MotoGP | Il Coronavirus mette a rischio anche il GP a Austin

Il calendario della stagione 2020 di MotoGP non ha pace: dopo la cancellazione del round inaugurale in Qatar per la massima categoria delle due ruote, sembra essere a rischio anche la tappa al COTA.  Coronavirus gp austin

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GP Austin 2018 – Credits:P300

Con l’espandersi del Coronavirus molti Stati si trovano a dover attuare delle misure per contenere, quanto possibile, il contagio. Gli incontri sportivi, riunione di folle di appassionati, sono in prima linea fra gli eventi a pagarne le conseguenze; lo sanno bene gli appassionati di Formula E (con la posticipazione a data da destinarsi dell’E-Prix nella Città Eterna) e di SBK , MotoGP e Endurance. coronavirus gp austin

Dal Texas fanno sapere che anche il GP del COTA, appuntamento fisso del Motomondiale dal 2013, è a rischio. Sebbene non siano ancora stati rilevati casi di infezione da virus, lo Stato ha dichiarato ‘disastro locale’ e potrebbe prendere delle misure drastiche per prevenire eventuali contagi. Gli eventi che ospitano più di 2.500 persone sono proibiti a meno che l’Austin Public Health garantisca un piano di mitigazione efficiente contro le malattie infettive.

Il sindaco della città ospitante, Steve Adler, dopo aver dichiarato lo ‘stato di disastro’ ha proseguito cancellando l’evento ‘South by Southwest’, un festival musicale a cui nel 2019 hanno partecipato 75.000 persone (contro i 120.00 totali del weekend del GP di Austin, 47.000 solo nel giorno di gara).

Se la tappa al COTA, che si terrà dal 3 al 5 aprile, dovesse essere cancellata o posticipata, ci sarebbe poco tempo per trovare un’alternativa valida. Il round di apertura della stagione di MotoGP potrebbe slittare al weekend del 17-19 aprile, con il GP d’Argentina.

Ezpeleta determinato a correre tutte le tappe del calendario

Carmelo Ezpeleta, nella conferenza in Qatar, non ha espresso preoccupazione per dei possibili divieti d’ingresso agli italiani nei due Stati interessati.

“Al momento non ci sono problemi per l’ingresso in Argentina o negli Stati Uniti, ma non sappiamo cosa potrebbe succedere in futuro. Ci preoccupano di più le tappe successive in Europa, la zona più critica a causa del virus. Alcuni Stati europei hanno bannato gli eventi con elevato numero di spettatori e hanno applicato restrizioni per gli ingressi di viaggiatori provenienti da specifiche aree. Stiamo cercando delle soluzioni.

Contrattualmente dobbiamo disputare almeno 13 gare per la FIM, ma il nostro scopo è fare tutte le 19 rimanenti. Se necessario correremo in Paesi caldi nel periodo natalizio! Non dirò che sono ottimista, ma state certi che cercheremo delle soluzioni per i restanti weekend del calendario.

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Simona D.

Studentessa di lingue appassionata di motori che spera, un giorno, di poter trasformare la sua passione nella sua professione.