Lamborghini Countach, la rinascita di un mito… Ibrido!

Con solo 112 esemplari, casa Lamborghini si prepara al rilancio di un’ auto che ha fatto la storia del marchio: la Countach

Lamborghini Countach
Foto: Lamborghini

 

Ripercorriamo un po’ la storia della Lamborghini Countach. Correva l’ anno 1971, Lamborghini, al Salone di Ginevra, presenta un’ auto che fin da subito riesce ad attirare tutte le attenzioni su di se. Questa vettura nascera’ dalla collaborazione tra la casa del Toro e Bertone, realizzata in tempi record (come sempre) dai due uomini di fiducia dell’ azienda, Stanzani e Gandini. Questo modello era LP500, conosciuta col nome di Countach. Dopo 50 anni dall’ uscita, Lamborghini decide di far rinascere una delle auto che ha fatto la storia del marchio.

Vi avevamo già parlato della nuova Countach ed ora possiamo ufficializzare il suo lancio! Il design è  futuristico,e  non è stata abbandonata l’ idea di un V12 Longitudinale Posteriore (da qui il nome LP), ma lo evolve. Ora, infatti, in associazione al motore endotermico troviamo un motore elettrico, lo stesso introdotto su una nuova serie limitata lanciata di recente nella casa di Sant’Agata Bolognese, la SIAN. Da quest’ultimo modello ne eredita sia caratteristiche tecniche che meccaniche.

Il dodici cilindri, a trazione integrale permanente della LPI 800-4, eroga una potenza di 780 CV, combinata ai 34 CV del motore elettrico, per un totale di 814 CV. Grazie a questo propulsore, l’accelerazione da 0 a 100 km/h si consuma in soli 2,8 secondi, mentre quella da 0 a 200 km/h in 8,6 secondi, con una velocità massima di 355 km/h.

Qualcosa in più sui richiami al passato… direttamente dalle parole di Mitja Borkert responsabile del Centro Stile Lamborghini

 “Sono soprattutto tre, i riferimenti al passato:  la scritta anteriore  LP500 , i fari super sottili come la stessa griglia; dalla LP 400 la forma del tetto con taglio a ‘periscopio’, che sulla Countach del ventunesimo secolo è reinterpreta con i vetri foto-cromatici. E poi dalla 5000 Quattrovalvole i quattro scarichi e i fanali posteriori a forma di esagono”.

Le parole di Maurizio Reggiani Chief Technical Officer di Lamborghini

“Come celebrare un’icona? Siamo partiti dal telaio in fibra di carbonio, che garantisce prestazioni e sicurezza e abbiamo montato il nostro motore V12 aspirato longitudinale posteriore con cambio nel tunnel centrale, abbinato al motore elettrico montato sul cambio con trazione sull’asse anteriore. Il risultato è un sistema ibrido a 48 Volt con ‘supercondensatori’, più leggeri e compatti delle tradizionali batterie agli ioni di litio: per noi la soluzione migliore per una supersportiva”.

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Raffaella Pappa

Studentessa di Giurisprudenza presso LUISS Guido Carli, amante dei motori e responsabile della redazione Automotive di F1ingenerale