MOTOGP | Marquez e Rea: i parallelismi dell’essere primi

La stagione di Marc Marquez e Jonathan Rea, entrambi Campioni del Mondo delle loro rispettive categorie, nonostante la lontananza in pista, è in realtà ricca di analogie e parallelismi. Vediamo quali. Egemonia Marquez e Rea

Egemonia Marquez e Rea
Credit: Motorsport101.com

La stagione 2019 delle due ruote ha, come ormai da alcuni anni a questa parte, riconsegnato i titoli di Campioni del Mondo a Marc Marquez e Jonathan Rea, rispettivi dominatori della MotoGP e della Superbike. Egemonia Marquez e Rea

Il pilota spagnolo e quello nord-irlandese si sono resi protagonisti di una stagione superlativa e ricca di simmetrie tra di loro.

A chiarire questi parallelismi ci pensano i dati statistici della stagione 2019 dei due pluricampioni del Mondo in cui hanno annichilito la concorrenza.

La prima analogia che salta all’occhio vedendo i risultati di questa stagione sta proprio nei risultati stessi: Marquez è salito sul podio in tutte le gare della stagione, tranne quella di Austin dove è caduto, mentre Rea lo ha fatto in tutte le occasioni esclusa la Gara1 di Jerez (a causa di una penalità) e la Superpole Race di Misano.

Una costanza di rendimento entusiasmante che, soprattutto nel caso di Rea si è dimostrata decisiva per la conquista del titolo mondiale.

Proprio questa costanza di rendimento mette in luce un altro dato estremamente interessante: tra tutte le gare della stagione i due piloti sono caduti una sola volta a testa.

Per Marquez l’occasione è stata, come detto, ad Austin, mentre Rea è scivolato in una bagnata Superpole Race di Misano, in una gara che ha poi comunque chiuso al quinto posto (peggior risultato stagionale).

Come se non bastasse i due cannibali hanno anche monopolizzato il dato sulle vittorie con Marquez che ne ha portate a casa 12 mentre Rea 17. In totale lo spagnolo e il nord-irlandese hanno vinto il 52% delle gare corse, ben 29 su 56.

Questa incredibile serie di arrivi nelle zone alte della classifica ha permesso poi ai due piloti di avere un ruolo chiave nella lotta al titolo costruttori e in quello di miglior Team.

Il dato assume poi ancora più importanza se si considera il gap di punteggio inflitto ai propri compagni di squadra:;+376 per Marquez sull’accoppiata Lorenzo-Bradl e +344 di Rea su Leon Haslam.

Una differenza abissale, che da ancora più lustro alle prestazioni dei due piloti che sempre, o;quasi, sono stati i migliori al traguardo per i loro Team.

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Se però Marquez è stato sempre il miglior pilota Honda al traguardo e spesso l’unico del Team giapponese in;grado di lottare per podi o vittorie, Rea è stato battuto in due casi: entrambi a Magny-Cours dal turco Toprak Razgatlioglu, che;è stato più volte vicino, nell’arco della stagione, alle prestazioni del cinque volte iridato Superbike.

Comunque, grazie essenzialmente alle loro prestazioni, Honda HRC e Kawasaki Racing Team hanno portato a casa sia il titolo costruttori che quello di miglior Team, regalando così un titolo triplo a Marquez e Rea.

Titolo iridato, quello di questo 2019, che continua a cementificare l’importante egemonia che questi due fenomeni stanno dando alle categorie che li vede protagonisti.

Per Marquez è infatti arrivato il sesto titolo iridato (quarto consecutivo) in MotoGP, mentre per Rea si;tratta ormai della quinta stagione di fila conclusa con la corona di Campione del Mondo Superbike in testa.

Questo continuo dominio nella categoria porta con sé un’altra costante che è quella della ricerca di un avversario pronto a rompere la loro egemonia.

Il dubbio che rimane è quindi sempre lo stesso: riuscirà qualcuno a rompere questa simbiosi che ormai da un lustro condiziona le categorie regine del Motorsport a due ruote?.

 

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