La rubrica del lunedì | Formula 1, “that’s crazy”

Torna ‘La rubrica del lunedì’. Ogni settimana commenteremo il weekend appena trascorso, concentrandoci su un qualcosa di particolare. Che gara. Che inizio. Tra sorpassi, ritiri, safety car e penalità non potevamo chiedere avvio migliore. Bentornata Formula 1, ci eri mancata.

Austria Formula 1
Foto automotorinews

Mamma mia. Credo che chiunque abbia visto questo Gran Premio non se lo scorderà facilmente. Una gara al cardiopalma. Sorpassi. Ritiri. Safety car. Penalità. Che inizio. Che gara. Non potevamo chiedere, e immaginare, un avvio di stagione migliore. L’avevamo detto, il binomio Austria-Formula 1 è sinonimo di spettacolo e divertimento. Dai primi giri sembrava una gara dal destino già scritto, con le due Mercedes a giocarsi la vittoria là davanti e con il “gruppo degli altri” a giocarsi il terzo gradino del podio.

Poi è cambiato tutto, come d’incanto. Il ritiro di Max Verstappen ha dato il via a un domino di emozioni che hanno segnato l’intero Gran Premio. I vari ingressi in pista della Safety Car hanno rimescolato più e più volte le carte in tavola, rendendo sempre più aperta la lotta al podio. Lewis Hamilton sembrava poter raggiungere il suo compagno di scuderia, Valtteri Bottas, prendendosi la vittoria. Il contatto con Albon e la successiva penalità hanno complicato la gara del sei volte campione del mondo, costretto a tentar di difendere con le unghie e con i denti il terzo posto.

Nel gruppo dietro, Charles Leclerc con sorpassi al limite del legale e dell’immaginabile riesce a portare sul secondo gradino del podio una Ferrari che nei primi due terzi di gara aveva sofferto, e non poco.

Ultimo giro al cardiopalma. Sembrava di essere tornati a Interlagos e al ruota a ruota tra Gasly e Hamilton. Una sfida, questa volta, tutta britannica. Hamilton e Norris. Lewis e Lando. Il veterano e l’emergente. Una sfida a distanza con entrambi i piloti che stavano spingendo al massimo per un solo, unico, obiettivo, il podio. L’ha spuntata il ragazzino della McLaren che con un fantastico ultimo giro è riuscito a portare a casa il suo primo podio in carriera, oltre che il punto addizionale per il giro veloce.

Unica nota negativa la prestazione di Sebastian Vettel. Il tedesco non è riuscito ad avere un buon ritmo per tutta la gara. L’errore nel duello con Sainz non ha fatto altro che peggiorare la situazione, con quel testacoda che sapeva tanto di déjà vu.

Usciamo da questo fine settimana austriaco con tanti dubbi e poche certezze. Una Mercedes che si è dimostrata essere ancora una volta la monoposto da battere, con l’incognita dell’affidabilità. Una Ferrari dai due volti, con Leclerc in  grado di portare a casa più di quanto si possa sperare e con un Vettel ancora in difficoltà. Una Red Bull che sembra non aver risolto quei problemi al motore e all’elettronica che sono stati il tallone d’Achille delle ultime stagioni. Con una Racing Point che ha deluso, e non poco, le aspettative e con una McLaren che ha dimostrato ancora una volta di essere lì.

Una gara strana, tesa, combattuta. Abbiamo dovuto attendere più di sette mesi ma direi che ne è valsa la pena. Non potevamo chiedere un inizio di stagione migliore, con la speranza di poter assistere a uno spettacolo simile anche nel prossimo weekend, magari con una Ferrari (più) competitiva. Mi era, ci era mancato tutto questo. Grazie Austria, grazie Formula 1, “that’s crazy!”.

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