Il Monitor dei Tempi – GP Bahrain 2019 – Ferrari: senza i problemi dovrebbe sorridere – Sulle piste giuste i 2 pit stop sono più veloci – Il Midfield si conferma una battaglia – Gli indici di performance

Si è svolto domenica sul circuito del Sakhir il Gran Premio del Bahrain. Una gara bellissima, colma di sorpassi e colpi di scena, che ha avuto per i primi due terzi un dominatore assoluto (Leclerc) che ha dovuto arrendersi per un problema tecnico, centrando però il primo podio in carriera grazie all’ingresso della Safety Car negli ultimi giri. Andiamo a vedere qualche tema interessante emerso dalla gara

Le Medie di ogni stint dei top 6.

Le medie e gli pneumatici usati per ogni stint dai migliori 6 piloti

Ecco il riassunto delle medie degli stint dei top 6 della classifica. Da notare che i nostri calcoli sono sempre sui giri significativi, il che ha escluso automaticamente dal calcolo gli ultimi 13 giri di Leclerc, che avevano tempi addirittura di 7 secondi al giro più lenti di tutti. Quanto si evince dai calcoli però è che la Ferrari numero 16 del giovanissimo talento monegasco è stata sempre la più veloce in pista prima del problema. Dietro di lui sui tempi combattono proprio i due rivali di quest’epoca: Vettel e Hamilton che soprattutto nello stint centrale hanno differenze di pochi millesimi. Lontano dalle medie dei primi la RedBull di Max Verstappen. Menter da notare dei tempi buoni e relativamente vicini alla RedBull per la McLaren di Nando Norris. È una conferma che quest’anno il midfield è sempre lontano ma comunque più vicino al gruppo di testa rispetto alle stagioni passate.

Leclerc dominatore assoluto con una Ferrari che era superiore

L’andamento del distacco di Charles Leclerc dagli avversari Sebastian Vettel e Lewis Hamilton

Guardando i tempi e tenendo a riferimento la gara di Charles Leclerc appaiono evidenti alcuni aspetti: anzitutto prima del problema la sua media è stata superiore a tutti in ogni istante della gara. Si vede infatti di come i suoi due principali inseguitori abbiano tempi mediamente superiori in ogni stint e con differenze anche marcate. L’altra cosa che si nota è proprio che Vettel nel secondo stint aveva trovato un ritmo molto simile al suo compagno di squadra, ad un solo decimo. In pratica, guardando i tempi, è impossibile non notare che Ferrari al Sakhir era ben superiore a Mercedes.

Dal grafico di sinistra infatti si nota bene che la linea rossa di Sebastian Vettel nello stint centrale è orizzontale e costante, a significare dei tempi praticamente in fotocopia con Leclerc, mentre quella azzura di Lewis Hamilton sale costantemente per tutta la gara fino al problema della SF90 numero 16. Insomma non ce n’era per nessuno e la Ferrari nelle prestazioni era superiore ai rivali argentati, un dato che nonostante l’inizio difficile può fare ben sperare i tifosi della rossa per il prosieguo della stagione. A patto che ovviamente siano finiti i regali agli avversari.

L’andamento della gara dei primi 5 classificati

Guardando anche l’andamento dell’intera gara dei primi 5 classificati (riferimento Hamilton) si vede come le linee rosse di Vettel e Leclerc siano per i primi due terzi di corsa sempre “in salita”, cioè in guadagno sul britannico e su tutti gli altri. Questo fino al crollo evidente di Leclerc dal giro 42 in poi.

Vettel – la strategia era giusta

A nostro avviso infine la strategia tenuta dalla Ferrari con Sebastian Vettel era quella giusta. Dal muretto hanno infatti atteso che il pilota tedesco avesse il vantaggio necessario per non subire l’undercut da parte di Hamilton e quando la freccia d’argento numero 44 ha effettuato il pit stop gli uomini di Maranello hanno subito coperto la mossa. A quel punto toccava al tedesco difendersi sì, od eventualmente lasciarsi passare per portare le gomme in temperatura e poi riprovare l’attacco in un secondo momento, visto l’ottimo passo Ferrari con le gomme medie. È avviso di chi scrive infatti che se Vettel avesse lasciato passare Hamilton avrebbe avuto una chance per riproporre un attacco qualche giro dopo, e alla luce di quanto accaduto a Leclerc, avrebbe potuto giocarsi la vittoria del GP.

Midfield, che battaglia!

Incredibile l’equilibrio del cosiddetto “midfield” le prestazioni delle squadre sono estremamente livellate e con una buona strategia o un errore si può banalmente recuperare o perdere tantissime posizioni. Il vincitore di questa gara nella gara è stato un sorprendente Lando Norris su McLaren, ma le battaglie e i sorpassi non sono certo mancati per tutta la gara!

L’andamento del gruppo centrale

Basta vedere come (tempi relativi a Norris) tutte le linee siano praticamente orizzontali per lunghi tratti della corsa, a dimostrare il livellamento delle prestazioni.

Renault: Ricciardo su una sosta è stata una tattica disastrosa

A testimoniare che quando si corre sui tracciati che lo consentono le due soste sono la strategia migliore è il confronto tra i due piloti del team Renault.

La gara dei piloti Renault prima del doppio ritiro

Vediamo infatti come Nico Hulkenberg partito 17esimo abbia un andamento di gara con due soste molto migliore di Daniel Ricciardo, che in crisi di gomme dal giro 11 in poi è finito per ritrovarsi raggiunto e superato dal suo compagno di squadra che aveva effettuato una sosta in più. Nota di merito comunque a Hulkenberg, uno dei piloti forse più sottovalutati del circus che alla fine garantisce sempre una certa solidità di prestazioni.

Gli indici di performance

Gli indici di performance

Venendo infine al consueto appuntamento con gli indici di performance è Leclerc che ottiene il meritatissimo 100% confermato dai numeri. Il gap ridotto comunque ha ridotto i distacchi anche in questi speciali calcoli con Hamilton secondo con quasi il 90% e vettel terzo con il 75%.

Conclusioni

Una gara piena di rammarico per la Ferrari che deve sbrigarsi a risolvere i suoi problemi per non perdere il treno di un mondiale dove in realtà potrebbe essere protagonista. Da questa gara porta a casa la certezza di avere una macchina veloce e un pilota (Leclerc) dal grande talento. Per gli altri si può dire che la Mercedes c’è sempre anche se al Sakhir era seconda forza. RedBull tenuta a galla dal solito ottimo Verstappen che alla fine è sempre veloce. Midfield compatto e divertente e una bella F1. Vedremo già dal prossimo Gran Premio, in Cina come si evolverà quello che può essere un bel mondiale!

 

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Federico Albano

Ingegnere Navale, appassionato di Formula 1 e tifoso Ferrari da oltre 25 anni