Mick Schumacher, oltre il nome

Mick Schumacher ha recentemente vinto il campionato europeo di Formula 3. In molti sperano che Mick possa ripercorrere le orme di suo padre, ma oltre alla magia della storia che si ripete c’è il dovere di riconoscere a un ragazzo l’identità che merita.

Foto: Mick Schumacher

Il nome Schumacher basta da solo per suscitare grandi emozioni nei cuori di tutti gli appassionati di Formula 1, in particolare dei ferraristi.
Non c’è da sorprendersi quindi se da quando Mick Schumacher ha iniziato a correre la sua carriera è stata seguita con estrema attenzione dai fan e dai media.
Nel 2016 il figlio del Kaiser ha disputato la Formula 4 italiana e austro-tedesca con il team Prema, chiudendo al secondo posto in entrambi i campionati. L’anno successivo è stato quello del passaggio alla Formula 3, sempre con la Prema. La stagione d’esordio è stata complicata, con il giovane Schumacher che faticava a raggiungere la zona punti e ha concluso la stagione al 12° posto.

Il 2018 è stato l’anno dell’esplosione. Grazie a una straordinaria seconda parte di campionato il tedesco è riuscito a completare la rimonta su Ticktum, andando a vincere il titolo nell’ultimo appuntamento. Da sottolineare la serie di cinque vittorie su sei gare disputate nelle due trasferte al Nurburgring e al Red Bull Ring.

Foto: Mick Schumacher

In tanti adesso auspicano un suo arrivo in Formula 1 già dalla prossima stagione in Toro Rosso, mentre i tifosi più avventati ipotizzano già un futuro in rosso per il giovane tedesco. Il trionfo di Mick Schumacher infatti  evoca istintivamente il paragone con papà Michael, avvolgendo i tifosi in un’aura di nostalgico romanticismo che appaga l’irrequietudine tipica dell’uomo.

La tragedia che ha cambiato la vita di Michael Schumacher ha sconvolto i tifosi. Le immagini del figlio, paurosamente somigliante al padre, che festeggia sui podi di tutta Europa invitano a lasciarsi piacevolmente cullare dall’illusione della vita che si ripete continuamente,della rinascita e continuazione di una leggenda che sembrava sul punto di spegnersi.

Le coincidenze che avvalorano questo paragone non mancano. Mick ha ottenuto il primo storico successo sulla pista di SPA, lo;stesso tracciato dell’esordio in Formula 1 del padre e che tante soddisfazioni ha regalato alla sua carriera.  Prima di approdare in Formula 1 inoltre,;anche il Kaiser ha vinto il campionato di Formula 3 nel 1990, proprio come il figlio.
Mick infine il prossimo 18 Novembre disputerà il Gran Premio di Macao, andando a caccia di quella che sarebbe una tripletta leggendaria per la famiglia Schumacher, dopo;le vittorie nel 1990 e nel 1995 rispettivamente di Michael e suo fratello Ralf.

Chi si è lasciata trasportare da questa ventata nostalgica è stata anche Minttu Raikkonen, moglie di Kimi Raikkonen. Dopo le qualifiche del Gran Premio d’Italia, Minttu ha postato su Instagram un collage raffigurante Michael Schumacher al;fianco di un giovane Kimi Raikkonen e sotto la stessa scena, ma con un Kimi più in là con gli anni affiancato dal giovane Schumacher.

Per quanto sia bella l’immagine di Mick come perpetuatore delle storiche imprese del padre, bisogna anche sforzarsi di dare la giusta identità al giovane tedesco.
Mick Schumacher non può continuare la propria carriera all’ombra del padre.
Dopo la vittoria del campionato non si parla più di Mick, il figlio di Schumacher, ma semplicemente Mick.
Il neo campione della Formula 3 ha mostrato doti eccezionali oltre al peso del nome e del suo piede destro. Mick ha dimostrato di aver fatto tesoro dell’esperienza acquisita nella stagione d’esordio, sfoggiando una crescita repentina che lo ha portato verso il titolo, è riuscito a reggere alla grande pressione mediatica derivante dal chiamarsi Schumacher, ma soprattutto ha saputo trovare la forza di continuare per la sua strada dopo l’incidente che ha sconvolto la vita di suo padre e dell’intera famiglia.

Foto: Mick Schumache

Forse un giorno Mick arriverà in Formula 1, ma non bisogna mettergli fretta. Sarebbe un peccato sprecare un talento come il suo per una scelta avventata.
Se continuerà per la strada intrapresa, Mick ha tutte le carte in regola per far parte della generazione che con ogni probabilità darà spettacolo in Formula 1 nei prossimi anni con i vari Verstappen, Leclerc, Russel e Norris , passando così dall’essere ricordato come “il figlio di Schumacher” a Quick Mick.

Rubrica Fellon | Prendiamo il Toro per le Corna

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Lavoro nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.