Formula 1Interviste

F1 | Penalità Alonso, in Spagna scoppia la polemica per la decisione dei commissari

Joaquín Verdegay, vicepresidente della Real Federación Española de Automovilismo, si è detto contrario alla penalità ricevuta da Fernando Alonso nel GP di Melbourne

Nonostante siano passati diversi giorni, l’incidente occorso a George Russell all’ultimo giro del GP di Melborurne, provocato involontariamente da Fernando Alonso, continua a far discutere. In molti hanno etichettato quanto accaduto come un incidente di gara, tra cui Joaquín Verdegay, vicepresidente della Real Federación Española de Automovilismo, il quale si è detto fortemente in disaccordo con la penalità di 20 secondi ricevuta dallo spagnolo a fine gara.

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Verdegay contrario alla penalità ricevuta da Alonso a Melbourne © IMAGO

Una penalità troppo severa?

“Se regolamentare uno sport è di solito complesso, regolamentare le corse automobilistiche è tremendamente complesso”, ha affermato Verdegay commentando l’episodio a SoyMotor.

“Purtroppo, la linea che separa la legalità dall’illegalità ha così tante sfumature che è particolarmente difficile sapere dove ci si trova e quale regola applicare in un dato momento. Questo sport è particolarmente complicato. Situazioni come questa lo dimostrano”.

“Il problema è che a fine stagione, eventi apparentemente identici finiscono per essere penalizzati in modo radicalmente diverso, ingiustamente diverso. O perché sono stati esageratamente morbidi con uno o esageratamente duri con l’altro, perché la stessa cosa, a rigor di logica, dovrebbe essere punita con la stessa sanzione”.

“Se devo dare la mia opinione personale, non mi piace la penalità data a Fernando. Personalmente la ritengo ingiusta ed eccessiva”.

Nonostante Fernando abbia lamentato un problema all’acceleratore via radio, la direzione gara ha etichettato comunque quanto successo come un caso di guida potenzialmente pericolosa, infliggendo 20 secondi di penalità allo spagnolo e facendolo precipitare in ottava posizione. A ciò si sono aggiunti anche tre punti di penalità sulla patente, che hanno ulteriormente inasprito la sanzione.

”La sentenza degli steward afferma che Alonso ha il diritto di ‘provare un approccio diverso alle curve’, prosegue lo spagnolo. ”Ha il diritto di farlo per rendere più difficile il sorpasso da parte dell’inseguitore. La stessa stabilisce anche che Alonso non è responsabile dell’aria sporca che ha causato l’incidente di Russell. L’aria sporca, che Alonso stesse frenando o meno, è qualcosa che non può evitare”.


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“Quindi, dal mio punto di vista tecnico e legale, questa sentenza dimostra che non c’è alcun nesso di causalità. Ciò che Alonso fa, può farlo, e se non è responsabile dell’aria sporca, non è responsabile di alcuna condotta punibile. I commissari ritengono che non si tratti di un errore, ma che Alonso stesse guidando in questo modo per cercare di rendere difficile il sorpasso a Russell. Quindi dov’è il limite?”.

L’analisi di Verdegay poi prosegue: “Alonso non frena, si limita a sollevare. Tocca il freno con il piede, ma la riduzione di velocità che ne deriva è inferiore a quella che si avrebbe sollevando il piede dall’acceleratore. È una riduzione minima”.

”Mi chiedo dove sia il limite. Bisogna essere molto chiari al riguardo. Una perdita di velocità dell’1% va bene e il 2% è esagerato? Questo limite non è scritto e qui non si parla di legalità, ma di giustizia”.

“Ho assistito al peggior brake testing di sempre, che si è svolto in Australia. È stato fatto da Ralf Schumacher a Gilles Villeneuve, ed è finito nel peggiore dei modi, con un ufficiale ucciso dall’impatto con uno pneumatico. Un brake testing può uccidere, e quello di Alonso non lo è stato. Non so dove sia il limite. Non credo che la penalità sia giusta”.

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