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F1 | Aerodinamica attiva dal 2026 – Al vaglio l’ala anteriore mobile

Prosegue lo sviluppo da parte della FIA delle nuove vetture 2026, con varie simulazioni e aggiornamenti alle bozze del regolamento. Di recente però, sono emerse preoccupanti novità sulle regole dell’aerodinamica attiva del 2026.

Molte squadre si sono dette perplesse di quelle che sono le normative tecniche allo stato attuale sulla prossima generazione di vetture. La Federazione, tuttavia, prosegue sulla sua strada e non vuole abbandonare il target prefissato sulla gestione della potenza tra termico ed elettrico. Un obbiettivo che però sembra difficilmente raggiungibile, o perlomeno sostenibile, nella prima fase dei nuovi regolamenti. Per evitare di trovare in pista vetture con velocità “imbarazzanti”, la FIA è pronta a discutere l’introduzione di nuovi dispositivi mobili, già sperimentati nelle simulazioni. Tuttavia, nel recente periodo sono emerse delle serie preoccupazioni sulle novità che verranno introdotte con l’aerodinamica attiva in arrivo nel 2026.

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Scuderia Ferrari

La FIA si è resa conto degli sbagli commessi nel 2022, quando al primo anno dei nuovi regolamenti, le squadre hanno reintrodotto una filosofia aerodinamica che la Federazione voleva abolire. Lo stesso Tombazis ha confessato che l’organo legislatore aveva lasciato aperte delle porte per sviluppare l’effetto outwash, specialmente nell’ala anteriore. Questo ha portato ad una seria complicazione delle fasi di inseguimento, con i piloti che hanno affermato di provare delle sensazioni simili a quelle del 2021, ultimo anno delle vetture di vecchia generazione.

Per cercare di correggere ulteriormente gli sbagli, la FIA ha proposto subito l’introduzione dell’aerodinamica attiva per le componenti alari installate sulle monoposto. Queste permettono una doppia configurazione aerodinamica, ad alto carico nelle curve e basso carico negli allunghi. La via più semplice è quella di applicare il movimento al posteriore, in quanto avrebbe potuto funzionare facilmente con il DRS. Nonostante l’ipotetica semplice applicazione, le squadre hanno sollevato ulteriori perplessità ed hanno segnalato un altro preoccupante problema.


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Secondo quanto riportato da una fonte di Autosport, una monoposto in configurazione Low e motore alla massima potenza risulterebbe inguidabile, con molti episodi di testacoda al simulatore. Difficoltà emerse sia nelle fasi di accelerazione sia nelle percorrenze a basse velocità, dove erano molto frequenti gli alleggerimenti del posteriore.

Situazioni innescate da un importante variazione del bilanciamento del carico aerodinamico, stimato 3 volte superiore a quello riscontrato con il DRS attuale. Inoltre, è stato riportato che per evitare spin o testacoda in ogni curva, le monoposto dovrebbero correre in modo estremamente conservativo, portando al serio rischio di vedere tempi peggiori delle F2.

Una situazione che ha spinto a delle considerevoli valutazioni sugli elementi aerodinamici attivi, con la FIA che ha concluso affermando che per risolvere tale problema è necessario coinvolgere anche l’anteriore. Così facendo, la Federazione dovrebbe arginare, se non risolvere il problema di bilanciamento emerso dal simulatore. In conclusione, nel 2026 potremmo vedere delle monoposto “Transformers” dotate di appendici aerodinamiche mobili in diverse fasi di gara.

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