Il Monitor dei Tempi – GP Messico – Hamilton vince facendo durare le gomme 50 giri. Ferrari in crisi di strategia

Gara inizialmente avvincente quella di domenica sul tracciato di Città del Messico. Dall’analisi dei tempi si possono ricavare alcuni temi interessanti, andiamo a vederli. f1 strategia ferrari messico

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Tutti i tempi sul giro di Hamilton e Vettel a paragone.

Hamilton vince facendo durare le gomme dure f1 strategia ferrari messico

Una vittoria meritata quella di Lewis Hamilton e della Mercedes, capaci di prendere la posizione in pista con l’undercut su Vettel e poi di tenerla fino alla fine. Il dubbio era se le gomme di Hamilton avrebbero mantenuto il livello di performance fino alla bandiera a scacchi e così è stato. Il campione britannico, incredibilmente talentuoso nel gestire le coperture, ha fatto quasi 50 giri sulla gomma bianca senza accusare crolli o cali. Una capacità sua e della monoposto incredibile, insieme ad una gomma dura che davvero sembrava in grado di fare l’intero Gran Premio senza problemi.

Le gomme sono ancora un’incognita in un’equazione che Mercedes riesce sempre a risolvere

La longevità della gomma dura è una condizione curiosa, visto che nei long run di venerdì si era evidenziato un degrado elevato un po’ su tutte le mescole. Ancora una volta gomme protagoniste nell’essere difficili da capire e da interpretare. E in questo frangente Mercedes è sicuramente maestra. Così come è maestra nel tenere sotto controllo i dati di tutte le vetture in pista, dato che lo stesso Toto Wolff ha dichiarato che hanno capito di poter tentare l’azzardo di fare un pit stop solo così anticipato guardando i dati della Renaulti di Ricciardo.

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La Strategy View dei primi 5, riferimento Hamilton

Strategia Ferrari: tanto da migliorare per il futuro. f1 strategia ferrari messico

L’incognita gomme si è abbattuta sul cavallino che non ha trovato il bandolo della matassa in gara. A Leclerc fermato molto presto per coprire Albon è stata montata la gomma media nuovamente, costringendolo alla certezza di un secondo pit stop. Visto quanto al buio viaggiavano le squadre con le gomme forse era il caso di provare comunque a mettere la Hard per vedere dove arrivava e per raccogliere dati che sarebbero stati utili anche a Sebastian Vettel. Certo si parla col senno di poi, ma questi dettagli fanno molto la differenza quando la gara è così tirata.

Anche Sebastian Vettel, una volta colto sull’undercut ha subito di fatto un errore di strategia, fermandosi subito dopo la brutta disavventura con Sainz e Gasly doppiati che gli è costata circa 4 secondi. Alla luce della durata dei pneumatici hard fermarlo 1 giro prima non avrebbe avuto alcun costo a fine gara, ma quei 4 secondi di gap in meno avrebbero consentito al ferrarista di arrivare subito vicino ad Hamilton nel momento in cui aveva la gomma ancora molto fresca. Ma così non è stato, e questo è stato un altro chiaro errore del muretto, peraltro anticipabile.

Insomma tanto lavoro a casa da fare a Maranello per riuscire a mettere in piedi un sistema affidabile che garantisca visione di gara e strategie perfette a partire dall’anno prossimo. Se la macchina garantirà la competitività e l’obiettivo il mondiale, partire 1-2 ed arrivare secondo e quarto senza subire alcun sorpasso in pista non sarà un’opzione accettabile.

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Federico Albano

Ingegnere Navale, appassionato di Formula 1 e tifoso Ferrari da oltre 25 anni