La rubrica del lunedì | Brividi

Torna ‘La rubrica del lunedì’. Ogni settimana commenteremo il weekend appena concluso concentrandoci su un qualcosa di particolare. Nel primo dei due appuntamenti in Bahrain tragico incidente per Romain Grosjean. Un’immagine terribile. Brividi.

incidente Grosjean

Parlare della gara, di chi ha vinto, dei problemi della Ferrari, sarebbe inutile. Dopo quanto successo alla terza curva tutto è passato in secondo piano. Personalmente non avevo neanche più voglia di vedere come andava a finire. Vedere un incendio del genere dopo che una monoposto va contro le barriere ti toglie il fiato. Purtroppo ti viene subito da pensare al peggio. L’incidente di Romain Grosjean, credo come a tutti coloro che erano davanti al televisore, mi ha rimandato subito a Niki Lauda. Non c’ero nel 1976 ma ogni volta che vedo quella Ferrari avvolta dalle fiamme mi vengono i brividi. Se dovessi trovare una parola per descrivere quanto visto ieri sarebbe proprio questa, brividi.

È stata per certi versi ancora più tragica l’immagine della vettura numero 8 divisa in due con una delle due metà incastrata nel guardrail. Un centimetro in più o in meno e probabilmente avremmo avuto tutt’altra situazione da commentare. Non sta certo a noi dire perché ci fosse quel tipo di barriera in quel punto o se fosse sbagliata l’angolazione, ci saranno indagini da parte degli organi competenti. Però senza dubbio vedere qualcosa del genere poco più di un anno dopo la morte di Anthoine Hubert ti fa temere il peggio. Non oso pensare a cosa abbiano provato gli altri diciannove, soprattutto Charles Leclerc, nei minuti di attesa prima di rientrare in pitlane. Nel team radio del ferrarista c’era tutta la preoccupazione di un ragazzo che a ventitré anni ha dovuto già affrontare la scomparsa di due amici fraterni morti mentre facevano quello che più amavano, guidare.

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Sì, perché spesso ci dimentichiamo che ogni volta che indossano il casco e allacciano le cinture quegli uomini sanno di poter morire. Spesso ci immaginiamo i piloti come dei privilegiati, e per certi versi lo sono. Ma quando vediamo le auto sfrecciare a trecento chilometri orari dobbiamo tener presente che in quel momento ci sono dei ragazzi, uomini, mariti o figli che stanno mettendo a rischio la propria vita. In questo senso non può non essere ringraziata la FIA per tutto il lavoro che ha fatto e sta facendo per migliorare weekend dopo weekend la sicurezza. Potremmo far l’esempio dell’Halo, tanto criticato perché andava contro la natura del motorsport ma che nei pochi anni in cui è stato presente ha salvato la vita di diversi piloti. Chissà come sarebbe andata se non ci fosse stato l’Halo a Spa 2018 con la McLaren di Alonso che volò sopra la testa di un giovanissimo Leclerc. Chissà come sarebbe andata ieri se l’Halo non avesse permesso a Romain Grosjean di uscire pressoché illeso da un incidente del genere.

Parlare di quanto successo in pista oggi, ripeto, sarebbe inutile. L’unica cosa che conta è che il francese della Haas possa tornare in pista ad Abu Dhabi per salutare nella maniera migliore un mondo che gli ha dato e a cui ha dato tanto.


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