IndyCar | Colton Herta e la suggestione F1

Mario Andretti “chiama” Colton Herta in F1, Michael frena, mentre il più giovane vincitore di sempre in IndyCar punta ai rookie test

Colton Herta f1 indycar

Con l’espansione in America della F1, voluta dalla compagine statunitense Liberty Media, che vedrà un nuovo GP a Miami nel 2022, la domanda che ci si può porre da fan è chiara: quando rivedremo un americano in F1?

Con l’abbandono per problemi di finanziamento di Logan Sargeant alla F2 quest’anno, resta Jak Crawford, nemmeno 16enne, membro Red Bull Driver Academy, che correrà in F3 quest’anno da esordiente, e comunque non potrà entrare in F1 prima del 2024.

Ma un pilota giovane e ricco di talento c’è già, e ha dominato lo scorso GP di St Petersburg, conquistando la sua quinta pole position e la sua quarta vittoria in IndyCar.

Stiamo parlando ovviamente di Colton Herta, pilota della #26 Andretti, e figlio del già noto pilota Bryan Herta (coprotagonista del “The Pass” di Zanardi a Laguna Seca), che dal suo ingresso in IndyCar nel 2019, dopo un secondo posto in Indy Lights nel 2018, è considerato da molti il futuro della serie. I paragoni con Verstappen nel 2019 non sono stati sprecati: il più giovane vincitore di sempre ad appena 18 anni e 259 giorni al COTA, ha poi bissato nel finale a Laguna Seca segnando anche tre pole. Peraltro nello stesso anno ha vinto la 24 ore di Daytona in GTLM con BMW.

Nel 2020, annus horribilis Andretti, Herta ha praticamente sostenuto il team da solo, con una vittoria a Mid-Ohio, ma sopratutto un terzo posto in classifica fatto di piazzamenti, con 11 su 14 top-10.

Il 2021 si è aperto con l’incidente al Barber, di cui è incolpevole, ma da cui si è ripreso subito, prendendo la quarta posizione in classifica.

Mario Andretti: “È calmo e raccolto. Mi piace molto.”indycar f1 colton herta

Credit: IndyCar.com

Ad aprire il dibattito è stato proprio il capostipite della dinastia ai microfoni di Motorsport, che da Pilota dei due mondi se ne intende del passaggio da un lato all’altro dell’Atlantico:

“Onestamente, penso che la fanbase della F1 in America sia un po’ sottovalutata, ma ha bisogno di essere ravvivata – e l’unica cosa che manca davvero è un pilota americano.

Sto spintonando come un matto per Colton. Dovete ricordare che Colton è andato a correre in Inghilterra quando aveva 15 anni, tutto da solo. Questo è sempre stato il suo obiettivo [arrivare in F1] ma è molto tranquillo e senza pretese, non è invadente, ma ci vedo una qualità lì – una qualità da Formula 1.

“E’ un gran pilota in qualifica, e questo è davvero importante, da quello che ho visto nelle gare che ha vinto a COTA e Laguna Seca, entrambe le gare le ha vinte di velocità pura. Non la strategia, non il consumo di carburante, e sta vincendo contro il meglio che la IndyCar ha da offrire – Scott Dixon e Will Power – erano su di lui fin dall’inizio, e non ha sbagliato una ruota, tutti i pit stop sono stati perfetti.

“Sono davvero un fan di Colton, sono nel suo box durante le gare e lui è molto calmo e raccolto. Mi piace molto. Si adatta a ogni cosa, questo è una grande chiave di tutto. La gente si lamenta- “è troppo scivoloso, c’è troppo vento” – lui va avanti, è lo stesso per tutti, basta trovare un modo per farlo! Ed è quello che fa ogni volta. Mi piace.”

“Se ci fosse un buon pilota americano, l’America impazzirebbe per la F1”

Allo stesso tempo Mario è consapevole che serve un’ottima auto per non bruciare il debutto, e sopratutto non aspettare troppo a lungo:

Avremmo bisogno di un pilota americano con un top team, non nelle retrovie senza possibilità. Se si potesse avere un pilota americano in F1, con buoni risultati, l’America impazzirebbe per la F1“.

