IndyCar | Hunter-Reay: “L’Aeroscreen probabilmente mi ha salvato” [VIDEO]

L’incidente alla partenza della prima gara stagionale IndyCar al Barber avrebbe potuto avere conseguenze serie per Ryan Hunter-Reay, senza l’AeroScreen

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Ryan Hunter-Reay, coinvolto nell’incidente alla partenza del GP d’Alabama avrebbe certamente desiderato iniziare la stagione 2021 in maniera diversa. Il campione IndyCar 2012 sembra inseguito dalla metaforica incudine che casca sulla testa, visti gli incidenti nelle prime gare delle scorse stagioni, ma stavolta ha motivi per essere comunque lieto.

Nel replay, non mostrato dalle TV, il pilota ha notato con sua stessa sorpresa come la ruote anteriore destra di Josef Newgarden, che uscendo leggermente sull’erba alla Curva 4 era andato in testacoda, ha impattato di netto contro l’AeroScreen.

La protezione per la testa del pilota, controparte dell’Halo in F1, è stata introdotta dall’IndyCar nel 2020. Progettata da Red Bull Advanced Technologies, consiste in un Halo sovrapposto a uno schermo di policarbonato laminato. La protezione pesa ben 21 kg, e ha reso più sottosterzanti le auto e reso l’abitacolo decisamente più caldo. In compenso, in uno sport come l’IndyCar dove si raggiungono i 380 km/h sui SuperSpeedway, ha incrementato ancora di più la già grande sicurezza della Dallara DW-12.

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Grazie all’AeroScreen Hunter-Reay non si è nemmeno accorto della ruota che andava verso la sua testa, come riportato da Racer: “Non ho visto quello che è successo finchè non sono tornato nel paddock. Sapevo di essermi scontrato con la fiancata dell’auto di Josef quando sono arrivato sulla scena, ma non potevo prevedere che la sua auto sarebbe finita nel traffico in arrivo. Ho chiuso gli occhi, mi sono preparato all’impatto e ne sono uscito fuori. Ma non avevo idea che la sua anteriore destra sarebbe andata completamente nell’abitacolo”.

“Fortunato ad essere qui a parlarne” indycar aeroscreen hunter-Reay

Questo successo dell’AeroScreen si aggiunge a quello in Iowa lo scorso anno, quando VeeKay e Herta si sono scontrati, e ai numerosi incidenti in cui l’Halo è stato determinante, da quello di Alonso e Leclerc a Spa passando per quello di Grosjean in Bahrain. I primi ringraziamenti vanno a Jay Frye, presidente dell’IndyCar, che ha spinto per questa protezione:

“So che ha funzionato l’anno scorso quando alcuni piloti sono stati coinvolti nei big one, e dopo la gara, sono andato a mostrare il video a Jay e gli ho dato una pacca sulla spalla e ho detto grazie. Questo AeroScreen probabilmente mi ha salvato la vita. Se fosse stato solo un Halo senza lo schermo, avrebbe deviato il grande pezzo che veniva verso di me, ma chissà cosa sarebbe passato verso la mia testa tra tutte le parti provenienti dalla macchina di Josef. È ovviamente un peccato per come la nostra gara è finita così al primo giro, ma sono anche molto fortunato a essere qui a parlarne grazie all’AeroScreen”.

Per il pilota Andretti però ci sarà tempo per rifarsi, visto che la prossima gara sarà il GP di St Petersburg, domenica 25 aprile.

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Francesco Ghiloni

Studente universitario di Chimica e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.