Lamborghini Countach ritorna! 50 anni dopo la leggenda continua

Lamborghini Countach: la storia continua, anche 50 anni dopo…

Lamborghini Countach

La Countach è nata da un sogno“: con queste parole sui profili social di Lamborghini è stata annunciata l’uscita di una nuova versione della mitica Lamborghini Countach. “Un sogno per spingere i limiti della velocità” continua la casa di Sant’Agata “per immaginare un nuovo tipo di design, e per creare una vettura super sportiva come nessun’altra“. La nuova versione della vettura a dire il vero non si rivela in pieno. Infatti Lamborghini ha preferito inserire solo un’immagine teaser della nuova sportiva, coperta da un telo nero. Per questo motivo capire le forme dell’auto è difficile. Con ogni probabilità Lamborghini ha optato per un design simile a quello dell’originale, anche se l’areodinamica sarà ben più sviluppata. E così la casa del Toro è pronta a rilanciare il proprio brand tramite il revival di un’icona.


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Lamborghini Countach

Lamborghini Countach: il sogno proibito

Se si dovesse accostare il brand Lamborghini ad un’automobile in particolare, molto probabilmente questa sarebbe la Countach. Essa rappresentava il sogno proibito di molte persone per la grinta dimostrata nelle linee e nei numeri. Il V12 della prima versione, la LP400, erogava 375 cavalli che permettevano di raggiungere ben 309 km/h. Numeri folli per l’epoca che hanno reso speciale questa automobile. Il design risale alla firma di Marcello Gandini, designer anche della Lamborghini Miura. La particolarità della prima versione era l’assenza dello spoiler che ha poi caratterizzato le vetture successive.

Countach!

Per chiudere, ecco anche una piccola curiosità sul nome che ha caratterizzato quest’auto così iconica. Il prototipo della vettura fu portato dal signor Gandini nella sua azienda, la Bertone, da far vedere ai dipendenti. Uno di questi esclamava spesso “Countach!”, che in dialetto piemontese significa peste o contagio. L’espressione veniva però usata anche per indicare stupore o ammirazione, e così Gandini pensò che potesse essere un nome vincente. E Countach fu!

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