MotoGP – Gran Premio Qatar: l’anteprima Brembo

Archiviata la sosta invernale, la MotoGP riparte come da tradizione in notturna dal Qatar. Questo weekend il Losail International Circuit ospiterà il primo appuntamento del Campionato del Mondo 2018. Qatar freni

Situato a 23 km a nord di Doha, il tracciato è costato 60 milioni di dollari statunitensi ed è stato inaugurato nell’ottobre del 2004.

Il circuito del Qatar non presenta particolari problemi di temperatura perché la gara prende dopo il tramonto del sole. Nel 2017 la temperatura dell’asfalto era di 22 gradi mentre nel 2015 ha raggiunto i 28 gradi.

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti della MotoGP, il Losail International Circuit rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni.

In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, eguagliato da altre 8 piste. La valutazione è però inferiore a quella delle altre 3 piste asiatiche del Mondiale.

 

L’impegno dei freni durante il GP

Le 16 curve della pista richiedono l’intervento dei freni in ben 13 punti, record del Mondiale condiviso con Austin: a Phillip Island, invece, le frenate sono appena 6 per giro. Per questa ragione dalla partenza alla bandiera a scacchi i piloti si servono dei freni 286 volte, valore inferiore solo alle 297 frenate di Jerez.

Così come ad Austin, i freni sono in funzione per oltre 37 secondi al giro. In Qatar i freni vengono usati per poco meno di 14 minuti, equivalenti a quasi un terzo di gara. La decelerazione media di 1,16 g è invece in linea con quella della maggioranza delle piste del Mondiale.

Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 14 quintali. Per fare un paragone con la Superbike, sono oltre 6 quintali in più del carico complessivo sulla leva esercitato da Jonathan Rea in gara 1 dell’ultimo round in Thailandia.

Le frenate più impegnative

Delle 13 frenate del Losail International Circuit 3 sono considerate altamente impegnative per i freni mentre 4 sono di media difficoltà e 6 sono light.

Complice il rettilineo di 1.068 metri che la precede, la frenata alla prima curva dopo il traguardo è la seconda più difficile dell’intero Mondiale. Tale frenata richiede al pilota di applicare alla leva una forza pari a 8 kg e con un “salto di velocità” di ben 250 km/h. Per impostare la curva, i piloti frenano per 5,1 secondi durante i quali percorrono 289 metri, equivalenti alla lunghezza di 4 Airbus A380. La pressione dell’impianto frenante raggiunge invece i 13 bar.

Impegnativa è anche l’ultima curva della pista per i 178 metri di frenata: le moto perdono oltre 150 km/h e i piloti subiscono una decelerazione di 1,5 g. L’impianto frenante delle MotoGP raggiunge in questa sezione della pista i 10,9 bar di pressione.

Valori identici di decelerazione, carico sulla leva (6 kg) e pressione dell’impianto per la curva 4: la frenata dura 3,5 secondi perché le moto pur arrivando più veloci entrano in curva a 119 km/h.

Il GP si svolge in notturna, circostanza grazie alla quale è possibile notare i dischi freno in carbonio che diventano incandescenti in occasione delle staccate più violente. Questo fenomeno, sebbene piuttosto frequente, non è visibile nel corso degli altri GP a causa della luce del sole che rende molto meno percettibile la variazione cromatica dei dischi a seguito dello stress termico.

Dati e foto Brembo

 

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Marco Talluto

Ingegnere Gestionale appassionato di Formula 1. Social Media Manager dal 2009 con la voglia di trasmettere la mia passione per il motorsport.