La rubrica del lunedì | Il treno dei desideri

Torna ‘La rubrica del lunedì’. Ogni settimana commenteremo il weekend appena trascorso concentrandoci su un qualcosa di particolare. Ad Abu Dhabi vince Verstappen ma la scena è tutta di Sebastian Vettel alla sua ultima gara in Ferrari. Il treno dei desideri.

Sebastian Vettel
Foto: motorbox

Ci sono momenti che vorresti non arrivassero mai. L’ultimo giorno di liceo, la fine di una relazione, il risveglio da un sogno. Deve essere stato proprio questo quello che ha provato ieri Sebastian Vettel. Perché alla fine quella di ieri non è stata che la fine di un sogno, del suo sogno. Credo che chiunque sia appassionato di motori sogni la Ferrari, per quello che rappresenta, per quella che è la sua storia. Ci ha creduto sempre, ha sperato fino alla fine di poter realizzare a pieno quel suo sogno Sebastian Vettel. Ricordo una sua intervista dello scorso, quando il rapporto iniziava già a scricchiolare. Ricordo che disse di sognare ancora di vedersi campione, “campione per Ferrari”.

Non è stato il modo migliore per lasciarsi, ma forse era davvero il momento giusto. Ne è passato di tempo da quel 29 Novembre 2014, da quel suo ‘primo giorno in Ferrari’. Sembrava l’inizio di una delle più belle storie d’amore di questo sport. Un giovane ragazzo tedesco nella scuderia in cui il suo idolo d’infanzia era diventato leggenda. Il nemico passato dalla parte opposta. Un Mondiale che entrambi desideravano vincere ancora. Ci sono andati spesso vicini Seb e la Rossa, alcune volte quasi ad un passo. Poi ci si è messo di mezzo il destino, quel dannato destino che spesso fa andare tutto in una direzione opposta. Non è riuscito a realizzarlo il suo sogno Sebastian Vettel, non completamente almeno. Resta comunque il viaggio, un viaggio fatto di alti e bassi, ma comunque un viaggio.


De André cantava “è stato meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati”. Proprio così, provate ad immaginare questi sei anni senza Sebastian Vettel in Ferrari, senza la vittoria in Malesia, senza la vittoria a Monaco, il sorpasso a Silverstone e i team radio di fine gara. Già, i team radio. Quello di ieri è stato probabilmente il più straziante. Emozionante ma straziante. Quel giovane ragazzo tedesco, ormai diventato uomo, che canta ‘Azzurro’, una delle canzoni italiane più iconiche. Chissà cosa gli rimarrà di quest’esperienza, credo tanto. Sarà strano vedere il numero 5 su una macchina diversa da quella della scuderia Maranello, ma forse in fin dei conti è giusto così. Arrivano momenti che vorresti non arrivassero mai. Beh, questo è uno di quelli.

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