La rubrica del lunedì | Nel segno di Charles

Torna ‘La rubrica del lunedì’. Ogni settimana commenteremo il weekend appena trascorso, concentrandoci su un qualcosa di particolare. Un anno dopo si torna a Spa, dove si era consacrata la stella di Charles.

GP Belgio Formula 1
Foto: ilPost

Ci aspettavamo, o meglio speravamo in una tempesta a tinte rosse dopo la pausa di tre settimane fa. Alle spalle c’era l’Ungheria, davanti il back to back inglese prima dell’appuntamento spagnolo. Ci aspettavamo, o meglio speravamo in un segnale da parte di una Ferrari che fino a quel momento, fatta eccezione per il podio fortunoso e fortunato dell’esordio, aveva deluso, e non poco. Il segnale non è arrivato, anzi. Sono arrivate soltanto (tante) altre delusioni, sia in terra britannica che spagnola. Più o meno un anno dopo si torna in Belgio, si torna a quel GP del Belgio in cui si era consacrata definitivamente la stella di Charles Leclerc in Formula 1.

Ricordo bene l’anno scorso. Per certi versi la situazione era simile a quella di questa stagione, seppur in maniera notevolmente ridimensionata. Dopo Budapest, la pausa estiva aveva il sapore di una boccata d’aria a cui i tifosi della Rossa non avrebbero rinunciato per nulla al mondo. La squadra di Binotto non aveva ancora raggiunto traguardi particolarmente esaltanti, anzi. Le due gare di fine estate, Spa e Monza, rappresentavano per la Ferrari la possibilità di ridare luce a una stagione opaca come la sua monoposto.

Il sabato belga non era stato dei migliori, con la morte di Hubert che aveva fatto passare in secondo piano la prima fila tutta Ferrari ottenuta nelle qualifiche. La domenica era stata dolce e amara insieme. Spinto forse dall’amico fraterno appena scomparso, il GP del Belgio dello scorso anno era stato il momento della definitiva consacrazione per la stella di Charles Leclerc in Formula 1. Il pilota monegasco sul podio era emotivamente provato, tanto, e lo si vedeva, tant’è che la gioia per la vittoria era stata pressoché nulla. Il successivo weekend di Monza non ha bisogno di descrizioni. In due parole, apoteosi rossa. Una vittoria Ferrari che mancava da nove anni diventata poi l’immagine di una stagione intera.

Le aspettative con cui si arriva a questi due appuntamenti in questo strano 2020 sono totalmente diverse. Anche in questo caso, la settimana di pausa arriva come una boccata d’aria per i tifosi italiani ma, a differenza dell’anno scorso, c’è la consapevolezza che in questi ventuno giorni di gara ci sarà da soffrire, ancora. Un anno dopo si torna a Spa e Monza, speriamo ancora nel segno di Charles.

Seguici anche su Instagram

Tutti gli articoli della rubrica: ‘La rubrica del lunedì’

F1 | Charles Leclerc, orgoglio rosso