Il Monitor dei Tempi – GP Giappone 2019 – Ferrari degrado e rammarico – McLaren passa alla F1.25

Il circuito di Suzuka ha riservato anche questa volta un po’ di sorprese. Dopo la qualifica tinta di rossa della mattina, la gara è stata colorata di grigio. Un Valtteri Bottas in forma ha saputo cogliere l’occasione e portare a casa una vittoria che ha regalato anche al suo team il sesto titolo costruttori di fila. Andiamo a vedere cos’è accaduto specialmente nelle prime 3 posizioni. F1 Analisi Gara Suzuka

Bottas e quel dato che non ha notato nessuno

Vettel e Leclerc buttano alle ortiche con una pessima partenza la splendida qualifica. Ma Bottas non ha solo sfruttato l’errore degli altri. Il primo giro del finlandese, partendo da fermo ha fermato il cronometro in 1:34.571. Un tempo incredibile considerando che il secondo giro (ovviamente lanciato) ha fatto registrare il tempo di 1:34.600, più alto! Davvero pazzesco lo stacco del numero 77 che ancora una volta ha dimostrato che se c’è una cosa che sa fare in maniera notevole sono proprio le partenze.

F1 Analisi Gara Suzuka
La strategy view dei top 3 della gara di Suzuka

Ferrari troppo degrado F1 Analisi Gara Suzuka

I primi giri di Vettel erano leggermente più lenti di quelli di Bottas di pochi centesimi, che però sono diventati decimi e decimi proseguendo nello stint. L’assetto scarico della rossa che ha consentito alle due SF90 di piazzarsi davanti in qualifica è però costato un grande degrado. Anche Vettel che di solito è molto bravo a gestire le gomme nulla ha potuto in questa situazione, con Bottas che è letteralmente volato via a 7.5 secondi di vantaggio.

Nella fase centrale è Hamilton che vola

Nel secondo stint della gara il più veloce dei 3 piloti di testa è il campione del mondo. La W10 numero 44 infatti si avvicina a Vettel e Bottas giro dopo giro, con una media di circa mezzo secondo al giro inferiore agli avversari. Davvero notevole e sarebbe probabilmente stato in grado di resistere al comando se la squadra non l’avesse richiamato per fare il gioco di squadra a favore di Bottas. Da dire che il ritmo di Bottas era dettato dalla squadra stessa per cui probabilmente l’atteggiamento del team anglo tedesco è stato sostanzialmente corretto verso i due piloti. Anche in ottica mondiale avrebbe avuto poco senso rischiare di tenere Hamilton in pista in condizioni difficili con le gomme completamente finite negli ultimi giri per difendere una vittoria che comunque avevano già a portata tramite Bottas.

Nel terzo stint Hamilton arriva su Vettel F1 Analisi Gara Suzuka

Nella fase conclusiva della gara Hamilton arriva con un passo decisamente superiore a Sebastian Vettel, recuperando in pochi giri i 5 secondi di ritardo che aveva. Ma la velocità in rettilineo della Ferrari, unita a un’ottima strategia difensiva del tedesco fanno sì che le posizioni rimangano congelate.

Ferrari avrebbe vinto se avesse tenuto l’1-2 in partenza?

Difficile rispondere con dati certi ad una domanda così ipotetica. Di certo se i due piloti fossero riusciti a mantenere le posizioni nel primo giro la vita per Mercedes sarebbe stata molto più dura. Hamilton che arrivava con gomme fresche su Vettel e una mescola di vantaggio negli ultimi giri senza riuscire a superarlo ne è la prova. Se avessero avuto le due auto davanti, le Ferrari avrebbero sicuramente potuto cercare di usare la seconda per tenere il ritmo degli inseguitori più basso e fare allungare la macchina in testa. Certo, la Mercedes aveva più passo ed è molto probabile che con un undercut in una delle due soste almeno la seconda piazza l’avrebbero agguantata. Da capire se da lì sarebbero riusciti a scalare fino al primo posto, ma tutto sarebbe dipeso dallo svolgimento della corsa.

Infine probabilmente le squadre avrebbero splittato le strategie tra i piloti con un pilota che faceva due soste e l’altro che ne faceva una sola con marcatura reciproca. Insomma il vero peccato della brutta partenza delle rosse è che ci siamo persi una bellissima partita a scacchi strategica tra i due top team.

Sainz e la McLaren da promozione di Formula…

C’è un’altra vettura che ha fatto una gara incredibile domenica. La McLaren numero 55 di Carlos Sainz. Lo spagnolo, giunto quinto, ha scelto la strategia ad una sosta, è riuscito a gestire comunque le gomme ed è arrivato a ridosso di Albon, davanti a Leclerc e a circa 1 minuto dalla vetta. Se il midfield normalmente è soprannominato la Formula 1.5, questa volta la McLaren e il suo pilota meriterebbero la promozione a una formula intermedia, la F1.25, davvero bravissimi!

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F1 | GP Giappone – Analisi post gara Pirelli: Vettel il più veloce su medium, mentre Hamilton batte il record della pista su soft

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Federico Albano

Ingegnere Navale, appassionato di Formula 1 e tifoso Ferrari da oltre 25 anni