Minardi Day | Intervista esclusiva a Giancarlo Minardi

Protagonista da vicino della quarta edizione della manifestazione organizzata all’Autodromo di Imola dai fratelli Minardi, F1inGenerale ha voluto raccontarvi l’esperienza dell’annuale ritorno in pista delle monoposto dello storico team faentino attraverso le parole di Giancarlo Minardi, che ci ha concesso riflessioni di commento alla manifestazione e alla Formula Uno di ieri e di oggi.

Giancarlo Minardi, ultimo a destra, premiato oggi dal Formula One Gran Prix Drivers Club – Foto: Isabel Iuliano

Ci piacerebbe iniziare con un breve commento sulla manifestazione. Come sta andando questa quarta edizione?

Posso certamente affermare che la manifestazione sta crescendo anno dopo anno, sia qualitativamente che quantitativamente. L’attività in pista e gli eventi collaterali che hanno animato  l’autodromo in questi due giorni sono riusciti a portare ad Imola un numero maggiore di visitatori rispetto allo scorso anno.
Questo è sicuramente un motivo di orgoglio e soddisfazione, in quanto implica che io e i miei fratelli abbiamo svolto un buon lavoro, cercando di procurare un’immagine ancora più accattivante all’evento. Giancarlo Minardi

Abbiamo avuto un ottimo riscontro anche a livello di espositori e promozioni. Essendo la manifestazione cresciuta nel corso del tempo, chi sceglie il Minardi Day per promuovere i propri prodotti, libri o opere d’arte è ormai certo di poter avere una eco interessante. Ciò vuol dire che l’evento è attualmente in grado di dare un ritorno a chi decide di investirci, e anche questo non può che rappresentare un motivo di orgoglio per noi.

Associato al Minardi Day ci sarà quest’anno anche l’Ayrton Day. Le sei vetture che Ayrton ha reso celebri sono già presenti nel paddock in questi giorni. Ci può dire qualcosa in più su queste monoposto?

Partendo dalla monoposto più vecchia, la Williams FW08C del 1983, la prima vettura di Formula 1 che Ayrton guidò durante alcuni test nel 1983, posso dire che sarà guidata da Pierluigi Martini. Le due McLaren presenti saranno invece statiche, a causa di problemi legati al totale rifacimento del motore. Ad ogni modo, chi verrà ad onorare il grande uomo che Ayrton è stato avrà modo, oltre alle vetture in pista, di poter ammirare le splendide foto della mostra “Simply the best” curata dal maestro e caro amico di Senna Angelo Orsi e da Mirco Lazzari; oltre a questa ci sarà una mostra pittorica con Ayrton come protagonista. Giancarlo Minardi

Passando invece alle sue Minardi, che emozione fa vederle tornare in pista ogni anno qui ad Imola in occasione del Minardi Day?

È per me un grande piacere, in quanto innanzitutto vuol dire che i collezionisti credono nell’investimento sulle monoposto Minardi. Ed è dunque bello ed emozionante vedere in azione in pista due o tre dei miei figli. Giancarlo Minardi

Vorremmo ora soffermarci su un periodo interessante della storia della Minardi: nel 1990 lei prese accordi con Cesare Fiorio, allora direttore sportivo della Ferrari, per la fornitura di motori per il 1991. L’obiettivo era quello di poter creare una sorta di junior team, anticipando quello che oggi vediamo copiosamente in Formula Uno. Purtroppo le cose, complice anche il prematuro abbandono della scuderia da parte di Fiorio, non andarono in quella direzione. Ci può dire qualcosa a riguardo?

In quel periodo manifestai il desiderio di far crescere il team, e mi rivolsi al migliore direttore sportivo del tempo, Cesare Fiorio. Come sapete, l’uomo che ha il compito di dirigere una squadra rappresenta la squadra stessa, ed una volta venuto via le cose non possono più essere come prima. Ma posso affermare senza dubbi che Fiorio abbia portato in Minardi la sua esperienza e la sua estrema preparazione. Il suo contributo è stato fondamentale per lo sviluppo di una nuova e più efficiente organizzazione aziendale, ed ha svolto un ruolo importante anche per la mia carriera professionale. Giancarlo Minardi

Pensa che se Fiorio fosse rimasto in Ferrari si sarebbe potuta avere prima una collaborazione simile a quella che attualmente sussiste tra il team di Maranello e l’Alfa Romeo Racing?

Difficile saperlo con certezza, ma probabilmente sì. Cesare credeva in uno junior team, dunque penso di sì. Posso dire che la scelta attuale di Ferrari, che io condivido in pieno, è una scelta un po’ in ritardo, sebbene io sia un sostenitore dei costruttori. Sono dell’idea che i costruttori debbano sempre esserci, e non dovrebbero formarsi team cloni. Sono dunque molto più favorevole alla dinamica degli junior team; questo perchè è proprio in una squadra satellite che è possibile per una scuderia maggiore poter formare i propri ingegneri, meccanici e piloti di domani. Se invece si formano dei cloni, è normale che un percorso di crescita simile sia praticamente impensabile.

Passando invece alla Formula Uno di oggi, come vede la massima serie dopo il 2021?

Ovviamente non posseggo una sfera di cristallo per poter guardare nel futuro; dunque l’unica cosa che posso qui palesare è la mia speranza che chi è attualmente seduto al tavolo delle trattative tenga conto delle esigenze presenti, per rendere la classe regina ancora più interessante. Giancarlo Minardi

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