IndyCar | Pubblicato il calendario della stagione 2021

17 gare, 15 weekend, cinque cittadini ma pochi ovali nel calendario 2021 dell’IndyCar: tutte le novità della prossima stagione

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Foto: NBC Sports

Passata l’emergenza 2020, la nuova gestione firmata Penske Entertainment ha confermato oggi il calendario 2021: come sempre 17 gare, in 15 weekend, ma il mix scelto tra circuiti stradali, ovali e cittadini che caratterizza l’IndyCar da più di un decennio è stato alterato, con non poche critiche da parte del pubblico e degli appassionati.

Texas prima di Indianapolis, double header con la NASCAR

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Si comincerà come sempre il 7 marzo sul circuito cittadino di St Petersburg in Florida, e dopo una pausa di un mese si affronterà lo spettacolare Barber Motorsports Park in Alabama, l’11 Aprile. Una settimana dopo si ritorna in California dopo la cancellazione di quest’anno per il GP di Long Beach.

Il 1° e il 2 maggio si avrà il primo doppio evento, con due gare al Texas Motor Speedway, che sarà il primo ovale in programma prima della 500 miglia di Indianapolis dal 2018.

Si aprirà quindi il Mese di Maggio, con la prima gara stagionale sul circuito stradale dell’Indianapolis Motor Speedway il 15 maggio. Il 30 maggio infine prenderà il via la 105ª edizione della 500 miglia di Indianapolis, preceduta dalle qualifiche una settimana prima.

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Nashville sarà l’unico nuovo circuito del 2021

Due settimane dopo ci sarà il secondo doppio evento sul cittadino di Belle Isle a Detroit, seguito una settimana dopo da Road America.

Il weekend del 4 di Luglio sarà dedicato a Mid Ohio, per poi andare in Canada una settimana dopo per il quarto cittadino della stagione a Toronto.

Dopo un’altra pausa, è tempo per un trittico di gare in Agosto: il cittadino di Nashville esordirà l’8, unico nuovo circuito di questa stagione. L’altra grande novità sarà la seconda gara sullo stradale di Indianapolis, corsa assieme alla NASCAR Cup Series. Chiuderà la stagione sugli ovali la classica gara al Gateway Raceway in Illinois.

IndyCar | Nel 2021 si corre su un ponte a Nashville!

Settembre chiuderà con due classiche la stagione: il 12 si corre a Portland, e una settimana dopo il gran finale a Laguna Seca.

In totale 4 gare ovali, 5 gare su cittadini, e 9 sugli stradali.

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Molte gare presenti nel calendario 2020 non sono riuscite a tornare. Parliamo del COTA, di Richmond e dello Iowa Speedway.

Per il Circuit of The Americas di Austin questa sarebbe stata solo la terza gara IndyCar, e sebbene gli spettatori siano mancati nelle prime due gare, c’erano abbondanti possibilità di crescita. È anche vero che la NASCAR ha deciso di correre al COTA, ma il 23 maggio, quindi c’era la possibilità di correre una gara, in un marzo desolato.

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Quale futuro per gli ovali oltre ad Indianapolis? – Immagini concesse da INDYCAR -Photo: Matt Fraver

Situazione più complessa e difficile per lo Iowa Speedway: l’apprezzato ovale corto è a rischio chiusura dopo il mancato rinnovo con la NASCAR, e malgrado i buoni riscontri in IndyCar non si è riusciti a rinnovare.

Richmond non è stato rinnovato, malgrado sull’ovale corto della Virginia dell’IndyCar non si sia vista neanche l’ombra. È possibile che le proiezioni di pubblico fossero sotto le aspettative.

“Avere due gare ovali prima di Indianapolis è strategicamente importante”

Un altro fattore preoccupante è la riduzione a solo 4 gare ovali, di cui la metà al Texas Motor Speedway, teatro di una gara non esattamente ideale quest’anno a causa delle condizioni dell’asfalto. L’IndyCar dal 2008 ha sempre fatto in modo di avere circa un terzo delle sue gare sugli ovali, e si può solo sperare che la situazione ritorni alla normalità in futuro.

Nelle parole di Mark Miles, CEO di Penske Entertainment: “I cambiamenti in Texas sono importanti ed emozionanti. Fare non una sola gara ovale, ma due, prima di correre all’Indianapolis Motor Speedway a maggio è strategicamente molto importante anche per la crescita dell’evento”. Va considerato anche che la gara All Star della Nascar è stata spostata in Texas una settimana dopo il classico slot dell’IndyCar.

Non possono mancare le considerazioni commerciali: l’IndyCar è pur sempre uno sport minore in TV (fuori dall’Indy500), e deve accomodarsi attorno alle Olimpiadi in questa annata. Allo stesso tempo sono riusciti ad ottenere una gara in più sul canale principale NBC, 9 su 17 in tutto. Considerata la crisi economica e le ripercussioni a lungo termine, forse è questo il massimo che si poteva sperare.

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Francesco Ghiloni

Studente universitario e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.