MotoGP | GP Italia – Oliveira: “Vorrei che questo sport non fosse così crudele”

Miguel Oliveira conclude il GP d’Italia al Mugello con una ottima seconda posizione resistendo nel finale all’assalto di Mir. Per la KTM è il primo podio stagionale, dedicato alla memoria di Jason Dupasquier.

Oliveira GP Italia
Foto: KTM Factory Racing

Il GP d’Italia segna il ritorno della KTM nelle posizioni alte della classifica grazie alla ottima prestazione di Miguel Oliveira. Il pilota portoghese, in sella alla RC16 #88, ha portato alla casa austriaca la prima soddisfazione stagionale cogliendo un’ottima seconda posizione.

Il week-end della KTM era già partito bene dalle qualifiche. Per la prima volta durante questa stagione le due moto austriache avevano ottenuto l’accesso diretto alla seconda sessione di qualifiche. Le buone sensazioni hanno trovato riscontro anche durante la gara.

Oliveira ha sfruttato l’errore che ha estromesso Bagnaia dalla gara, per agguantare una posizione da podio già nelle prime fasi della corsa. L’ottimo ritmo del pilota portoghese gli ha, poi, permesso di superare la Ducati di Zarco e di conquistare la seconda posizione. Nelle fasi finali, il motore della sua RC16 gli ha permesso di contrastare l’assalto di Mir che era in rimonta con la sua Suzuki.

Per aver ecceduto i limiti del tracciato, Oliveira è stato inizialmente penalizzato di una posizione proprio ai danni di Mir. La seconda piazza è stata successivamente restituita al portoghese della KTM poiché anche lo spagnolo della Suzuki ha pizzicato la zona verde della pista, eccedendo i limiti del tracciato.

Le parole di Miguel Oliveira

Nonostante il grande risultato ottenuto in questo GP d’Italia, Oliveira non è in vena di festeggiamenti. I suoi pensieri sono rivolti alla famiglia di Jason Dupasquier, giovane pilota svizzero che ha perso tragicamente la vita questa mattina dopo il tragico incidente avvenuto nel corso della qualifica della Moto3.

“Abbiamo fatto una buona gara. Tutto il week-end è stato molto buono per noi. Sapevo di avere uno dei ritmi di gara migliori ma, all’inizio, non sono riuscito a spingere sulla gomma anteriore dura che avevo scelto. Sono stato cauto all’inizio ma poi ho visto che Zarco iniziava a rallentare un po’. Sono riuscito a superarlo e anche a resistere agli attacchi di Mir.”

“Mantenere la concentrazione è stato difficile per tutti oggi perché Jason se ne è andato. Avrei voluto salire sul podio in circostanze diverse. Ovviamente non possiamo essere felici. I miei pensieri sono con la famiglia di Jason Dupasquier. Vorrei che questo sport non fosse così crudele, però è quello che amiamo. Auguro il meglio alla sua famiglia.”

Nel retro podio la discussione si sposta sul tema della pericolosità della Moto3 e della MotoGP, vista la velocità raggiunte dalle moto in pista durante questo week-end.

“La Moto3 è una categoria in cui si sta andando troppo forte. So che è bello per lo spettacolo ma per i piloti è molto difficile perché le lotte tra di loro sono molto pericolose. Cambiare in questa categoria è difficile perché la scia fa tanta differenza e tutti cercano un riferimento per cercare di andare un po’ più forte. Quando siamo su piste in cui non vedi l’uscita di alcune curve se qualcuno cade è difficile evitarlo. In questi ultimi anni tutte le fatalità in pista sono avvenute a causa di incidenti del genere.”

“In MotoGP oggi siamo stati quasi un secondo al giro più veloce del 2019. Stiamo andando forte. Cerchiamo di stare tutti in sicurezza. Questo è un discorso molto complicato da affrontare.”

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