La Mercedes vende un sacco di auto qui, è un mercato enorme, immaginate cosa potrebbero fare con lui? Farebbe salire anche gli ascolti televisivi. Ma deve accadere entro un anno o giù di lì, o lo considereranno troppo vecchio.

“Ha 21 anni, quindi è un grande momento, e mi rendo conto della mancanza di test e delle restrizioni della licenza. Ma, voglio dire, quel ragazzo russo [Nikita Mazepin] ottiene una superlicenza, e il ragazzo che è al massimo livello qui non può ottenerla? C’è qualcosa di sbagliato in tutto questo!”.

Micheal Andretti: “Se Ferrari lo chiama, non lo ostacolerò” indycar f1 colton herta

Il team principal Micheal Andretti, che come suo padre esordì in IndyCar passando poi brevemente in F1, ha commentato le esternazioni del babbo per Racer, ponendo qualche paletto:

“Egoisticamente, spero che guidi per me per molti, molti, molti anni. Ma d’altra parte, non voglio ostacolarlo. Se una squadra come Ferrari lo chiama, non ho intenzione di ostacolarlo. Ma se una delle squadre in ultima o penultima posizione nel campionato lo chiama, allora potrei dire: “Sì, vorrei tenerti qui”. Gli farei un favore tenendolo lontano da quelle squadre. Conosco molti di quei ragazzi laggiù ora e lo incoraggerei se è [invece] una buona situazione”.

Colton Herta: “Sarei interessato, naturalmente”

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Photo: Joe Skibinski/INDYCAR

Per quanto riguarda il diretto interessato, il 2022 potrebbe essere davvero l’anno perfetto per passare in F1, con auto e pneumatici tutti nuovi che resetteranno l’esperienza della griglia. Allo stesso tempo c’è il discorso Superlicenza da superare: al momento dispone di 36 punti, di cui 12 in scadenza, quindi servirebbe come minimo un terzo posto in classifica IndyCar quest’anno.

Al momento l’obiettivo del californiano è il titolo IndyCar, con in aggiunta una 500 miglia di Indianapolis. La possibilità di andare aldilà dell’Oceano, pur con la problematica di allontanarsi dalla famiglia, interessa solo ad alcune condizioni, riportate da Racer:

“Qualsiasi conversazione sulla Formula 1 non fa molto per me, a meno che non sia l’inchiostro sulla carta. Ci sono tante, tante incognite e cose che non finiscono mai per accadere. La gente può dirlo quanto vuole, ma il fatto è che finché non succede, non significa nulla. Sarei interessato, naturalmente. Penso che sia un po’ irrealistico e quasi arrogante, in un certo senso, dire semplicemente, ‘Beh, ho bisogno di essere in una squadra tra le prime tre’. Penso che devi lavorare per questo“.

A differenza di Micheal, un sedile in Haas potrebbe essere un’opzione, se però collegato a un posto nella Ferrari Driver Academy:

“Onestamente, se ricevessi la chiamata per andare alla Haas o qualcosa del genere, sarebbe qualcosa che mi interesserebbe, ma solo se fosse da un programma sostenuto dalla Ferrari, e poi avessi l’opportunità di [passare a un’altro team].

Non ho intenzione di andare lì e firmare un accordo di tre anni solo con Gene Haas, ma firmerei un accordo con la Ferrari, e se mi mettessero in una macchina come quella, la guiderei e cercherei di arrivare a un top team.

Obiettivo rookie test? indycar f1 colton herta

Indycar Portland
Colton Herta, Credit: Harding Steinbrenner Racing

Racer riporta che almeno un Team Principal di F1 ha fatto i complimenti per la gara a St Petersburg, e l’obiettivo per ora è rientrare nei test per giovani piloti, che tra l’altro sono stati promessi anche a Pato O’Ward da Zak Brown nel caso riuscisse a vincere una gara per il suo team.

“La gente mi sta sicuramente guardando, e mi piacerebbe, se non ne viene fuori altro, solo testare una macchina di Formula 1. Perché sono sicuro che anche le auto scadenti sono piuttosto sorprendenti da guidare”.

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Francesco Ghiloni

Studente universitario di Chimica e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.