Moto3 | GP Olanda: Sasaki trionfa al termine di una gara comandata a lungo da Guevara

Ayumu Sasaki trionfa nel GP di Olanda al termine di una gara a lungo comandata da Guevara. Garcìa, partito nelle retrovie, termina con la terza posizione finale. Amaro in bocca per Suzuki, che chiude quarto al Photofinish.

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La Moto3 ha inaugurato la domenica del GP di Olanda con la propria gara. La classe minore arriva al termine del suo weekend di gara con una classifica generale che vede Sergio Garcìa comandare con 166 punti, seguito a sette punti di distanza dal compagno di team Guevara. Più lontano, a cinquantuno punti di distacco, si trova Foggia. Più staccati, invece, Masia, Oncu e Sasaki.

In quanto allo schireamento, questo weekend non è presente in pista Matteo Bertelle che, dopo l’infortunio al ginocchio subito al Sachsenring, è stato sostituito da Luca Lunetta.

La giornata di venerdì è stata l’unia dove la pioggia ha fatto capolino sulla pista olandese. Le FP1, corse sotto un forte acquazzone, ha visto il rookie Munoz conquistare la migliore prestazione, davanti a Oncu e McPhee. Nel pomeriggio, seppur con tempi di tre secondi più bassi, la pista si presentava ancora bagnata e, nelle rinnovate condizioni, è stato nuovamente Munoz ha girare più veloce di tutti. A seguire nei tempi Munoz è stato il duo nipponico Suzuki-Yamanaka.

Il sabato, con pista asciutta, le carte si sono rimescolate e hanno permesso il ritorno dei migliori nelle posizioni più nobili. Nelle FP3 Guevara ha girato in 1.41.526 precedendo i due avversari mondiali Foggia (a tre centesimi) e Garcia (a due decimi e mezzo). Munoz, anche su pista asciutta, ha dimostrato di avere la garra giusta e ha chiuso le terze Prove Libere con il quarto tempo e precedendo piloti del calibro di Suzuki e Sasaki.

Il Q1 delle Qualifiche non ha visto esclusioni eccellenti, ma ha promosso alla seconda sessione Holgado, Fernandéz, Artigas e Nepa. La lotta per la Pole, successivamente, si è risolta con Sasaki che, grazie a un giro chiuso in 1.41.296,  ha conquistato la migliore prestazione. Insieme a lui, sono partiti oggi dalla prima fila Suzuki e Guevara. Hanno occupato la seconda fila  Munoz, Foggia e Masia, mentre la terza fila ha visto Fernandéz, Fellon e Artigas come inquilini.  In fondo alla griglia decisa dal Q2 troviamo, dalla quindicesima alla diciottesima casella, Migno, Rossi, Oncu e Garcìa.

Sintesi GP Olanda Moto3


Il GP di Olanda Moto3 si è corso sotto un cielo sereno, con temperature di 20°C per l’atmosfera, e di 27° per l’asfalto

Holgado, dodicesimo in griglia, ha dovuto scontare un Long Lap Penalty per essere caduto nella stessa curva in cui era precedentemente caduto un altro pilota e, di conseguenza, in regime di bandiera gialla nel corso delle Qualifiche.

Alla partenza Munoz  attacca subito Suzuki che, però, all’esterno, transita primo davanti proprio al rookie e a Sasaki. Garcìa rimane nelle retrovie, mentre Foggia sale subito in quinta posizione. Alla otto Guevara entra su Munoz, ma va lungo in uscita e scende fino alla quinta posizione.

Giro 2 – Le prime posizioni erano occupate dai seguenti piloti: Suzuki, Sasaki, Guevara, Munoz, Foggia, Fernandéz, Kelso, Masia, Garcìa e Holgado. Alla tre attacco di Sasaki, Guevara e Munonz su Suzuki che, successivamente, si riprende la terza posizione sul pilota BOE.Nelle curve veloci del T4 Guevara affonda su Sasaki all’esterno, ma deve demordere. Il sorpasso, poi, arriva alla chicane finale dove sale in prima posizione.

