La FIA sviluppa un carburante sintetico per la F1: primi barili consegnati ai team

La FIA avanza i piani per la sua strategia ambientale 2030, sviluppando un biocombustibile e consegnando i primi barili del carburante sintetico ai team di F1

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Oggi durante l’annuale assemblea generale della FIA a Monaco è stato approvato dai soci un piano per una Strategia Ambientale che prevede per l’ente la neutralità di emissioni per il 2021, e le emissioni nette 0 per il 2030.

La FIA lavorerà con i 243 club membri per ottenere una significativa riduzione delle emissioni di COe dell’impatto ambientale lavorando si tre aree:

  • Azione climatica: accelerare la trasformazioni verso emissioni nette zero
  • Tecnologia e innovazione: sviluppare soluzioni innovative e sostenibili
  • Pratiche sostenibili: Guidare il cambiamento sostenibile

Uno dei passi concreti verso questi obiettivi è lo sviluppo da parte del Dipartimento Tecnico della FIA di un carburante completamente sostenibile. È ricavato da scarti, sviluppato secondo le specifiche della F1, e utilizzabile nelle auto stesse.

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I primi barili di questo biocarburante di seconda generazione sono già stati consegnati ai motoristi di Formula 1 per le prove e la validazione. Lo scopo è quello di dimostrare che questa tecnologia funziona e di portare i fornitori a sviluppare il proprio carburante. L’obiettivo posto è quello d’imporre carburanti sostenibili al 100% nella prossima generazione di motori, prevista tra 4-5 anni in Formula 1.

Dal 2021 altri campionati, incluso il Campionato europeo di Camion saranno in grado di usare questo biocarburante.

Le dichiarazioni di Jean Todt e Ross Brawn fia biocarburante f1 carburante sintetico

Jean Todt, Presidente della FIA: “La FIA si assume le sue responsabilità nel guidare gli sport motoristici e la mobilità verso un futuro a basse emissioni di carbonio per ridurre l’impatto ambientale delle nostre attività e contribuire a un pianeta più verde.

Sono lieto che i nostri Club Soci approvino la nostra strategia ambientale che fa parte dell’iniziativa “Purpose Driven” […]. Sviluppando un carburante sostenibile prodotto da rifiuti organici biodegradabili in grado di alimentare la Formula 1, stiamo facendo un nuovo passo avanti. Con il supporto delle aziende leader mondiali nel settore dell’energia, possiamo combinare le migliori prestazioni tecnologiche e ambientali”.

Ross Brawn, direttore e manager Formula 1: “La Formula 1 è stata a lungo una piattaforma per introdurre le innovazioni nel mondo automobilistico.

Siamo lieti dell’impulso dato ai carburanti sostenibili, che si allinea perfettamente con il nostro piano di diventare uno sport a zero emissioni di carbonio entro il 2030.

La nostra priorità principale in materia di sostenibilità è ora la costruzione di una tabella di marcia per il motore ibrido che riduca le emissioni e abbia un reale beneficio per le auto stradali. Crediamo di avere l’opportunità di farlo con un motore di nuova generazione che combina la tecnologia ibrida con i carburanti sostenibili”.

Tutti i piloti di F1 hanno partecipato a un video in favore dell’ambiente:

Analisi: le generazioni di biocarburanti F1 carburanti sintetici FIA biocarburante

I biocarburanti di seconda generazione impiegano la porzione non commestibile della biomassa

Secondo la FIA il nuovo biocombustibile è un biocarburante di seconda generazione. Cosa significa tutto ciò?

I biocarburanti si suddividono in tre generazioni:

  1. Prima generazione: carburanti prodotti da biomasse, impiegando selettivamente la componente zuccherina, amidacea e/o lipidica, e quindi in diretta competizione con la produzione destinata alla filiera alimentare. Ad esempio, Bioetanolo e biodiesel prodotti dalla fermentazione o altre trasformazioni di amidi, zuccheri e oli derivati da canna da zucchero, cereali e altre piante coltivate specificamente per lo scopo.
  2. Seconda generazione: impiego della biomassa lignocellulosica, ma senza essere in competizione diretta con la produzione agroalimentare, ovvero impiegando gli scarti e le produzioni da terreni agricoli residui. Si impiegano processi come gassificazione, pirolisi, processo di Fischer-Tropsch e altre conversioni catalitiche, producendo carburanti sintetici anche simili alla benzina.
  3. Terza generazione: ancora alla fase di studio, prevede la produzione, oltre ai biocarburanti, dei prodotti chimici di basse e intermedi fondamentali per tutta l’industria chimica, utilizzando anche colture quali le microalghe.

Allo stato attuale la prima generazione è stata impiegata per decenni, soprattutto in paesi dotati di notevoli colture destinate ai biocombustibili, sopratutto nel continente americano.

Tuttavia l’impiego di colture commestibili ha raccolto non poche ovvie polemiche.

Siamo giunti allo sviluppo della seconda generazione, che come abbiamo visto sta raggiungendo la maturità, permettendo la produzione di carburanti sintetici compatibili con i motori alimentati a benzina.

Diversi costruttori, come Ferrari e Porsche sono favorevoli ai biocarburanti. Sono visti infatti come il  modo più sostenibile di mantenere tra noi il motore a combustione interna nel futuro a medio termine.

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Francesco Ghiloni

Studente universitario di Chimica e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.