La rubrica del lunedì | Piove sul bagnato

Dopo la sosta torna ‘La rubrica del lunedì’. Ogni settimana commenteremo il weekend appena trascorso concentrandoci su un qualcosa di particolare. Un GP del Belgio mai effettivamente iniziato, sede di una farsa sportiva che non fa bene alla Formula 1. Piove sul bagnato.

gp belgio formula 1
Foto: unknown

Quello del GP del Belgio è solitamente uno dei weekend attesi con più ansia dagli appassionati di Formula 1. Un circuito storico, uno dei più belli dell’intero calendario. Spesso sede di duelli e gare memorabili. Dal sorpasso di Hakkinen su Schumacher nel 2000 a quello di Vettel su Hamilton nel 2018. Tratti storici come Eau Rouge o Radillon.

Per questo motivo quanto successo ieri risulta ancora più difficile da comprendere. Le decisioni prese dalla direzione gara hanno fatto sì che venisse messa in piedi una ‘farsa’ che non fa bene a quella che è la storia della Formula 1. Vedere la partenza essere ritardata ogni cinque minuti, quando dagli on board e dal radar meteo si intuiva l’impossibilità di gareggiare, non ha fatto che andare contro le migliaia di persone rimaste per ore sulle tribune fiduciose di poter vedere uno spettacolo mai andato in onda.


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Due giri dietro Safety Car. Il minimo indispensabile per assegnare metà del punteggio. Piloti che si sono visti assegnare (o meno) punti in base a quanto fatto il sabato in qualifica. Ciò che resta dal weekend di Spa è un senso di generale confusione. L’occasione per voltare subito pagina è rappresentata da Zandvoort. Gran Premio di casa per un Max Verstappen fortunato nel riuscire a recuperare dei punti in classifica su Hamilton. Una Formula 1 che vede nell’Olanda il teatro perfetto per dar vita allo spettacolo a cui è abituata. Si torna subito in pista, dopo un GP del Belgio mai effettivamente iniziato, sede di una domenica che va contro quella che è la storia di questo sport.

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