Giro 3 – Alla uno Masia attacca e sopravanza Foggia per la sesta posizione. Davanti, invece, succede di tutto: dopo il T2 la classifica vedeva Guevara primo, seguito da Suzuki, Munoz, Suzuki e Sasaki. Alla chicane finale, però, Suzuki risale in seconda posizione. Holgado sconta il Long Lap e precipita in ventiduesima posizione.

Giro 5 – Giro veloce per Garcìa in 1.41.564, segnando un nuovo record della pista in gara. Dopo la bagarre dei primi giri, la situazione si stabilizza con Guevara inseguito da Suzuki, Sasaki, Munoz e Masia. Nel T4, però, le carte si mescolano nuovamente, con Suzuki che scende in settima posizione, dietro anche a Foggia e Garcìa. Alla curva 5, invece, termina la gara di Bartolini e del team Avintia,

Giro 5 – Termina la gara anche di Ogden, questa volta la caduta avviene alla sette. Alla famosa chicane Suzuki recupera una posizione su Garcìa e torna sesto.

Giro 6 – I primi quattro (Guevara, Sasaki, Masia e Munoz) arrivano a quattro decimi di vantaggio sulle due Leopard che precedevano Garcìa e Fernandéz. Nel corso del giro, poi, arriva una pioggia di Long Lap che vede coinvolti Lunetta, Moreira, Yamanaka e, soprattutto, per Foggia. Il pilota Leopard è stato reo di aver tagliato l’ultima chicane.

Giro 8 – Si richiude il distacco tra i primi e le due Leopard. Suzuki torna subito in seconda posizione, mentre Foggia attende l’ultimo giro utile per fare il Long Lap Penalty salendo in quinta posizione.

Giro 9 – Suzuki viene superato alla uno da Sasaki e, alla tre, risponde al connazionale rispendendolo nell’ultima posizione da podio. Il gruppone dei primi vede Un distaccodi nove decimi tra Masia e Garcìa.

Giro 10 – Foggia sconta il Long Lap e rientra in tredicesima posizione, davanti a un duo di piloti a cui viene comminata la stessa penalità: Migno e Ortolà. La chicane è ancora negativa per Suzuki, che passa dal poter attaccare Guevara, a dover chiudere il gruppo in quinta posizione.

Giro 11 – Suzuki risponde nel T3 e ritiorna in quarta posizione superando per l’ennesima volta Munoz e, alla chicane, anche su Sasaki.

Giro 12 – Gran giro per Mcphee in sesta posizione che, grazie anche alla bagarre tra i primi, porta il suo gruppo a soli quattro decimi dai primi che erano arrivati ad avere addirittura un secondo e due di vantaggio. Alla dodici Suzuki torna nuovamente in quinta posizione, venendo infilato dal rookie del gruppo dei primi che, poche curve dopo, viene infilato anche da Masia. Alla chicane, invece, Suzuki torna a sopravanzare Sasaki.

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Giro 13 – Sasaki risponde al connazionale alla uno e lo rispedisce fuori dal podio virtuale. Foggia, rientrato in nona posizione, riesce a beneficiare del ricompattamento del gruppo e inizia la rimonta superando Garcìa con agilità. Più indietro, piove sul bagnato nella gara di Migno che, in tredicesima posizione e dopo aver scontato un primo Long Lap Penalty, gliene viene comminato un secondo.

Giro 14 – Record assoluto della pista per McPhee in 1.41.190. Nel gruppo dei primi, oltre alla classica posizione di Guevara, Sasaki e Mcphee si sono messi all’inseguimento del pilota Aspàr. Munoz li insegue precedendo le due Leopard.

