La rubrica del lunedì | La quiete prima (e dopo) la tempesta

Torna ‘La rubrica del lunedì’. Ogni settimana commenteremo il weekend appena trascorso, concentrandoci su un qualcosa di particolare. Un fine settimana di pausa fondamentale per una Ferrari apparsa troppo in difficoltà in questo inizio di stagione.

Gran Premi Gran Bretagna
Foto redbull.com

La quiete prima (e dopo) la tempesta. Potrebbe essere questa la frase perfetta per descrivere il weekend che anticipa il primo dei due Gran Premi di Gran Bretagna. Un fine settimana di pausa dopo tre gare consecutive, le due austriache e quella ungherese, molto intense. Un fine settimana di pausa dopo tre gare consecutive che hanno già evidenziato quelli che sono i valori in griglia. Un weekend di pausa e dolce calma per alcuni, di pausa e intensa riflessione per altri.

Sarebbero dovuti essere i ventuno giorni della definitiva consacrazione per il binomio Verstappen-Red Bull, con il fenomenale figlio d’arte che avrebbe dovuto stradominare i primi appuntamenti della stagione, perlomeno il Gran Premio d’Austria e quello di Stiria. Così non è stato, o almeno non nella misura in cui ci si aspettava. L’ultima creatura di Adrian Newey, la RB16, si è dimostrata essere ancora acerba, ancora un passo indietro rispetto ad una Mercedes che non sembra voler porre fine a un dominio ormai più che pluriennale. La Red Bull, nonostante un motore Honda più vicino alle frecce d’argento rispetto agli scorsi anni, ha faticato (e non poco) fino ad ora. Probabilmente si troverebbe ancor più indietro in classifica se non fosse per le prestazioni del giovane Max, capace di spingere la propria monoposto ben oltre quelli che sono i reali limiti della vettura.

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Da un lato una scuderia che delude, dall’altro team che non ti aspetti capaci di giocarsi, se non la vittoria, perlomeno il podio. Se la McLaren già dallo scorso anno aveva dato segni di quello che era ed è il potenziale della squadra reinventata da Seidl, la Racing Point è a tutti gli effetti la rivelazione di questo 2020. Già dai test di Barcellona la futura Aston Martin aveva dimostrato di potersela giocare con Red Bull e Ferrari. In realtà, stando a quanto ha detto la pista in questi primi tre weekend, il gioiellino di Stroll si è rivelato essere il primo team dietro quella W11 a cui assomiglia, e non poco.

In quella che è (o era?) la lotta per il centro gruppo troviamo, finalmente, anche la Renault. Diciamo finalmente perché la “giallona” delle ultime stagioni sembrava essere una lontana parente di quella vettura che aveva permesso di vincere due mondiali a quel Fernando Alonso suo nuovo, vecchio, promesso sposo. La squadra di Abiteboul sembra aver trovato una dimensione che gli possa permettere di giocarsela, nonostante alcuni problemi di affidabilità.

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Nella parte finale della griglia troviamo una Williams, ora in grado di giocarsi almeno il Q2, una Alpha Tauri, ancora un po’ grigia in termini di prestazioni, e le due motorizzate Ferrari, Haas e Alfa Romeo, in difficoltà così come la casa madre. Già, una delle poche certezze di questo inizio di stagione è proprio la Rossa. La scuderia di Maranello sin da Marzo aveva evidenziato la presenza, nel progetto SF1000, di alcune lacune che si sono dimostrate essere delle vere e proprie voragini.

Ed ecco che questo weekend di pausa prima dei due Gran Premi di Gran Bretagna arriva come una manna dal cielo per Binotto e co. Giorni lontani dal paddock che potrebbero, e dovrebbero, aiutare la scuderia italiana a trovare un modo per migliorare la vettura, evitando prestazioni come quelle ottenute finora, specialmente in vista di un doppio, se non triplo, Gran Premio d’Italia. La quiete dopo, e speriamo prima, la tempesta, una tempesta magari a tinte rosse.

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