Moto3 | Arbolino: “Non ho mollato fino alla fine”

Tony Arbolino commenta la sua ultima stagione in Moto3 e il titolo mancato per un soffio, svelando le sensazioni sul suo 2020.

 

Arbolino Moto3
Credit: Virgilio.it

Avrei potuto anche vincere il Mondiale, ma forse non è dipeso solo da me. Inizia così il racconto della stagione di Moto3 che Tony Arbolino ha fatto su Dazn. Il pilota italiano ha lottato fino all’ultimo per provare a conquistare un Mondiale che però è finito nelle mani di Arenas, viziato anche da alcuni episodi che hanno danneggiato la stagione di Arbolino. Nell’intervista l’ormai ex pilota del Team Snipers ha rivissuto questi episodi, raccontando anche i momenti più dolci come la vittoria a Valencia.

“Stagione condizionata dagli eventi”

Arbolino ha cominciato parlando del GP della Repubblica Ceca: “A Brno è iniziata la mia rivalità con Arenas. La gara è stata condizionata dai contatti, ma uno in particolare è stato decisivo. Arenas mi ha fatto perdere la gara volontariamente, forse mi vedeva già come un rivale scomodo. Non dico che sia stato sporco, ma ha giocato d’astuzia, devo ammettere che mi ha fatto rosicare un po’.”


Ad Aragon invece è andato in scena l’episodio che più di tutti ha condizionato il Mondiale di Arbolino. Il lombardo è stato escluso dal GP per un presunto contatto con un individuo positivo al Covid-19 durante il viaggio in aereo. “Mi hanno messo in una casa ad un chilometro dalla pista. Non auguro nemmeno al mio peggior nemico di sentire i rumori della gara senza poter correre. Pensandoci, è stato determinante per il Mondiale”, ha detto Arbolino.

Ma la stagione di Tony è stata segnata anche da momenti belli e da battaglie che chi hanno fatto divertire. “Il weekend del GP di Catalunya è stato speciale, perchè partivo dalla pole e avevo appena firmato il contratto per passare in Moto2 ha detto Arbolino. “Sapevo di dover fare un risultato importante, anche perchè Arenas non era in ottime condizioni. Alla fine non sono riuscito a vincere, ma ho comunque recuperato 20 punti su Arenas.”

“Mi sono giocato il Mondiale fino all’ultimo”

A Valencia ho ottenuto l’unica vittoria del 2020” ha continuato a raccontare Tony. “La sera prima avevo solo un obiettivo in mente, perchè se avessi voluto arrivare all’ultima gara a giocarmi il titolo avrei dovuto vincere per forza. Nel giro di qualche curva curva da diciassettesimo ero già diventato quinto, ma il primo aveva preso quasi 3 secondi di distacco. Con tanta forza di volontà sono riuscito ad andarlo a prendere, l’ho passato e rimanendo freddo ho addirittura allungato su di lui. È stata un’esplosione dentro di me, il momento più bello, volevo dimostrare il mio valore all’ultima gara.

Effettivamente a Portimao Arbolino ha dato prova della sua abilità, con una gara in rimonta davvero esaltante. “È stata una gara incredibile, partivo dal fondo mentre Arenas e Ogura erano davanti. Non mi ricordo nemmeno i primi giri da quanto ero concentrato e carico per riuscire ad arrivare davanti a loro. Sapevo che era difficile, ma qualcosa dentro di me mi faceva ancora credere di potercela fare, non volevo mollare. In un circuito nuovo come Portimao è stato davvero complicato superare e partendo indietro ho faticato con le gomme alla fine della gara. Ho cercato anche un contatto con Arenas per sfidarlo psicologicamente, ma non ha funzionato. Alla fine ho chiuso quinto, non abbastanza per vincere il Mondiale.”

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