La famiglia di Schumacher ha pubblicato un’intervista inedita di Michael

Questa mattina, a sorpresa, è stata pubblicata un’intervista di Michael Schumacher, registrata il 30 Ottobre 2013, senza essere mai stata divulgata. schumacher intervista

Sono ormai trascorsi quattro anni e undici mesi da quel terribile 29 dicembre 2013. Quattro anni in cui la famiglia Schumacher si è stretta intorno a Michael, scegliendo la strada del silenzio per evitare pressioni mediatiche.

Il 3 gennaio, Schumacher compirà 50 anni. Ed è in prossimità di questa data che la famiglia ha deciso di farci un regalo, pubblicando un’intervista, girata qualche giorno prima dell’incidente e mai pubblicata, di Michael Schumacher.

Impossibile non emozionarsi risentendo parlare il nostro Michael: seguendo il link , avremo la possibilità di scegliere tra dieci domande disponibili da porre al Kaiser, che ci risponderà in inglese tramite un video.

Le domande sono state scelte con accuratezza, e rappresentano tutte le curiosità che avremmo voluto soddisfare in questi anni.


L’intervista a Schumacher

Michael, qual è stato il titolo più emozionante? Il primo in assoluto del 1994, o il primo con la Ferrari nel 2000?

“Il più emozionante è sicuramente quello conquistato a Suzuka nel 2000. Il Cavallino non vinceva il titolo da 21 anni e io non trionfavo da quattro. Finalmente quel giorno, con una grande gara, abbiamo vinto il campionato.”

Nei tuoi 20 anni in Formula 1, quale avversario hai rispettato di più?

“Il pilota che ho più stimato in questi anni è sicuramente Mika Hakkinen. Grandi battaglie e una bellissima relazione personale con lui.”

Quanto è fisicamente dura una Formula 1 da guidare?

La F1 è molto tosta, anche se prima lo era molto di più senza il servosterzo e i vari aiuti elettronici. Resta comunque uno degli sport più tosti che ci possano essere e necessita di una grande preparazione fisica.”

Avevi un idolo tra i piloti di Formula 1 quando eri bambino?

“Quando ero bambino e correvo nei Kart, il mio idolo era Ayrton Senna ma anche Vincenzo Sospiri, grande pilota di Kart. Ma il mio idolo assoluto era Toni Schumacher, fortissimo giocatore di calcio!”

Hai sempre saputo che avresti battuto ogni record? Hai mai dubitato del tuo talento?

“I Record sono una cosa. I Dubbi? Sono importanti per non essere troppo sicuri di sé, per migliorare e fare passi avanti. Ho sempre pensato di non essere abbastanza, di dover lavorare su me stesso, e forse è per questo che sono diventato quello che sono!”

Hai sempre pensato che la vittoria è un lavoro di squadra, la F1 quindi non è uno sport individuale?

“Il successo, in quasi ogni situazione della vita, è un lavoro di squadra. Personalmente dai il massimo, come team cerchi di diventare più forte, la Formula 1 è uno sport di squadra.”

Hai condotto la Benetton e la Ferrari ai titoli mondiali e hai contribuito alla crescita della Mercedes. Questi due periodi sono in qualche modo comparabili?

“Se penso ai team per cui ho guidato, la missione con la Benetton era quella di costruire e vincere il mondiale. Lo stesso con la Ferrari, con la Mercedes ci abbiamo provato ma avevamo meno tempo. Ciò che accomuna tutto questo? Ross Brown.”

Cosa hai fatto per migliorare? Hai analizzato la guida di tutti i piloti o solo dei migliori?

“Per migliorarsi e fare passi avanti, bisogna analizzare la macchina, sé stessi ma anche tutti gli altri piloti, non solo i diretti rivali, ed è quello che ho fatto io. Perché chiunque ha qualcosa di speciale.”

Hai sempre detto che correre sui Kart è il migliore allenamento per ogni categoria. Come mai?

“Correre sui kart è una buona preparazione per una carriera motoristica, ti sviluppa molte abilità che puoi migliorare nel tempo. E le lotte, gli scontri ruota a ruota,  sono il migliore insegnamento che puoi ricevere dai kart.”

E’ possibile raggiungere da soli l’apice del proprio talento?

“Il talento nel motorsport, come in tutti gli sport, è importante. Ma non è abbastanza. Bisogna saper sviluppare molte abilità diverse e il kart è un buon modo per imparare quelle tecniche, ti insegna tutto ciò che può servire per correre in futuro.”

 

Ciao Michael, continua a lottare.

 

 

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Davide Galli

Studente di giurisprudenza e appassionatissimo fin dall’infanzia di Formula 1. Amo qualunque cosa faccia "bruum"