IndyCar | I motori ibridi dal 2023, poi il nuovo chassis

Gli ultimi aggiornamenti sul futuro dell’IndyCar: il nuovo chassis arriverà dopo il 2023, il DW12 continuerà anche con i motori ibridi

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Photo: Chris Jones/INDYCAR

Gli anni ’20 vedranno un ondata di rinnovamento nel motorsport, con i regolamenti Hypercar dal 2021 e i nuovi regolamenti tecnici F1 dal 2022, con la classe LMDh in IMSA e nel WEC che inizierà nel 2023.

Anche l’IndyCar vedrà finalmente l’ingresso dei propulsori ibridi a partire dal 2023, ma il presidente Jay Frye ha confermato a Racer.com che non sarà introdotto subito un nuovo chassis, ma che almeno per quell’anno si continuerà con l’ormai venerabile DW12 introdotto ormai 8 anni fa.

Inoltre il presidente ha confermati che la nuova vettura non sarà introdotta in una sola volta ma mediante più aggiornamenti attuali:

“Beh, di certo non sarà tutto in una volta, perché i costi sono importanti per tutti. Nel 2023, l’obiettivo principale con la vettura attuale è capire come influisce questo nuovo motore e questo nuovo sistema ibrido, dall’installazione all’aerodinamica. “In che modo cambia la velocità? Cosa dobbiamo fare per adattarlo allo chassis? Ci sono cose da fare con le ali? Modifiche ai freni?”

“Vogliamo quindi sfruttare il telaio attuale per imparare queste cose, e una volta che siamo al punto dove pensiamo di avere queste informazioni chiederci cosa fare dopo.”

“Una volta che sappiamo cosa vogliamo fare, faremo il reverse engineering per capire come aggiornare la vettura dal 2023 al 2028. Faremo aggiornamenti annuali in quel periodo, anzichè costruire una vettura nuova in una sola volta.”

Rimane l’intenzione di collaborare con Dallara, ormai unico costruttore da 12 anni e unico telaista autorizzato proprio dal 2012. Gli obiettivi della nuova monoscocca sono una netta riduzione di peso e l’integrazione dei pannelli anti-intrusione e dell’Aeroscreen.

Componente ibrida da quasi 100 cavalli Indycar motori ibridi chassis

Intanto la serie continua a muoversi sul fronte dell’ibrido, infatti nei primi giorni dell’anno saranno confermati i produttori del sistema.

Le nuove power unit rimaranno dei V6 biturbo, ma la cilindrata passerà da 2,2 a 2,4 litri, con l’obiettivo dichiarato di portare la potenza oltre i 900 cavalli con il sistema ibrido in funzione. Indycar motori ibridi chassis

Fattore interessante, il motore elettrico posto tra frizione e il volano pare che contribuirà per circa 100 cavalli alla potenza complessiva, ben più dei 70 cv del sistema unico che sarà usato in LMDh.

Restano due problemi in fase di risoluzione: come recuperare energia negli ovali superspeedway, Indianapolis incluso, dove le chance per recuperare in frenata sono nulle, e come limitare al minimo il peso, restando in un grado di magnitudine di costi ben inferiore a quello della F1.

Le IndyCar sono infatti già le monoposto più pesanti al mondo, specie dopo l’aggiunta dell’Aeroscreen, oscillando tra gli 825 e gli 843 kg pilota incluso. Si sta quindi cercando di ridurre il peso della DW12, in attesa del nuovo telaio.

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Francesco Ghiloni

Studente universitario di Chimica e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.