MotoGP: Cara Dorna, forse siamo andati troppo oltre?

Domenica sera si è svolta la gara più surreale mai vista nella storia delle due ruote. Per quasi un’ora si sono viste scelte insensate della Dorna e piloti che si sentivano forti nel fare sorpassi al limite del regolamento e della pericolosità.

Il protagonista indiscusso è stato Marc Marquez.

Già il venerdì, durante le prove libere, ha fatto un sorpasso molto aggressivo su Vinales. Se lo spagnolo non si fosse rialzato dalla sella, sarebbe caduto sul prato.

In griglia gli si era spenta la moto e pur di non rientrare ai box ha fatto tutta la pista in contromano, sino a che non si fosse riaccesa. La cosa più strana sono stati i piloti e il pubblico che lo guardavano come se niente fosse.

Risultato? In gara ha dovuto scontare un ride through

Il sei volte campione del mondo, indiavolato come pochi, ha fatto una rimonta aggressiva…forse troppo. Su Aleix Espargaro è entrato dentro come un fucile, facendo quasi cadere il suo connazionale.

L’apocalisse giunge nel momento in cui arriva su Rossi. Il pilota Honda aveva talmente tanto “manico” in più rispetto all’italiano che poteva fare il sorpasso in qualunque punto della pista Forse per la sua eccessiva foga, forse per incoscienza, fa un sorpasso al limite sull’italiano portandolo (involontariamente o meno) sull’erba, facendolo cadere.

Apriti cielo. Tutti i tentativi per nascondere l’odio tra le due parti è risultato vano. L’italiano della Yamaha, durante l’intervista alla stampa internazionale, ha scagliato parole taglianti e dure nei confronti dello spagnolo, facendo palesare che la questione del 2015 non fosse passata in cavalleria.

Questa brutta vicenda però ha un responsabile, la Dorna e la Race Direction.

Già dalla partenza lo spagnolo col numero 93 doveva essere squalificato, poiché era andato contro la norma che diceva che il pilota, se gli si spegnesse la moto, deve partire dai box. È ovvio che Marquez, quando ha visto le moto si era riaccesa, ha fatto “finta di nulla”, mettendosi subito al suo posto. Era altrettanto ovvio che la Dorna gli dovesse dare bandiera nera.

Nella, ormai, famosa gara Argentina sono state omesse anche altre situazioni da sanzione. L’entrata assurda di Zarco su Pedrosa, quando ancora c’erano zone bagnate in pista. Oppure Petrucci su Espargaro, quando l’italiano ha sorpassato brutalmente lo spagnolo.

Si può dedurre come la MotoGP, classe che dovrebbe essere presa come modello, sembri un pò “giochi senza frontiere”, ossia senza l’esistenza del Fair Play.

Questa situazione dovrebbe risolverla la Dorna.

In Formula 1 episodi del genere non ci sono, poiché la FIA fa seri provvedimenti, per far capire agli altri piloti che tali atteggiamenti non vengono accettati.

In questo momento il capo del motomondiale è evidentemente assoggettato dalle grandi personalità dei piloti e dei manager.

Sul discorso di Rossi concordo sul fatto che portando così avanti il limite ci si potrebbe far male. Questa potrebbe essere una conseguenza, poiché un pilota che va a 300 km/h deve sempre avere un limite e un controllo.

Siamo solo alla seconda gara, e questo è preoccupante, perché avranno l’arduo compito i manager e i team placare gli animi e riportare quel clima che si viveva prima di domenica scorsa, seppur apparente.

Il compito della Dorna, ora, è quello di riprendere il controllo ed emettere sanzioni pensanti verso coloro che sono andati oltre. Solo così si ritornerà ad avere gare pulite e spettacolari.

Foto e video: MotoGP

 

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Nicoletta Floris

***NON COLLABORA PIÙ CON F1inGenerale*** Studentessa di economia appassionata al mondo del motorsport (specialmente Formula 1 e MotoGP). Blogger della pagina Instagram (laragazzadelmotorsport).