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F1 | GP USA – Analisi passo Sprint: Verstappen micidiale ma attenzione alla McLaren

Vediamo insieme, nell’analisi del passo della gara Sprint, come si sono comportate le vetture sulla distanza dei 100 km ad Austin.

La garetta andata in scena nella nottata italiana ha messo di nuovo in ordine le gerarchie prestazionali. Red Bull superiore, nonostante una leggera altezza da terra maggiore, Mercedes e Ferrari ad inseguire. Vediamo ora l’analisi del passo emerso durante la Sprint Race del GP degli USA ad Austin.

Analisi passo Sprint GP USA Austin
Andamento dei tempi nei 100 km della gara Sprint di Austin

Pochi giri ma i valori in campo emergono

Media passo gara nei 100 km della Sprint

Con la distanza programmata di 100 km possiamo iniziare a capire i veri valori in campo che vedremo nella gara lunga di oggi. Ovviamente davanti a tutti non può esserci che Verstappen, che ha rifilato 12 secondi al primo inseguitore in soli 19 giri. Il suo passo è stato costantemente più veloce di circa mezzo secondo e ha permesso al campione del mondo di prendere il largo su Hamilton. Tuttavia, l’epta campione del mondo è riuscito a mostrare un passo abbastanza costante e con un degrado lineare. L’introduzione del nuovo fondo ha permesso questo incremento nelle prestazioni in un circuito così complesso. Aggiornamento che potrebbe rivelarsi fondamentale nella lotta con Ferrari e McLaren. Quest’ultima conferma la crescita con Norris che ha tenuto un passo decisamente interessante, falsato tuttavia dalla lotta iniziale con Sainz. Infatti, al termine dei 100 km il ritmo medio tenuto da Norris era solo 53 millesimi più lento di quello di Leclerc.


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Problemi nella comprensione del degrado gomma per Ferrari, che ha schierato la SF-23 #16 con le gialle e la #55 con le Soft. Questa scelta è stata sicuramente legata ad una simulazione in vista del GP di oggi, nel tentativo di raccogliere il maggior numero di dati possibili. La gomma rossa di Sainz ha mostrato un po’ il fianco nella parte centrale della gara, con i tempi che si sono avvicinati all’1:42. Tuttavia, pochi giri dopo la gomma è tornata a funzionare, con i suoi tempi che si sono avvicinati a quelli di Norris e Hamilton. Più complessa la situazione nel box accanto, con Leclerc che ha percorso i primi 13 giri con una discreta gestione del degrado. Ma già al giro successivo i suoi tempi sono cresciuti in modo anomalo, arrivando quasi all’1:42. 

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