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F1 | Ferrari EVO a Imola: l’ingegnere Mazzola ci spiega quanto potrà guadagnare la SF-24

In un’intervista esclusiva, l’ingegnere Luigi Mazzola ci ha parlato degli aggiornamenti Ferrari di Imola e della difficoltà della SF-24 di scaldare le gomme in qualifica.

A Maranello sono pronti a cambiare faccia alla SF-24. Dopo un inizio di stagione da chiara seconda forza, è il arrivato il momento di iniziare con gli sviluppi. Ecco dunque che a Imola arriverà il primo grosso pacchetto di aggiornamenti per Ferrari e con l’ingegnere Luigi Mazzola abbiamo parlato di cosa potrebbe comportare e non solo.

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Dettaglio della Ferrari SF-24 © F1inGenerale

Dalle notizie uscite negli scorsi giorni, sappiamo che si tratterà di un pacchetto abbastanza “estremo”. Le novità dovrebbero essere ben visibili. Si parla di pance rovesciate in stile RB20, di modifiche al fondo ed all’ingresso dei venturi. Il guadagno è stimato in circa due decimi e mezzo. Un importante evoluzione lato aerodinamico ed anche l’ing. Mazzola ci ha sottolineato l’importanza di questo aspetto.

“Ogni volta che si lavora sull’aerodinamica l’impatto è sempre importante, nel bene o nel male. Purtroppo adesso non si possono più provare le cose prima di andare in gara. Ci si affida a quelli che sono i numeri della galleria del vento. Dopo di che si spera che tutto vada nella direzione di quei numeri”.

“Se è verosimile che possano esserci pacchetti da due o tre decimi? Nulla di incredibile. Anzi, assolutamente fattibile. Speriamo che sia così e che si tratti effettivamente uno step avanti per quanto riguarda la Ferrari. Sia in termini di carico, sia di efficienza che anche di guidabilità della macchina. L’aerodinamica ha sempre diversi aspetti. Quindi se tutto questo va in quella direzione, sarà un bello step della Ferrari”.

Perché Ferrari fatica in qualifica?

Se è innegabile che Ferrari abbia fatto un passo avanti enorme nella gestione gomme in gara, è anche vero che in qualifica ora sembra avere più difficoltà a mettere in temperatura gli pneumatici. Proprio per questo abbiamo chiesto all’ingegner Mazzola quale fosse la ragione, e la chiave, di questa situazione.

“Io penso che bisogni vedere le cose sotto diversi aspetti. Il primo è che la macchina è più guidabile. Questo vuol dire che ora c’è accordo tra aerodinamica e meccanica. Hanno lavorato anche sulle sospensioni e sono riusciti a tirare fuori una macchina che mantiene le temperature delle gomme equilibrate. Di conseguenza mantiene il bilancio della macchina anche con l’usura delle gomme o con l’aumento di temperatura delle stesse”.

“Tutto questo porta ad avere che le gomme vengano molto meno sfruttate. È chiaro che, se la gomma è meno sfruttata, si butta meno energia in quelli che sono gli pneumatici. Quindi è chiaro che durano di più, ma è anche vero che si fa più fatica a portarle in temperatura. Quindi questo aspetto può essere anche una conseguenza”.


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“Il secondo aspetto che però bisogna considerare è che è vero per Leclerc, ma non è vero per Sainz ha aggiunto l’ex ingegnere Ferrari. “Vuol dire che la macchina di per sé in realtà genera temperatura. Io l’andrei dunque a vedere più nell’ambito del set up, dell’assetto. Cosa vuol dire questo? Vuol dire l’accordo che c’è tra lo stile di guida del pilota con il rispettivo assetto ottenuto con l’ingegnere di pista”.

“Un pilota magari ha bisogno di più sovrasterzo, di più sottosterzo, di più bilancio, di più carico, di meno carico. Di quello che è macchina più rigida o meno rigida. Una macchina più bassa o più alta. Quindi è chiaro che uno magari riesce, grazie a questo, ad accendere il grip delle gomme prima“.

Sappiamo infatti come tendenzialmente Leclerc preferisca una macchina più sovrasterzante rispetto a Sainz. Proprio per questo abbiamo chiesto all’ing. Mazzola se potesse essere Ferrari a fare un passo incontro al monegasco, magari proprio con gli aggiornamenti di Imola.

“Diciamo che è l’accordo su quello che può essere la ricerca di un assetto più ottimaleci ha risposto. Perché se è un pilota ci è arrivato… Cioè, un pilota di differenza rispetto all’altro ha lo stile di guida e l’assetto della macchina. Quindi starei lì”.

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