Intervista ESCLUSIVA ad Ana Carrasco: “In Supersport 300 tutti possono lottare per il podio”

La campionessa in carica Supersport 300 ha concesso un’intervista esclusiva a F1inGenerale in occasione del weekend di gara a Misano nel corso del quale ha ottenuto la prima vittoria stagionale. ana carrasco

Foto: Isabel Iuliano

Partiamo dalla tua storia. Quale momento della tua carriera individueresti come punto di svolta? ana carrasco

Uno dei momenti per me più difficili è stato sicuramente quello in cui ho lasciato il campionato Moto 3. L’ultimo anno (2015 ndr) è stato davvero complicato a causa degli infortuni, che mi hanno costretta a fermarmi, così come l’anno seguente. Posso considerare il mio successivo ingresso in Supersport 300 (avvenuto nel 2017 ndr) il miglior cambiamento della mia vita, in quanto vi ho trovato una porta aperta per tentare una via alternativa per raggiungere il massimo.

Sei stata pilota KTM in Moto 3 per tre stagioni. Cosa puoi dirci in merito alla tua esperienza nel Motomondiale?

Per alcuni aspetti è stata ovviamente un’esperienza molto positiva, per altri difficile. Il primo anno è andata abbastanza bene e sono riuscita anche ad ottenere dei punti. Nelle due stagioni successive non ho invece avuto a disposizione una moto che mi permettesse di lottare per posizioni interessanti, dunque sono stati per me due anni difficili. Nel 2015 ho poi avuto due infortuni, uno poco prima dell’inizio del campionato e l’altro a metà stagione. Proprio a causa di questi ultimi non ho potuto affrontare le gare che ho disputato al cento per cento della forma, e questo ha pesato parecchio sul bilancio complessivo.

Quali sono le differenze più importanti tra Moto 3 e Supersport 300?

Si tratta di categorie abbastanza simili. La differenza maggiore risiede ovviamente nella tipologia di moto, in quanto quelle utilizzate in Moto 3 sono molto più simili a moto da corsa in stile Moto GP. Anche la potenza è molto diversa, e posso affermare che le Supersport 300 sono più facili da guidare.

La cosa difficile è essere il più veloce, in quanto, essendo le moto sono molto simili tra di loro, è complesso creare un margine di vantaggio. Il campionato SSP 300 è dunque sicuramente più competitivo: mentre in Moto 3 erano sempre i soliti tre o quattro piloti a giocarsi le prime posizioni, qui la lotta è aperta a tutti e quindici i piloti della griglia.

Cosa puoi dirci invece riguardo alle differenze tra i team KTM e Kawasaki?

Difficile a dirsi sulla base della mia esperienza, in quanto per KTM ho corso in un team non ufficiale, mentre per Kawasaki corro in un team ufficiale. Questo fa molto la differenza. Per me dunque ora è sicuramente più facile. Dal momento in cui ho conquistato la mia prima vittoria l’anno scorso ho capito che Kawasaki è davvero il miglior team in cui poter crescere. Stanno puntando molto su di me, ed è davvero fantastico poter far parte del team in cui militano piloti del calibro di Jonathan Rea. È una grande fortuna poter essere a stretto contatto con loro.

Sei la campionessa in carica della Supersport 300. Cosa si prova a laurearsi campioni in uno sport prettamente maschile?

Per me è stato un sogno diventato realtà, non solo e non tanto per averlo conseguito in quanto donna. Ho speso tutta la mia vita a cercare di raggiungere questo risultato, e dunque diventare campione del mondo è stato per me qualcosa di indescrivibile. Sicuramente dopo la vittoria è stato tutto molto più semplice, da tutti i punti di vista.

La stagione in corso è iniziata invece un po’ in salita…

Sicuramente non è quello che volevo. Mi sento più forte dello scorso anno, ma per ora le cose non sono andate nella direzione giusta. Nel corso della prima gara ho avuto un contatto con un altro pilota e sono stata costretta al ritiro, mentre in Olanda ero stata a lungo in lotta per la vittoria ma ho terminato la gara ottava. L’inizio è stato dunque complicato, ma ora mi sento davvero fiduciosa, sento di poter lottare per la vittoria.


Cosa ti aspetti dunque da questo weekend a Misano?

Mi piace molto Misano. Ho già corso qui con la Moto 3, ed ho sempre avuto un ottimo feeling con questa pista.

Quali sono le altre piste che ami particolarmente?

La mia pista preferita è Philip Island, ma mi piacciono molto anche Imola e Portimao.

A proposito di Imola, pensi che cancellare la seconda gara della Superbike allo scorso Italian Round sia stata la decisione giusta?

Assolutamente, non c’erano le condizioni per correre. C’era troppa acqua in pista, e dunque era davvero troppo pericoloso.

Vorremmo concludere con una domanda un po’ più personale. Oltre alla tua carriera sportiva porti avanti in parallelo anche la tua carriera accademica di studentessa di legge. Quanto è difficile conciliare la tua vita sportiva con quella universitaria?

È davvero molto difficile. Durante la stagione le gare non mi permettono di studiare, e cerco dunque di concentrare gli esami nella pausa invernale o estiva. Provo a fare del mio meglio per portare avanti entrambe le cose nel modo migliore.

Al termine della gara che l’ha vista tornare sul gradino più alto de podio, Ana ha rilasciato ad F1inGenerale le sue dichiarazioni:

Abbiamo ottenuto la prima vittoria stagionale dopo i due podi ottenuti a Jerez. È bellissimo tornare a vincere, e guadagnare un po’ di punti per recuperare la posizione in campionato. Oggi non è stato facile stare davanti, stavamo spingendo tutti. Ma ho provato a tirare fuori dalla moto e da me stessa tutto quello che c’era, e voglio continuare a lavorare in questo modo per il resto della stagione, e in particolare nel prossimo appuntamento a Donington, dove l’anno scorso ho vinto con margine. Spero vada così anche questa volta.

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