IndyCar | Tutti i segreti dell’Aeroscreen

L’IndyCar si appresta a iniziare la stagione 2020 con il nuovo Aeroscreen a protezione di tutti i suoi piloti: vediamone le caratteristiche tecniche e le soluzioni studiate contro la pioggia, lo sporco, e il caldo.

L’IndyCar si avvia alla nuova stagione con il GP di Saint Petersburg il 13-15 marzo, e la novità tecnica principale sarà l’introduzione del nuovo dispotivo di protezione della testa, l’AeroScreen. La serie americana si aggiunge così alle numerose serie che dopo la F1 nel 2018 hanno incrementato la protezione dei piloti, tra cui F2, F3, Super Formula e Formula S5000, ma anzichè l’ormai ubiquo Halo, ha scelto una strada diversa.

Fin dal 2015, dopo l’incidente mortale di Justin Wilson a Pocono, si è cercata una soluzione in grado di proteggere da impatti contro la testa. Nel 2018 si testo un primo prototipo di Aeroscreen, ma non era abbastanza resistente. In seguito si adottò una soluzione ad interim durante la 500 miglia di Indianapolis 2019, l’Advanced Front Protection, una pinna di titanio davanti al cockpit.

Durante il mese di maggio, l’Indycar ha svelato la partnership con Red Bull Advanced Technologies e i primi render dell’AeroScreen.

I primi test sono stati svolti ad ottobre, e il programma ha toccato tutti i tipi di piste della serie più variegata del mondo: autodromi permanenti (Barber e COTA), ovali (Indianapolis), ovali corti (Richmond), cittadini (Sebring).

La struttura in titanio regge 15 tonnellate Indycar aeroscreen

indycar aeroscreen test

Red Bull aveva già sviluppato un prototipo di parabrezza nel 2016, testato in pista in F1 assieme all’Halo, ma i due supporti laterali  originali ostacolavano la vista del pilota. Si è deciso quindi di adottare la struttura in titanio dell’Halo modificata per adattarsi al telaio Dallara IR18: il telaio del 2012 non può accettare carichi ai lati della testa, ma solo sul rollbar, ragion per cui l’Aeroscreen non curva verso il basso come l’Halo, ma si attacca ai lati della struttura antiribaltamento.

Il telaio portante dell’AeroScreen, prodotto da Pankl, è costituito da 5 elementi di titanio stampati in 3D, saldati assieme e lavorati poi a macchina. Tutte le saldature sono ispezionate ai raggi X e calibrate.

Il peso di questa struttura è di 12,6 kg, e può reggere fino a 34000 libbre di peso, ovvero 15,4 tonnellate, equivalenti a 21 Indycar, 6 pick-up per il soccorso in pista o 2 caccia F16. L’Halo a confronto può reggere fino a quasi 12 tonnellate, pesando però anche 3 kg in meno.

Aeroscreen a prova di proiettile, anti-nebbia e anti-pioggia indycar aeroscreen

L’aspetto più complicato nello sviluppo dell’Aeroscreen è appunto il parabrezza: costruire un parabrezza per vetture monoposto, senza aria condizionata o tergicristalli come un prototipo ha portato notevoli grattacapi da risolvere agli ingegneri RBAT.

Il parabrezza è attaccato al telaio in titanio solo nella corona superiore, mentre il pilone centrale rimane staccato dal vetro, che è quindi molto più inclinato di quanto sarebbe altrimenti.

Il parabrezza può resistere all’impatto di un proiettile di 0,9 kg a 354 km/h, ed è quindi è in grado di evitare incidenti come quello di Massa. L’impatto contro una ruota sarebbe probabilmente assorbito dallo stesso parabrezza, o dall’Halo sottostante.

Il peso del vetro è di 7,8 kg, portando il peso della struttura a 21 kg.

Nel mezzo del parabrezza c’è un elemento che riscalda il vetro e evita l’annebbiamento dello stesso.

Per portare aria al pilota esistono diverse soluzioni: indycar aeroscreen
  • La presa d’aria principale si trova direttamente sotto l’aeroscreen, sopra alla carenatura della sospensione anteriore. È una zona di alta pressione, che conduce aria verso il torso del pilota con prese d’aria regolabili.
  • Altre prese d’aria sono state scavate all’interno del muso per raffreddare i piedi e le gambe del pilota.
  • Una terza presa d’aria, utilizzabile solo nei circuiti stradali e negli ovali corti, parte dalla parte opposta del bocchettone di rifornimento, e conduce l’aria in un tubo collegabile al casco del pilota.

I test al COTA in condizioni di pioggia hanno dato risultati positivi: la curvatura dello schermo e l’impiego di coperture idrofobe aiutano notevolmente a ridurre il bisogno di tergicristalli.

Per permettere la pulizia rapida dello schermo, possono essere utilizzate fino a 8 pellicole tear off, tante quante gli stint medi della 500 miglia. Sarà estremamente interessante notare come questo cambierà l’organizzazione dei pit stop, anche se la rimozione è estremamente rapida. indycar aeroscreen

Le dichiarazioni di Chris Horner e Will Power

Chris Horner, come team Principal Red Bull e CEO Red Bull Advanced Technologies è estremamente soddisfatto della nuova creazione della sua squadra:

Da quando i primi prototipi sono stati sviluppati e dimostrati nel 2016, il potenziale di Aeroscreen per migliorare la sicurezza dei piloti in caso di impatti frontali nell’area dell’abitacolo è stato chiaro. Questa nuova partnership con INDYCAR ci ha dato la possibilità di esplorare appieno questo potenziale e di fornire un sistema di protezione che aiuterà a prevenire lesioni gravi e potenzialmente salvare vite umane nella massima serie di monoposto degli Stati Uniti. Non vediamo l’ora di vedere i risultati in gara nel 2020.

Per Will Power l’Aeroscreen è un “mai più senza”:

È veramente un grande passo avanti nella sicurezza, e penso che avere sia l’halo che il parabrezza sia il meglio dei due mondi. Credo che altre categorie ci seguiranno. Quando ha guidato per un giorno con l’Aeroscreen, ti sentirai nudo senza. Se lo togli ti sentirai nudo perchè offre così tanta protezione.

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Francesco Ghiloni

Studente universitario e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.