La rubrica del lunedì | Meritava davvero tutto questo?

Torna ‘La rubrica del lunedì’. Ogni settimana commenteremo il weekend appena trascorso, concentrandoci su un qualcosa di particolare. Grande gara di Vettel nonostante le difficoltà della rossa. Meritava davvero tutto questo?

Gran Premio Spagna Vettel
Sebastian Vettel e il suo “Primo giorno in Ferrari” – Foto: Ferrari

Se correre nel weekend di ferragosto poteva essere indice di atipicità per un Mondiale che di consueto non ha mai avuto nulla, il risultato della gara non è stato mai in discussione. A trionfare a Barcellona è stato ancora una volta lui, quel Lewis Hamilton a tre vittorie dal record di Schumacher. Ma il Gran Premio di Spagna ci lascia un Sebastian Vettel che, nonostante le (tante) difficoltà della Rossa, riesce a portare a casa un settimo posto ottenuto grazie a una grande prova di forza e carattere. A questo punto viene naturale chiedersi, il pilota tedesco si è davvero meritato tutto questo?

Ricordo bene il suo arrivo a Maranello. Era il 2015, avevo quasi quattordici anni e seguivo la Formula 1 nella maniera in cui può seguirla un ragazzo di quella età. Non avevo idea di cosa fossero le prove libere, della differenza tra blistering e graining, di cosa fossero l’ers o il drs. Ero un semplice ragazzo che si avvicinava molto lentamente al mondo delle corse, guardando i Gran Premi con il nonno, ovviamente tifando solo per quella Ferrari, simbolo di italianità nel mondo.

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Ricordo bene il suo arrivo a Maranello. Nelle mani, o meglio nei piedi, di Sebastian Vettel il popolo ferrarista aveva riposto tutte le proprie speranze di tornare grandi, insieme. Il nemico che passa dalla parte dei buoni. L’eterno rivale che diventa tuo primo alleato. Il quattro volte campione del mondo che passa nella scuderia più vincente di sempre. Le premesse per un finale da favola c’erano tutte. A suon di vittorie il binomio con il popolo italiano si è rafforzato sempre di più ma, per vari motivi, non si è mai tradotto in una fusione totale. Le ultime stagioni sono state le più difficili per Sebastian Vettel in Ferrari. A Maranello, nel 2017 e nel 2018, sono state costruite due vetture che avrebbero potuto permettere al pilota tedesco di continuare la sua corsa iridata, fino al Gran Premio di Hockenheim di due anni fa. Quel muro tedesco, preso mentre la vittoria sembrava essere ormai in pugno, è forse l’immagine, il punto di partenza di una frattura divenuta pian piano insanabile.

Di colpo è arrivata questa primavera e ha portato al divorzio, inaspettato per il momento storico sociale in cui è avvenuto. Quel ragazzino di quattordici anni nel frattempo è cresciuto. Ormai di anni ne ha quasi diciannove e tra poco inizierà l’università. Guarda al mondo delle corse con occhi diversi. Probabilmente ha iniziato a capire anche il senso delle prove libere, la differenza tra blistering e graining, ho persino scritto un articolo su quel DRS che tanto ignoravo. Guardo ancora i Gran Premi, spesso ancora con mio nonno.

Nell’ultima gara, il Gran Premio di Spagna ho rivisto, in parte quel Sebastian Vettel che tanto avevo odiato, prima, e aspettato, poi. Ricordo il suo arrivo a Maranello e molte delle emozioni che ha fatto vivere alla ‘marea rossa’ e per questo mi chiedo, si è meritato davvero tutto questo?