Il saluto a Vale: raccolta di emozioni dalle tribune di Misano

Il 24 ottobre 2021, il circuito di Misano ha salutato per l’ultima volta Valentino Rossi, alla sua ultima gara su suolo italiano. Ripercorriamo quello storico giorno attraverso chi era sugli spalti, mai come quel giorno divisi fra sensazioni di festa e di malinconia. Valentino Rossi saluto Misano 

Valentino Rossi saluto Misano
Lo spettacolo delle Frecce Tricolori prima della partenza del GP.

Siamo a Misano Adriatico ed è il 24 ottobre 2021, l’ultima occasione italiana per salutare in pista Valentino Rossi, giunto alla sua ventiseiesima stagione nel Motomondiale. Sulle Tribune del Carro e di tutto il circuito di Misano il sole splende scaldando l’aria di fine ottobre e mette in risalto quel colore giallo che fa cupolino su tutti i posti a sedere. L’atmosfera è quella giusta: trentacinquemila appassionati sono in trepidante attesa, distanziati tra loro mentre assistono alla gara della Moto 3 e della Moto 2 applaudendo l’inglese Sam Lowes ed esaltando la rimonta di Dennis Foggia. E’ evidente che tutti siano qua per uno stesso motivo che va ben oltre lo sport del motore. Facciamo tutti fatica a lasciar andare via un pezzo della nostra storia, come ad una cena con un grande amico che sta per partire per un altro luogo. Per sempre. Valentino Rossi saluto Misano 

Approfittiamo della pausa tra la gara di Moto 2 e quella della Moto GP per scambiare qualche parola con chi ci sta attorno. Davanti a noi, due ragazzi sulla quarantina indossano degli improbabili camici da medico, citando una vecchia Gag del Dottore e tengono vicino a loro la tabella “Thank you Vale”, il gadget più venduto della giornata. Vengono dalla Lombardia. Ad entrambi rivolgiamo la stessa domanda: “Cosa ha rappresentato per te Valentino Rossi?”. 

Il primo a risponderci è Michele. Lo abbiamo interrotto mentre osservava con il binocolo la premiazione della Moto 2 trasmessa dal maxischermo di fronte. Ci racconta che la sua passione per le moto è viscerale. Ama guidare la sua moto e che la usa anche d’inverno. Ma c’è qualcosa di più profondo che lo porta qui. “Il Vale per me rappresenta la prova di come sia possibile realizzare grandi imprese divertendosi, in modo sincero e autentico, coltivando rapporti umani solidi. Ha saputo trovare il giusto equilibrio tra professione e passione. Il Vale è stato per me una fonte di ispirazione nell’affrontare le sfide di tutti i giorni: la preparazione, la gestione della performance, l’elaborazione dell’esito, la celebrazione di un successo o l’insegnamento che arriva da una sconfitta”.

Gli fa eco Davide che, dietro ai suoi occhiali da sole e alla sua barba scura, è impegnato in due azioni alquanto difficoltose se svolte contemporaneamente: sorseggiare una birra media e maneggiare una Nikon professionale. “Ho sempre preferito FARE piuttosto che GUARDARE altri che fanno. Lo sport in tv non mi ha mai appassionato. Vale, classe ‘79 come me, è l’unica eccezione. L’unico capace di farmi saltare … in piedi sul divano! (-semicit.) Di farmi passare a casa le domeniche d’estate, per gustarmi meglio lo spettacolo!”

Con Luca, che è seduto alla nostra sinistra, parliamo a lungo. E’ un’imprenditore del settore manifatturiero tessile e, pur essendo spesso in giro per lavoro, oggi si trova qui anche lui. Il suo sorriso e la sua gentilezza fanno capire che è un personaggio che sa stare in armonia con il mondo.

Dopo qualche frase di rito si lascia andare a parole di vero affetto verso il pilota di Tavullia. “Per quanto mi riguarda ho capito di averlo a cuore perché soffrivo intensamente in quei tanti finali di gara in cui si giocava la vittoria. Emozioni incredibili che non ho mai provato per altri sportivi o rockstar. Penso che questo abbia a che fare con la positività che mi ha trasmesso fin da quando era un ragazzino. La sua semplicità, l’amicizia vera con il suo clan, le gag, le interviste divertenti e naturalmente il gesto sportivo”. Mi racconta di aver incontrato una volta Guida Meda in montagna e di averlo ringraziato. “Immagina le gare senza il suo commento. Dai… non sarebbe stata la stessa cosa”.

Dietro di noi Giada e Luca tirano fuori i loro panini carichi di mortadella. Arrivano dall’Umbria e portano con loro tutta la gioia della giovane età. Giada è del ‘98 ed è con il suo compagno Luca, appassionatissimo di MotoGP. Luca è nato nel ’96, l’anno in cui Rossi iniziava la sua avventura mondiale. “Valentino è la persona che mi ha avvicinato al mondo dei motori, il mio idolo. Mi ha trasmesso la sua passione a tal punto da far sì che mi comprassi una moto per provare le stesse emozioni che sentiva lui. Avevo tredici anni ma non dimenticherò mai il sorpasso del 2009 in Catalogna su Lorenzo. Quegli ultimi venti secondi di gara mi sono rimasti impressi nella mente. Vale non lo vedo molto distante dal mio mondo, è sempre stato giovane dentro, sarebbe bello se non smettesse mai perché un altro Valentino Rossi dove lo trovo?!”

Purtroppo non riusciamo a parlare a lungo con Chiara e Massimo, una coppia over sessanta arrivata dalla Sardegna con la loro vecchia Transalp. La partenza della gara è imminente, giusto il tempo di ricordare che certe passioni non si spiegano a parole ma vanno seguite e loro questo appuntamento non potevano certo perderselo.

Il vento dal mare ha raffrescato improvvisamente aria e asfalto. Questo fatto inaspettato ha rivoluzionato la gara e non ha permesso al giovane Francesco Bagnaia, punta di diamante dell’Academy VR46, di onorare il suo mito con una vittoria sul circuito di casa. Valentino Rossi saluto Misano

Il Gran Premio è terminato. Valentino passa lentamente sotto la nostra tribuna e saluta con un gesto naturale. Si gode con calma il momento. La decisione è presa e l’ultimo atto è dietro l’angolo.

Mentre usciamo dal circuito un pensiero mi passa per la mente. Voglio acquistare la replica di un suo casco da tenere in ufficio. So esattamente quale. Sceglierò quello con la grafica utilizzata nei test invernali del 2016, appena dopo aver sfiorato il decimo titolo. Ha un valore particolare. A molti sarebbe piaciuto che cogliesse proprio quel momento per salutare l’ambiente e portarci tutti con lui in qualche altra sfida motoristica. Ma tant’è, è andata così e lo seguiremo fino all’ultimo giro di Valencia.

Sul piano personale, le vicende sportive di Valentino Rossi mi hanno accompagnato come background in tutto questo tempo. Ventisei anni di sfide professionali, di viaggi, di affetti. Questa singolare giornata sugli spalti di Misano è solo la conferma del fatto che persone diverse tra loro, per età, per lavoro e per provenienza, hanno colto la sua caparbietà e resilienza, affrontando la vita con il sorriso. Immagino che i suoi detrattori siano persone che fanno fatica ad identificarsi con le figure vincenti. Peccato per loro e un saluto a tutti gli altri. Grazie davvero Campione!

 

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Marco Cucchi

Formatore, consulente e coach nel settore automotive, cofondatore di HL Consulting srl, appassionato di Motorsport, autore del libro "Ayrton Senna, io c'ero" Edizioni Acar.