Giro 15 – Munoz si pone a sandwich tra le due moto dello Sterilgarda Max Racing ma, nel T4, perde diverse posizioni, arivando in quinta posizione e, alla chicane finale, subendo un doppio attacco da Foggia e Masia. Munoz va anche lungo alla chicane e arriva a rischiare quantomeno un Track Limits Warning,

Giro 17 – Sasaki si francobolla a un Guevaras che, però stacca sempre al limite, limitando al massimo le occasioni in cui subire un sorpasso.Alla dodiciFoggia infila McPhee che, subito dopo, viene anche passato da Munoz. Suzuki alla tredici attacca Sasaki che, immediatamente si riprende il ruolo di diretto inseguitore dell’imprendibile Guevara. Alla chicane finale Foggia prova anche a insidiare il compagno di squadra che, però chiude ogni porta possibile.

Giro 18 – Alla uno Munoz attacca Foggia mandandolo all’esterno. Il romano anticipa il rientro passando sul cordolo ma subisce una perdita di grip al posteriore e viene sbalzato fuori dalla sua moto finendo poi a terra. Finisce così, nuovamente nella ghiaia, la gara di Dennis Foggia che vede ulteriormente allontanarsi il titolo iridato.

Giro 19 – Migno, scontato il terzo Long Lap Penalty (gliene erano stati comminati due per aver sbagliato a scontare il primo),  si trova a navigare in ventiduesima posizione.  Davanti Guevara prende quasi quattro decimi sugli inseguitori che, grazie anche a un Munoz estremamente aggressivo ma sempre regolare, continuano nella bagarre che li interessa.

Giro 20 – Guevara comandava su Sasaki che, alla tre, affonda sul leader che, però risponde alla cinque. Sasaki incrocia subito la traiettoria e riprende la leadership. I primi due vengono seguitida Masia che, nel T2, subisce l’affondo anche di Suzuki. Dietro di loro McPhee, Garcìa, Munoz, e Artigas. Alla chicane Guevara riprende poi la vetta della classifica.

Giro 21 – Suzuki è stato il più costante in gara, con un ritmo alto tenuto per tutta la gara. Nelle prime curve si ripropongono gli attacchi di Sasaki su Guevara che, però, transita nuovamente primo a metà giro. Nell’ultimo settore, poi, Sasaki riprende la posizione di vetta e, alla chicane, anche Foggia sorpassa il pilota che ha comandato a lungo la gara.

Ultimo giro – Dalla uno alla tre Guevara perde altre due posizioni a favore Masia e Munoz. Foggia sorpassa anche Sasaki aprendo una bagarre tutta nipponica per la vittoria finale. A fondo gruppo, invece, Munoz fa la frittata che stava preparando da tutto l’ultimo quarto di gara: il rookie esagera in staccata alla nove su Masia, gli si chiude l’anteriore e tira giù lo spagnolo di KTM. McPhee, spettatore non pagante della caduta, chiude i freni di getto e finisce anch’egli a terra. Guevara infila alla penultima curva Suzuki. Il giapponese prova poi a rispondere invano alla chicane dove, in uscita, viene anche sopravanzato per pochi millesimi da Garcìa.

Sasaki, anche grazie alla bagarre finale tra Suzuki e le due GasGas, vince il GP d’Olanda Moto3. Il giapponese vince nel giorno del compleanno del suo capo Max Biaggi. Guevara e Garcìa sfruttano al massimo la caduta di Foggia concludendo entrambi sul podio. Grande amaro in bocca per il team Leopard che perde Foggia e vede Suzuki beffato al Photofinish.

Chiudono la top ten: Artigas, Holgado, Nepa, Yamanaka, Oncu e Toba. Qualche punto, invece, per Rossi, Ortolà, Fellon, Tatay e uno strepitoso Migno che, nonostante diversi errori e tre Long Lap, chiude in zona punti.

GP Olanda Moto3
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La Moto3 si prende ora una pausa e tornerà in pista il 7 agosto prossimo a Silverstone.

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Mattia Lisa

Studente di storia, appassionato di motori e speaker radiofonico