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F1 | Perché Formula 1 ha respinto Andretti: tutti i motivi che hanno portato alla bocciatura

Formula One Management ha respinto ufficialmente la candidatura di Andretti per l’ingresso nel 2026, non avendo ritenuto il colosso americano abbastanza valido da apportare valore al campionato

Anche sulla vicenda Andretti, che ha tenuto banco per mesi, possiamo stendere un velo pietoso, almeno per ora. Pochi minuti fa, infatti, Formula 1 ha ufficializzato tramite un comunicato di aver respinto la candidatura finale di Andretti, la quale, salvo clamorosi ribaltamenti di fronte, non sarà in griglia nel 2026. Sono diverse le motivazioni che hanno portato Formula 1, supportata dalla maggior parte delle scuderie, a negare il lasciapassare al colosso statunitense. Analizziamole nel dettaglio.

Andretti 2026
Andretti non sarà in griglia nel 2026: i motivi che hanno portato alla bocciatura © GPBlog

Il processo di revisione

Le aree che Formula 1 ha dovuto analizzare con attenzione per decretare la legittimità o meno del progetto Andretti sono state le seguenti: valore per i tifosi, prestigio e valore reputazionale dello sport, equilibrio competitivo del campionato e obiettivi di sostenibilità dello sport.

Dopo aver scandagliato a fondo la questione, F1 ha stabilito che ”la presenza di un’undicesima squadra non apporterebbe, di per sé, valore al campionato, e che un’eventuale undicesima squadra dovrebbe dimostrare che la sua partecipazione e il suo coinvolgimento porterebbero un beneficio”.

”Il modo più significativo in cui un nuovo concorrente apporterebbe valore è quello di essere competitivo, in particolare gareggiando per ottenere podi e vittorie in gara. Ciò aumenterebbe in modo sostanziale il coinvolgimento dei tifosi e accrescerebbe il valore del campionato agli occhi delle principali parti interessate e delle fonti di guadagno, come le emittenti e gli organizzatori delle gare”.

Il fattore Power Unit

Un altro fattore che ha fatto propendere per il no riguarda l’aspetto Power Unit. Come già noto, Andretti si sarebbe affidata a General Motors a partire dal 2028, restando quindi scoperta per le stagioni 2027 e 2028: ”La domanda prevede un’associazione con General Motors che inizialmente non include una fornitura di PU, con l’ambizione di una partnership completa con GM come fornitore di PU a tempo debito, ma questo non avverrà per alcuni anni”.

”La fornitura di PU da parte di GM avrebbe aumentato la credibilità dell’applicazione fin dall’inizio, anche se un costruttore alle prime armi in collaborazione con un nuovo fornitore di PU avrebbe dovuto affrontare una sfida significativa. La maggior parte dei tentativi di fondare un nuovo costruttore negli ultimi decenni non ha avuto successo”.

L’ingresso anticipato nel 2025

Secondo vari report, Andretti avrebbe spinto per anticipare l’ingresso in Formula 1 già nel 2025, ultimo anno dell’attuale ciclo regolamentare, per poi prendere parte al primo anno con i nuovi regolamenti sulle Power Unit: ”Non riteniamo che vi siano le basi per l’ammissione di un nuovo candidato nel 2025, dato che ciò comporterebbe per un concorrente alle prime armi la costruzione di due vetture completamente diverse nei primi due anni di vita”.

”Anche se un’iscrizione nel 2026 non affronterebbe questo problema specifico, è comunque vero che la Formula 1, in quanto apice dell’automobilismo mondiale, rappresenta una sfida tecnica unica per i costruttori, di una natura che il Richiedente non ha mai affrontato in nessun’altra formula o disciplina in cui ha gareggiato in precedenza, e propone di farlo con una dipendenza da una PU obbligatoria”.


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Pur non dubitando della serietà del progetto, Formula 1 non ha ritenuto Andretti un candidato abbastanza valido da poter entrare sin da subito con una monoposto competitiva: ”Su questa base, non riteniamo che il richiedente sia un partecipante competitivo. L’ingresso in questo sport come nuovo produttore di PU è una sfida enorme, con la quale i principali produttori automobilistici hanno lottato in passato”.

”Ciò può richiedere un certo numero di anni di investimenti significativi per diventare competitivi. GM dispone delle risorse e della credibilità necessarie per tentare questa sfida, ma il successo non è assicurato”.

Andretti non apporterebbe valore al campionato

Per i motivi descritti in precedenza, Formula 1 ha quindi decretato che‘la presenza di un’undicesima squadra non apporterebbe, da sola, valore al campionato. Il modo più significativo in cui un nuovo partecipante apporterebbe valore è quello di essere competitivo”.

”Non riteniamo che il Richiedente possa essere un partecipante competitivo. La necessità per qualsiasi nuova squadra di adottare una fornitura obbligatoria di Power Unit, potenzialmente per un periodo di diverse stagioni, sarebbe dannosa per il prestigio e la posizione del Campionato”.

Inoltre, dando adito alle motivazioni dei team, l’ingresso della scuderia americana ”porterebbe valore al marchio Andretti piuttosto che il contrario, e comporterebbe un onere operativo per gli organizzatori delle gare, sottoporrebbe alcuni di essi a costi significativi e ridurrebbe gli spazi tecnici, operativi e commerciali degli altri concorrenti”.

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