MASERATI: la storia

Quella che state per leggere è la storia di un Marchio Automobilistico Italiano, che porta il nome Maserati, che ha creato alcune tra auto più sportive e lussuose di sempre

CORREVA L’ ANNO 1900…

La storia della Maserati inizia in questi anni, dalla famiglia di Rodolfo Maserati. Lui era un dipendente delle Ferrovie dello stato, sposato e con sette figli, al quale trasmise la sua passione per i motori e la velocità.

Spostiamoci qualche anno più in là,  precisamente nel 1914, quando tre dei sette fratelli (Alfieri, Ettore ed Ernesto) aprirono la “Società Officine Alfieri Maserati”, un’ autofficina , in Via de’ Pepoli a Bologna, che si occupava dell’elaborazione di vetture dell’Isotta Fraschini. 

Nel 1926 i fratelli Maserati decisero di costruire la loro prima automobile, la “Tipo 26”, la prima vettura a portare il logo della Casa Automobilistica, il tridente della statua di Nettuno della fontana in Piazza Maggiore di Bologna, simbolo di potenza e di regalità. 

Questo marchio fu disegnato da Mario Maserati, il fratello artista poco legato al mondo dei motori, e suggerito dal Marchese Diego De Sterlich, grande amico della famiglia e grande sostenitore della Scuderia. 

I SUCCESSI DELLA CASA AUTOMOBILISTICA SI VEDONO SUBITO

Era il 28 settembre del 1929 quando, a Cremona, Barzacchini stabilì il record mondiale in Classe C al volante della V4, percorrendo 10km ad una velocità di circa 246 km/h. Questo record rimarrà imbattuto per quasi un decennio, fino al 1937. 

Il motore di questa vettura fu costruito istallando due propulsori da 8 cilindri in linea, messi in parallelo. Ne uscì fuori un motore V16 da 4.0 litri in grado di erogare una potenza compresa fra i 280 e i 305 CV. 

L’ auto, dal peso ridotto e potenza elevata, risultava difficile da gestire, con una  velocità di punta di circa 260km/h e consumi che si attestavano intorno ai  50 litri per percorrere 100km.


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DOLORI E GLORIE,  CESSIONE E VINCITE 

Il primo Maggio del 1937, l’ azienda venne ceduta ad Alfonso Orsi, imprenditore Modenese, il cui impero si estendeva dalle fonderie all’industria siderurgica, dalla metallurgia all’ utensileria. 

Da questa cessione nacquero due aziende; la prima, Officina Alfieri Maserati, che si occupava delle auto da corsa, la seconda, Fabbrica Candele Maserati, che si occupava della produzione di candele e batterie.

Per Maserati continuano le vittorie nelle gare. Il 30 Maggio del 1939 fu il turno della “Boyle Special” 8 CFT, che vinse la Indianapolis 500 con una velocità media di 185 Km/h. 

NUOVA SEDE E NUOVE AUTO

Il primo Settembre dello stesso anno, la sede venne spostata da Bologna a Modena, negli stabilimenti di viale Ciro Monetti. 

L’ anno successivo, nel 1940, ancora una volta al volante della “Boyle Special”, venne vinta la gara Indianapolis per la seconda volta, ad una velocità media di  quasi 184Km/h. 

Vennero messe in commercio altre auto, per esempio la 3500 GT – presentata al Salone di Ginevra nel 1957- e la Quattroporte – presentata al Salone dell’ auto di Torino nel 1963. 

Quest’ ultima, una berlina sportiva di lusso, venne accolta molto bene dalla critica, riscontrando anche i favori del pubblico. Era un’ auto elegante, dalle grandi dimensioni  e finiture di lusso. Le sue soluzioni tecniche all’avanguardia e le sue prestazioni ne fecero subito l’ oggetto del desiderio per la classe sociale più abbiente. 

L’ ARRIVO DELLA GHIBLI

Tre anni più tardi, nel 1966, venne presentata al Salone dell’ automobile di Torino  una vettura disegnata da Giorgetto Giugiaro, la Maserati Ghibli. 

Lei era la nuova interpretazione del concetto di gran turismo, un coupè a due posti. Il nome di questa vettura deriva da quello di un vento, tradizione, che se ci pensiamo un pò, si rinnova anche oggi con la Grecale. 

Maserati, con questa Ghibli, propose una vettura sportiva ma non esageratamente.  Il motore fu un nuovo progetto, basato sull’ esperienza dell’ 8 cilindri usato sulla Maserati Mexico, in grado di erogare una potenza massima di 330CV nella versione da 4.7L, a cui seguì una versione più potente con l’ arrivo del 4.9L. 

