MotoGP | Perchè Mir è il favorito di questo mondiale

Joan Mir e la Suzuki stanno sorprendendo tutti questa stagione. La storia dice che Mir può battere Quartararo e vincere il mondiale, ma in MotoGP le variabili sono tante.

Mir mondiale
Credits: Suzuki Ecstar

Joan Mir si sta dimostrando uno dei piloti più costanti di questo mondiale. A parte i due ritiri arrivati alla prima gara di Jerez e a Brno, il pilota della Suzuki non è mai andato oltre la quinta posizione, ottenendo 3 podi nelle ultime 3 gare. Nel GP di Repubblica Ceca oltretutto il ritiro fu causato dalla caduta di Lecuona, che scivolando prese in pieno l’incolpevole Mir. Un ruolino di marcia sorprendente, soprattutto se consideriamo che lo spagnolo è al secondo anno in MotoGP.

Mir sa come si diventa campioni

Mir ha iniziato a correre nel motomondiale nella classe Moto3 nel 2016, conquistando il titolo iridato l’anno successivo con ben 10 GP vinti durante la stagione. Nel 2018 passa in Moto2, dove resta solo un anno senza ottenere nessuna vittoria, ma solo tre podi. Tanto basta però a convincere la Suzuki ad ingaggiarlo per la stagione 2019, affiancandolo ad Alex Rins.

Il suo anno da rookie non è esaltante e il suo miglior risultato è un quinto posto ottenuto in Australia. Dimostra però di essere un pilota solido, finendo con costanza in top 10. Conclude la stagione a 92 punti in dodicesima posizione, saltando anche due gare per un infortunio rimediato a Brno.

Passi avanti da mondiale

Quest’anno a confermare i grandi progressi, oltre ai podi, sono anche i dati statistici. Alla seconda gara dell’anno ha già pareggiato il suo miglior risultato del 2019 e dopo otto gare ha già superato i 92 punti ottenuti nell’arco di tutta la scorsa stagione. Con i suoi 100 punti e il secondo posto in classifica, Mir sembra poter essere il principale candidato alla vittoria finale, al secondo anno in classe regina. Un risultato ottenuto, per fare dei nomi, da campioni del calibro di Rossi e Stoner.

I progressi non sono solo del pilota, ma anche del mezzo. Mir si ritrova a guidare una Suzuki competitiva su tutte le piste, merito dei progressi della casa a livello motoristico. Certo, non è ancora il motore della Desmosedici, ma con le altre case sembra poter anche competere in rettilineo. Se poi compariamo i risultati ottenuti dai due piloti Suzuki, Mir ad oggi ha dato paga al suo compagno Rins in tutti i GP, tranne in Repubblica Ceca. Ovviamente bisogna anche considerare l’infortunio alla spalla di Rins di Jerez, che potrebbe ancora dargli problemi.

Mir-Quartararo: una sfida che inizia quattro anni fa

Con Marquez ormai quasi matematicamente fuori dalla lotta, Vinales incostante e Dovizioso che si conferma il pilota più sfortunato del paddock, l’avversario più temibile di Mir è Quartararo. Il francese è primo in classifica con 8 punti di vantaggio su Mir, dalla sua ha 3 vittorie, cosa che allo spagnolo ancora manca. Ma Quartararo ha dimostrato di non riuscire ad essere sempre veloce, complice anche una Yamaha che gli da problemi e con cui su alcune piste non riesce a trovare il giusto feeling.

Mir (a sinistra) e Quartararo (a destra) con Locatelli nel 2016. I tre erano compagni in Leopard. Credits: Twitter Steve Day

Se guardiamo agli anni passati, quando i due correvano nelle serie minori, i risultati di Mir sono nettamente superiori a quelli di Quartararo. Nel 2016 Mir era al suo debutto in Moto3 mentre Quartararo era al secondo anno. Quell’anno correvano entrambi per il team Leopard e nonostante la stessa moto, i risultati dello spagnolo furono decisamente migliori di quelli del francese. A fine stagione Mir si piazzò 5°, mentre Quartararo fu 13°. A dividere i due, 61 punti.

Nel 2018 si ritrovarono in Moto2, di nuovo con Mir da debuttante e Quartararo al secondo anno. La clasifica finale vedeva Mir 6° e Quartararo 10°. Nonostante il francese potesse vantare una vittoria, lo spagnolo dimostrò già allora di essere più costante. Ultimo particolare nel loro confronto, Mir può vantare un titolo mondiale.

I due proveranno a vincere fino alla fine, un campionato senza Marquez è un’occasione ghiotta, che nessuno dei due vorrà farsi sfuggire. Ma la pressione, oltre al talento che non manca a nessuno dei due, farà sicuramente la differenza.

Se Mir riuscirà a vincere, porterà in casa Suzuki un titolo che manca da vent’anni esatti, quando a vincere fu Kenny Roberts JR. Chissà se l’isola di Maiorca, dopo Jorge Lorenzo, ci avrà regalato un altro campione.

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MotoGP | GP Catalunya – Mir: “La vittoria è vicina”