MotoGP | GP Austria – Rossi: “Servono i fatti”

Rossi non riesce a superare nemmeno la Q1 dopo la brutta prestazione delle prove libere e cosi dovrà partire 14°. In seguito a questo, oggi sono giunte delle scuse ufficiali ai piloti Yamaha da parte del team. Sintesi delle qualifiche

Il dottore è molto amareggiato per la prestazione di oggi in qualifica. Dopo la gara ecco cosa ha detto nella zona interviste prendendo atto delle scuse ufficiali della Yamaha:

“Prendo queste scuse in maniera molto positiva, ringrazio Tsuya per averlo fatto” – dice – “però, più che delle scuse, abbiamo bisogno di mettere a posto la nostra moto. Servono risultati in breve tempo perché al momento siamo in ritardo rispetto a Honda e Ducati”.

Continua, specificando nuovamente che il problema principale della M1 sta nella componente elettronica: “ovviamente sto parlando del problema elettronico e mi piacerebbe fare un passo in avanti prima della fine della stagione. Secondo me la base di questa moto è buona, parlo della parte meccanica, e, se migliorassimo l’elettronica, non avremmo nulla da invidiare a Honda e Ducati”.

“Non so cosa sia successo negli ultimi anni, ma fino al 2015, quando usavamo il software sviluppato internamente, eravamo a posto. I problemi sono nati nel 2016, con l’arrivo della centralina unica; penso che i nostri tecnici fatichino a dialogare con il software Magneti Marelli”.

Rossi ribadisce anche che la Yamaha è rimasta indietro rispetto a due top team come Honda e Ducati: “io so che lo scorso anno non mi piaceva il telaio della M1, mentre quello attuale va molto bene. Noi non siamo riusciti a fare quel passo in avanti sull’elettronica, come invece hanno fatto Ducati e Honda. Questo è il nostro problema”, afferma.

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