La novità di stile di questa  sportiva risiedeva nel frontale: i fari vennero realizzati a scomparsa e la calandra disegnata sottilissima. Al centro di questa, il logo della casa Maserati. 

Possiamo dire che i cambiamenti con il passato erano molto chiari.  

SIAMO NEL 1968

In questo periodo storico accadde qualcosa che sicuramente molti di voi non sapranno. Dopo alcune vicende aziendali, la Maserati viene acquisita dalla casa Automobilistica  Citroen. Questa permanenza ha vita effimera: la situazione precipita dopo soli 5 anni, quando Maserati venne posta a liquidazione.

Il marchio passò in mano ad Alejandro De Tomaso: il “restyling” del marchio spettò a Michele Spera che, nel 1983, ritoccò il marchio del tridente colorandolo di azzurro.

Agli inizi degli anni Ottanta, una nuova automobile fece il suo ingresso: arrivò la Maserati Biturbo. 

L’ auto si presentava molto elegante, con carrozzeria coupè a tre volumi e una impostazione tecnica classica (motore anteriore longitudinale e trazione posteriore). 

Sotto il cofano vi era un V6 bilatero alimentato a carburatori, con 3 valvole per cilindro e un sistema di sovralimentazione che, come suggeriva il nome, prevedeva due Turbocompressori, uno per bancata. Bella ed estremamente potente, la Biturbo raggiungeva la velocità di 215 Km/h.  

LA CESSIONE ALLA FIAT, SIAMO NEL 1993

Dagli anni ’80 ci spostiamo al 1993, anno in cui la Maserati venne ceduta alla Fiat.          La Casa automobilistica fu oggetto di un altro restyling, affidato ad Ubaldo Righi.

Cambia il marchio. L’ ovale venne allungato e fu semplificato il disegno del supporto con l’asta; fu ridisegnato anche il logotipo, con evidenti riferimenti a quello storico del 1951.

 Il TRIDENTE INCONTRA LA CASA DEL CAVALLINO

Nel 1998 venne presentata la 3200 GT, una coupè disegnata da Giorgetto Giugiaro con motore Ferrari. Questo modello diede vita all’ icona Spider, auto che segnò il ritorno della casa del tridente degli Stati Uniti. 

Una vettura molto chiacchierata, nata dalla collaborazione tra i marchi, è senza dubbio la MC12 (Maserati Corse 12 cilindri), autovettura Targa, costruita per partecipare al campionato FIA GT. 

Disegnata da Giugiaro, è un’ auto che superava i 330Km/h di velocità, con accelerazione da 0-100 in soli 3,8 sec. 

Nello specifico, la MC12 adottava il motore della Ferrari F140, un V12 da quello della Ferrar Enzo, con angolo di 65° ed una cilindrata di quasi 6.0L, in grado di erogare una potenza di 630CV.

La MC12 era equipaggiata con un cambiocorsa Maserati a sei rapporti, con selezione computerizzata che non richiedeva l’uso di frizione.

ED OGGI? 

L’ auto delle che più rappresenta lo spirito sportivo, ma allo stesso tempo elegante, di Maserati è la MC20. Lei è un capolavoro, ma vediamo il perché. Partiamo dal motore, Nettuno, che presenta soluzioni che derivano dal mondo della F1.

Il propulsore in questione è un V6, biturbo, da 3.0L, con bancate disposte a 90°. Questo motore è in grado di erogare una potenza massima di 630CV ed una coppia di 730Nm disponibili già a 3000 giri/minuto. 

Presenta due iniettori per cilindro: uno da 6 bar di pressione, indiretto, uno da 350 bar, diretto. (iniezione indiretta è utilizzata quando si hanno bassi carichi e bassi giri. Quando sono richiesti carichi e quindi prestazioni, interviene il sistema a precamera)

Qui sono presenti anche due candele: una alloggiata della camera di combustione, l’ altra nella PRECAMERA. Questa è una piccolissima camera di combustione posta tra la candela centrale  e la camera di combustione principale, il cui collegamenti avviene tramite 8 piccoli fori con geometria opportunamente calibrata. 

La miscela viene accesa inizialmente nella precamera e successivamente indirizzata verso la camera principale, dove avviene la combustione principale. 

Una seconda candela, posta lateralmente, serve a garantire la regolare combustione del motore quando non è possibile/o non è necessario l’ utilizzo della precamera. 

Con la MC20 giungiamo alla fine di questa storia lunga più di Cento anni, fatta di cessioni, vincite e tante innovazioni. Quello che ci riserva il futuro non lo sappiamo, ma una cosa è certa: Maserati riuscirà a stupirci ancora una volta.

 


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