sono il 2035 o il 2040. Si punta così ad accelerare la conversione della produzione verso la mobilità elettrica.

Ma i punti salienti che toccano il mondo dell’Automotive non riguardano solo l’accelerazione del passaggio alla produzione di veicoli solo elettrici. Si spingono le case a vendere solo veicoli a zero emissioni entro il 2023, od anche prima. Alle aziende con una flotta si chiede di impegnarsi ad avere solo veicoli ad emissioni zero entro il 2030, nonché di aderire all’iniziativa EV100.

 Roberto Cingolani e lo scetticismo sulla corsa all’elettrico

Roberto Cingolani, ministro italiano della transizione ecologica, torna sui temi affrontati dalla Cop26 sul settore auto, durante un’intervista mandata in onda nel programma Mezz’ora in più, sottolineando alcuni problemi. Quest’ultimi non indifferenti, dovrebbero far riflettere tutti su questa inesorabile corsa verso la mobilità elettrica. Da un lato così come detto da Cingolani scarseggia “l’ elettricità verde per caricare le batterie delle auto elettriche, perciò si produce CO2 durante la ricarica; quindi bisogna aumentare la quantità di energia green prodotta in Italia”. Dall’altro lato se pur in Europa non c’è un problema di produzione delle batterie, in quanto si stanno diffondendo le gigafactory, ( una anche italiana di proprietà Stellantis a Termoli), ma resta un grosso problema l’assenza di materie prime come il litio necessarie per la produzione di batterie.

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Raffaella Pappa

Studentessa di Giurisprudenza presso LUISS Guido Carli, amante dei motori e responsabile della redazione Automotive di F1ingenerale