MotoGP | GP Emilia Romagna – Vinales, l’importanza di una vittoria per ritrovare se stesso

Il GP di Emilia Romagna porta Vinales ad  un solo punto dalla vetta del mondiale e gli fa raggiungere il connazionale Criville nella classifica dei podi concquistati in carriera. Ma prima delle statistiche, questa vittoria ci lascia un Vinales con il morale alle stelle che può essere un serio candidato al titolo iridato.

 

Vinales GP Emilia Romagna
Tutta la grinta di Vinales. Credits: Yamaha MotoGP

Il GP di Emilia Romagna di ieri ci ha consegnato un redivivo Maverick Vinales. Il mondiale del pilota Yamaha era iniziato bene, due secondi posti nelle due gare di Jerez. Unico lato negativo, entrambe le vittorie erano state conquistate da Fabio Quartararo. Il francese era riuscito a mettere subito nell’ombra Vinales, suo futuro compagno nel team ufficiale della casa di Iwata. Già, futuro compagno di box, stesso team, stessa moto.

Vinales si è così ritrovato in breve tempo dall’essere considerato il futuro della Yamaha all’essere il compagno di squadra del nuovo enfant prodige del motomondiale. Un bello smacco. Mettiamoci anche che che la moto con cui Quartararo lo ha battuto è di un team clienti e la situazione si fa ancora più buia.

Dopo Jerez, la stagione di Vinales ha continuato a prendere una piega sempre più negativa. 14° a Brno e unica Yamaha fuori dalla top 10, faticando incredibilmente anche solo a racimolare qualche punto.

Nel doppio weekend austriaco il punto più basso: tralasciando i problemi della Yamaha su un circuito veloce come il Red Bull Ring, Vinales ha rischiato due volte in una settimana di farsi davvero molto male, per essere ottimisti.

Nel GP d’Austria viene letteralmente sorvolato dalla carcassa della moto di Zarco di pochi centimetri. Alla ripartenza dopo la bandiera rossa la frizione della sua moto mostra subito problemi, costringendolo ad un 10° posto finale.

Una settimana dopo, nel GP di Stiria, sono i freni a causare problemi alla Yamaha di Vinales. Problemi che porteranno ad uno spaventoso incidente, con lo spagnolo costretto a lanciarsi dalla moto a 220 km/h per evitare conseguenze ben più gravi.

Dopo due settimane di pausa, servite a rimettere insieme i pezzi della moto e del morale di Maverick, arriva il momento della “doppia” di Misano. Il sabato del GP di San Marino, Vinales e Yamaha sembrano essersi messi alle spalle i fantasmi austriaci, infatti arriva la pole con tanto di record della pista.

Ma la domenica la situazione è diversa. Vinales parte malissimo, si ritrova subito 5° e conclude in 6° posizione una gara complicata, in cui non ha mai trovato feeling con la moto e senza essere mai in lotta per il podio. Dopo la gara dirà di sentirsi “frustrato”, accusando la Yamaha di non sapergli fornire una moto competitiva. Sembrava quasi di essere giunti ad un punto di rottura tra le due parti, ma in MotoGP il tempo per rimuginare su errori passati è poco.

Due giorni dopo, infatti, si scende di nuovo in pista. Sul circuito romagnolo vanno in scena i test e a fine giornata, davanti a tutti c’è proprio Maverick Vinales. Poi la visita al Ranch di Valentino, per allenarsi e magari provare anche a distrarsi un po’.

Arrviamo quindi al GP di Emilia Romagna. Al sabato va in scena una fotocopia della settimana prima, pole e nuovo record del circuito per Top Gun. Sulla gara di ieri c’è poco da dire: Vinales è in gran forma, ma Bagnaia lo è di più. Quando Pecco cade, lo spagnolo non deve far altro che ringraziare e tagliare il traguardo in solitaria.

Vinales GP Emilia Romagna
L’abbraccio con il team. Credits: Yamaha MotoGP

Una liberazione per Maverick, zittisce tutti, si libera di tutte le critiche e le cattiverie che gli sono state dette in questi mesi. Ma forse la maggior parte di quelle critiche erano nella sua testa, brutti pensieri nella mente di un pilota che spesso si è dimostrato troppo emotivo.

Quest’anno le pressioni sono tante, con Marquez fuori dai giochi è obbligatorio arrivare almeno a contendersi fino in fondo il mondiale. Ma il nuovo gioiellino di Yamaha Quartararo non aiuta, Dovizioso sicuramente vorrà provare a vincere quel titolo che negli ultimi anni ha solamente sfiorato per salutare Ducati. Poi Suzuki e KTM, che si stanno dimostrando sorprendentemente competitive.

Ma Maverick non può pensare a questo. Non deve, non può cedere alla pressione, non quest’anno. Senza Marc Marquez, Vinales ha l’occasione migliore per fregiarsi del titolo di campione, per non dover più temere di accollarsi la nomina pesante di “incompiuto”.

Perchè vincere piace a tutti, ma a Maverick serve come l’aria, per non rischiare di offuscare un talento cristallino da tanti, troppi pensieri inutili.

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