Intervista esclusiva a Patricio O’Ward, l’ultima scoperta di Helmut Marko

In occasione del Gran Premio d’Austria, F1ingenerale ha avuto l’opportunità di parlare in esclusiva con Patricio O’Ward, il nuovo talento della Red Bull. Ecco chi è l’ultimo acquisto di Helmut Marko.

Patricio O'Ward
Foto: Indycar.com

Sono giorni di cambiamenti in casa Red Bull. Il messicano Patricio O’Ward è entrato a far parte del programma giovani della scuderia, subentrando così a Dan Ticktum. Patricio è motoristicamente cresciuto negli Stati Uniti. Dopo aver vinto il campionato Indy Light nel 2018, ha preso parte anche ad alcune gare in questa stagione, provando anche a qualificarsi alla 500 miglia di Indianapolis con lo stesso team di Fernando Alonso.

O’Ward era presente al Red Bull Ring per disputare il weekend di Formula 2 al posto dello squalificato Raghunathan con il team MP Motorsport. Nel corso del weekend è anche arrivata la notizia che Patricio correrà la seconda parte di stagione del campionato di Superformula in Giappone al posto di Dan Ticktum.
Oltre alla sua collaborazione con Helmut Marko e la Red Bull, reperibile nella prima parte dell’intervista, abbiamo anche avuto modo di conoscere meglio il nuovo talento messicano, chiedendogli delle sue esperienze fatte in questa stagione.

Come giudichi la tua esperienza in Indycar finora?

“Penso che siamo stati abbastanza competitivi con quello che abbiamo a nostra disposizione. E’ un campionato molto competitivo e per un rookie come me con un team debuttante è molto difficile correre contro gli altri team con molta esperienza. Come in qualsiasi altra categoria c’è la squadra forte e quella che ha bisogno di più tempo, ma abbiamo fatto delle gare molto buone e un buon lavoro con quello che avevamo.”

Quali sono le differenze principali in termini di stili di guida tra un’Indycar e una Formula 2?

“Credo che la differenza principale siano le gomme. Quello con cui sto faticando maggiormente in Formula 2 è capire dove si trovi il grip. Sto provando a sentire di più la macchina e gli inputs, questo è il problema maggiore.”

Sei stato compagno di Alonso a Indianapolis quest’anno. Com’è lavorare con lui e come ha preparato il tentativo per partecipare alla gara?

“Penso che sia una persona fantastica: una grande persona, molto gentile, qualsiasi domanda avessi era disponibile ad aiutarmi. Spero di poter lavorare ancora con lui in futuro.”

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Ho lavorato nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.