Intervista ESCLUSIVA a Romain Dumas: “Sono un fan della velocità”

Durante il weekend che ha aperto la stagione della Blancpain GT Series abbiamo avuto l’occasione di intervistare Romain Dumas. Il francese ha raccontato alcune storie della sua straordinaria carriera, descrivendo anche le macchine iconiche che hanno contribuito ai suoi svariati successi.

Foto: Porsche newsroom

Romain Dumas è una leggenda vivente del motorsport. Il pilota francese è l’incarnazione della passione per le corse.
Spesso il palmares non è sufficiente a descrivere pienamente il valore di un pilota, ma quello di Romain Dumas è un ottimo ritratto della sua carriera: 1 titolo piloti e 2 campionati costruttori nel WEC, 4 vittorie alla 24 ore di Le Mans, altre 4 alla 24 ore di SPA e altrettante alla 24 ore del Nurburgring Nordschleife, una 12 ore di Sebring, 2 campionati ALMS, una Petit Le Mans, una 1000 km di Suzuka, quattro successi alla Pikes Peak e detentore del record assoluto, un mondiale rally FIA R-GT, una vittoria di classe al rally di Montecarlo e anche diverse partecipazioni alla 24 ore di Daytona, Dakar e mondiale WRC.

Dumas ovviamente ha anche guidato un’infinità di macchine di diverse categorie: Formula 1, Indycar, LMP1, LMP2, Gran Turismo, WRC, rally R-GT, le vetture della Dakar, DPi e recentemente anche la Volkswagen ID-R Peak, il prototipo elettrico con cui ha vinto la storica gara in salita Pikes Peak nel 2018, ottenendo il tempo record. Con la Volkswagen, Dumas parteciperà nel 2019 ad un’altra ardua cronoscalata in Cina, la Thianmen Shan Big Gate Road, e tenterà di stampare il tempo record per le vetture elettriche al Nurburgring Nordschleife.

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 Le principali macchine guidate da Romain Dumas

 

Nonostante i numerosi successi alle spalle, quello che traspare nel paddock di Monza è un uomo molto semplice, amante della vita e con il sorriso sulle labbra.

Tra tutte le gare che hai vinto nelle varie categorie, ce n’è qualcuna a cui dai un valore speciale?

“Certo, ad esempio la vittoria a Le Mans è stata molto importante: se sei francese è la gara che vuoi assolutamente vincere. In più io ho studiato e iniziato la mia carriera lì, quindi è sicuramente significante per questo. Anche Pikes Peak è stata speciale perché è stata la prima volta che ho vinto con il mio team; ma la vittoria più bella in assoluto l’ho avuta a Sebring nel 2008, quando avevamo una macchina più piccola rispetto ad altri. Questo dimostra che non è sempre il circuito sul quale si ambisce di più a vincere che dà le migliori sensazioni in termini di soddisfazione.

Le Mans per me è stata sempre speciale per il feeling, ma ci sono altre gare da vincere oltre a quella. L’importante è sempre massimizzare, fare di tutto per ottenere il miglior risultato possibile; quando vai sul primo gradino del podio dopo una gara che non ti aspettavi di vincere la sensazione è bellissima, ma lo è anche arrivare secondi sapendo che si è fatto il massimo. Questo per un pilota è fondamentale”.

Qual è la miglior macchina che hai guidato nella tua carriera?

“Questa è difficile, anche perché ho corso in categorie diverse tra loro. Però penso che la più “pazza” sia la Volkswagen elettrica. Io non sono un grande fan dell’elettrico, ma sai, sono fan della velocità (ride, ndr). E questa macchina dà delle sensazioni incredibili perché con la potenza dell’elettrico va come un razzo. Come prototipo non direi la Porsche del 2016 (919 Hybrid, ndr) con cui abbiamo vinto Le Mans e il campionato, perché per me era molto complicata da guidare. In effetti penso che il prototipo migliore resti la RS Spyder, che era la più facile e comoda da guidare. Poi c’è l’Audi (ricordiamo che Dumas ha guidato sia la R15 che la R18, entrambe diesel, ndr), meno sexy, più pesante, ma con altri lati positivi. In generale tutte queste macchine hanno dei grandi punti di forza e altri che, anche se non possiamo definirli debolezze, spiccano un po’ meno”.

Volkswagen ID R Peak- Foto: gazette.com
Tra tutti i circuiti su cui hai corso, qual è quello che preferisci?

“Sicuramente il Nurburgring: penso che in Europa sia il migliore nonostante sia uno dei più complicati e pericolosi. Anche Monza è un gran circuito, molto emozionante, così come Spa; qui abbiamo quattro o cinque piste che sono davvero iconiche. In America sono fortunati perché ne hanno moltissime belle, come Sebring, Road America, Atlanta…ce ne sono tante. Sono praticamente tutte ottime, togliendo forse Mid Ohio”.

Riguardo il Nurburgring, quest’anno tenterai di battere il record del circuito con la Volkswagen?

“Sì, ci proveremo. L’obiettivo per quest’anno è di battere solo il record elettrico, che adesso è sul 6.45. Diciamo che dovrebbe funzionare (ride, ndr)“.

Ultima domanda: chi sceglieresti, tra tutti i piloti esistenti, come compagni di squadra per una 24 ore? E su quale macchina correreste?

“Bella domanda. Sceglierei Jackie Ickx e Gérard Larrousse: non sono troppo giovani ma sono entrambi speciali per me. In più hanno moltissima esperienza e tante storie da raccontare, che è ciò che piace a me: con loro sono sicuro che non mi annoierei. Ce ne sono molti che potrei scegliere, ma loro sono due con cui ho dei buoni contatti e per questo li vorrei. Per quanto riguarda la macchina, non ne sceglierei una del passato perché sarebbe troppo pericoloso – anche facendo un paragone con Pikes Peak, il rally o la Dakar, si dice sempre che non si ha paura ma quando si sale in macchina è tutta un’altra storia – quindi direi la RS Spyder proprio perché è la migliore che ho avuto e in più, essendo facile da guidare, non darebbe problemi ai miei compagni”.

Ringraziamo Romain Dumas per l’estrema disponibilità e cordialità che ci ha riservato.

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Martina Andreetta

Studentessa di lingue e comunicazione con una grande passione per il motorsport. Un giorno sogno di far parte di questo mondo.